Il monte San Michele in bici

Lo scorso sabato sono andata in bici sul monte San Michele.
Treno fino a Sagrado, pedalata oltre il centro fino al ponte sull’Isonzo. Senza imboccare il ponte, si rimane sul lato destro del fiume, per risalirlo fino a Poggio Terza Armata. Lì si può prendere una salita che va su per il monte, su una strada poco o niente trafficata. Si incontrano più ciclisti che auto, mi pare un buon segno.
Il San Michele è il monte più alto del Carso Isontino, una delle cime raggiunge quota 250 metri. Sulla sommità del monte, oltre al Percorso dei Cippi e delle quattro cime, si dipartono numerose strade sterrate che sicuramente sono note agli amanti della bici di quelle zone.

Attraverso San Martino del Carso, e vado sulla cima, a visitare il museo all’aperto della Grande Guerra.
Mi soffermo nella zona delle gallerie che venivano utilizzate dalle cannoniere italiane, per la difesa della zona di Gorizia, dopo la presa del campo trincerato che in precedenza era austro-ungarico.

Cerco di intrufolarmi nei tunnel scavati nella roccia. L’ingresso ufficiale è chiuso da un cancello, non è giorno di visita, ma i finestroni da cui emergevano le bocche dei cannoni sono accessibili. Quindi lego la bici, ed entro. Mi calo in profondità con una scaletta in ferro conficcata nella pietra. L’acqua gocciola dai soffitti, ma io ho l’impermeabile col cappuccio e la luce della bici per l’esplorazione. Leggo le descrizioni. I cannoni utilizzati avevano una gittata di 16.500 metri. “Per distruggere cento metri di una comune trincea nemica, occorrevano circa 150 colpi di tiro, perfettamente centrato e preciso”.
Mi basta così.

salita per il San Michele sentiero dei cippi Paola nei tunnel luce in fondo al tunnel
mappa degli scavi Sentieri sul San Michele San Martino del Carso Lago Muzila