Lo stagno come luogo della calma

Lunedì pomeriggio sono andata due volte allo stagno di Banne.
La prima, ci sono rimasta cinque minuti, perchè dei tuoni hanno cominciato a rombare nel cielo nero. La seconda, ci sono sono rimasta quasi fino al tramonto. Infatti, dopo la pausa al coperto (alla gelateria di Opicina, dove ho visto venir giù qualche goccia di pioggia) avevo deciso di tornarci, attratta da quel posto pieno di tranquillità.

Lo stagno è un luogo che ha un suono tutto suo. Alcuni uccelli si fanno sentire dai dintorni; il pelo dell’acqua si muove un po’, facendo delle bollicine che risalgono dal fondo quasi a ritmo. L’orizzonte è racchiuso da un cerchio di alberi, e il cielo si raddoppia sullo specchio acquatico.

ninfee lo stagno di Banne carezza pungente tritone nello stagno
il cielo visto dall'erba la chiocciolina impertinente relax allo stagno libellula in volo
la libellula innamorata vista sullo stagno gelato mangia e bevi fotografando la libellula in volo

Quando mi sono seduta per la seconda volta ai margini dello stagno, una libellula verde e nera ha cominciato a girarmi intorno, e non mi ha più mollata per una buona ora. La sua danza l’ha portata a fissarmi molte volte, era chiaro che puntava proprio me, per cui sono riuscita a fotografarla in volo (impresa di solito impossibile, perchè le libellule volano a scatti molto rapidi). Ormai avevo anche cominciato a parlarle: “Non così vicino!”, le dicevo, “occhio che ti impigli nei capelli!”, mentre il rumore delle sue ali da elicottero mi distraeva.
Grazie al fatto che ero accaldata dal giro in bici, mi sa che l’ho proprio fatta innamorare di me.

la libellula che mi fissa

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