Sono un’osservatrice di gerridi

Sabato scorso ho fatto un giro per i boschi dell’altopiano.
Dall’obelisco di Opicina, a Banne lungo il percorso ciclabile, per poi staccarmi dalla strada seguendo un sentiero. Trovo un pozzo, mi arrampico su fino all’antenna, arrivo a Conconello. Entro nel bosco Tommasini, giro dietro al campo di Cologna, e scendo giù per villa Giulia fino a via Cantù. Mi rinfresco alla fontana, rubo le more, mi fermo a leggere un libro.

Il comprensorio forestale composto dai boschi Tommasini, Pavani, Rossetti e Venezia risale al 1842, quando un rimboschimento artificiale con pino nero aveva cominciato a sostituire le latifoglie autoctone. I lavori di rimboschimento furono premiati nel 1900 con il premio più prestigioso all’esposizione mondiale di Parigi, e continuano tuttora con diradamento selettivo

il mare da sotto l'antenna conconello lavanda verso il cielo lo stagno di Villa Giulia
more girini nello stagno idrometra fa caldo

Prima di scendere in via Cantù mi sono soffemata presso lo stagno di Villa Giulia, ripristinato nel 1995 dai Tutori degli Stagni e delle Zone Umide. Un posto veramente rilassante, dove sono rimasta ad ipnotizzarmi per un po’, tra il canto dei grilli e il rumore del vento.
In questo periodo dell’anno i rospi smeraldini sono allo stadio di girini. Cosa fanno i girini tutto il giorno? Mangiano, mangiano e poi mangiano, attaccandosi alle erbe e alle foglie galleggianti qua e là; e scodinzolano al loro solito modo, mentre passano da una postazione di pasteggio all’altra.
E poi ci sono gli insetti che camminano sull’acqua, i gerridi detti anche idrometra, che scattano da un punto all’altro come se avessero sempre paura. Piccoli menischi d’acqua li accompagnano fedelmente, come dei pattini, sempre presenti sotto il lieve peso delle zampe.

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