La ciclovia del Versa

Giovedì scorso c’era un improvviso giorno di sole: l’ho colto al volo, e sono salita sul treno per Sagrado. Non avevo una meta precisa, e il caso mi ha fatto trovare una pista ciclabile che vale la pena ricordare.

Nel tratto di strada che va da Romans d’Isonzo alla località di Versa, si incontra il ponte sul torrente Versa. All’attacco del ponte, comincia la pista ciclabile, segnalata da un ampio cartello.
Sul cartello, una poesia di Celso Macor nomina i fiumi della zona, che anche io ho imparato ad apprezzare pedalando: Torre, Judrio e Versa. Le rime affiancano ricordi del poeta bambino, che immaginiamo nudo a giocare nell’acqua, ad immagini di oggi più dolenti, come quella dei letti di fiume trasfomati in pietraia silenziosa.

La poesia del fiume Versa Ritmi familiari inizio pista ciclabile la ciclovia del Versa
In bici sul Versa arnie baciate dal sole il letto del Versa sassi di fiume

Il percorso ciclabile si snoda lungo tutto l’argine destro in direzione di risalita del torrente. La posizione sopraelevata dell’argine raccoglie il sole e la vista sui monti, mentre l’acqua dal color del cielo si increspa in prospettiva virando sul viola e sul bruno.
A metà strada cedo alla tentazione, mi calo giù dall’argine, vado a toccare il torrente. Faccio pausa sul letto del fiume per un po’, mi immergo nel rumore dell’acqua e nelle forme dei sassi.

La pedalata sull’argine arriva fino a Capriva. Basta poco per arrivare a Cormons, e fare incetta di cartine della zona all’ufficio turistico, prima del pranzo con risotto zucchine e gamberetti.

rugiada sull'erba rompi flutti sul Versa le scarpe volanti I cachi senza foglie
Vista serale sullo Judrio sburtà (ovvio!) colori primari ombre e idrogeologia

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