Lunga vita alla musa dell’arte

L’altro sabato siamo andati a vedere la mostra al Salone degli Incanti: Trieste al centro, opere di Petrus.
Era da tempo che mi catturava la coda dell’occhio, e credevo che si trattasse di fotografie. Invece no: dipinti, tratti da fotografie, della nostra città e delle altre.

Ci vuole un po’ di tempo, durante la visita alla mostra, per entrare nel suo vero significato.
All’inizio sembra solo un’operazione seriale, una raccolta di angoli facili e più o meno uguali di scorci architettonici della città. Tinte piatte, punti di vista costanti. C’è persino un dettaglio del Salone degli Incanti, in una sorta di autocelebrazione del luogo della mostra.

Sul pavimento, al centro della sala, è riportata una mappa della nostra città, con l’individuazione di tutti i luoghi che sono stati fotografati e poi dipinti.
E lì viene fuori il senso di appropriazione che può essere dato dall’operazione artistica.
Anche io, quando disegno un soggetto che ho fotografato, entro con la matita in tutti gli anfratti , fino ad impararli a memoria; ne annoto il luogo, in un diario dell’incontro. Il ritratto diventa impresso nella memoria in modo sicuro, valorizzato. Non può più essere perso.

Casa del Vento Luci e Incanti Università frammenti
Dado coi piedi sul territorio serialità mostra di Petrus a Trieste corners

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