Domenica e lunedì scorso ho fatto un doppio giro in bici allo stagno di Monrupino.
Sì, due volte.
Sì, ho preso ferie lunedì pomeriggio per tornarci.
C’era uno splendido sole, ventisei gradi, e il giorno prima avevo cominciato ad avvistare le ranocchie dello stagno. La notte me le ero pure sognate… Dovevo andarci di nuovo.
Rieccomi allora nella conca, a margine dello stagno, dopo avvicinamento quatto quatto.
Anche se ero arrivata a bordo acqua facendo pianissimo, tutte le ranocchie del lato da cui mi ero avvicinata erano subito saltate in acqua per la paura. Sapevo che avrebbero fatto così. Però, alla seconda volta, mi ero armata di tanta pazienza, ed ero pronta a dedicarmi all’avvistamento: un passatempo irresistibile. Io non mi muovevo, ma appena scorgevo le ranette fare qualcosa, mi scappava da ridere. Troppo simpatiche.
Dalla mia postazione seduta, abbracciavo lo stagno con la macchina fotografica. La vista si adattava all’ambiente, e anche se era tutto fermo, i micro movimenti si cominciavano ad apprezzare.
Dopo cinque minuti dal mio arrivo e dalla fuga dei batraci, cominciavano a comparire degli occhietti appaiati a pelo d’acqua. Due, tre, quattro… dieci… venti… Le ranocchie curiosissime guardavano tutte verso di me.
Dopo un quarto d’ora, nelle posizioni più lontane, le ranocchie cominciavano a muoversi. Erano attratte dal bordo dello stagno da cui erano dovute scappare, e ci si riavvicinavano piano piano.
Uno, due, tre… i gruppetti che sbucavano vicini erano sempre orientati verso di me.
Il gracidio cominciava a ripartire: cra, cra, coro qua, risposta là…
Dopo mezz’ora i movimenti ranocchiosi erano più vistosi. Nuotate, tuffetti, salto in verticale per afferrare un insetto al volo. Tutto ovviamente ad almeno un paio di metri da me.
Dopo un’ora di appostamento, le rane che erano proprio di fronte alla mia postazione avevano finalmente avuto il coraggio di avvicinarsi al bordo dell’acqua, e una era pure uscita. Evidentemente per lei io facevo ormai parte del paesaggio. Era proprio vicina. Io cominciavo ad avere i crampi da immobilità…
A quel punto mi sono alzata. E di nuovo: tutte in acqua!












Eccezzzzionale!! Roba da Superquark! Qualche ranetta mi ha fatto venire un certo pensierino sull’argomento del nuoto…
la mia amica abita in quella zona la….alle volte NO SE DORMI DE NOTTE PER QUANTO CAOS LE FA!!! belle foto brava Paola !