Lignano controvento

Domenica scorsa, avevo tutta la giornata davanti a me: Dado era a Padova con l’hockey. La temperatura era crollata di brutto, c’era Bora sul Golfo a 100 km all’ora, ma non ho resistito: sono partita per un giro in bici.

Treno fino a Latisana: appena arrivo ed esco dalla stazione, comincia a piovere… bell’inizio! Mi riparo al tendone della sagra paesana. Pranzo con frico e polenta, e dolci fatti in casa.
Quando ho finito, smette di piovere, e posso ripartire col sole. Mare o monti? Decidiamo la meta… cedo alla tentazione. Vado verso l’orizzonte aperto, verso la laguna. Inizio il percorso del Tagliamento citato nella guida “bici in FVG n. 2”, da Latisana a Lignano.

frico e polenta dolci alla fiera Torre di Latisanotta parrochet

Comincio così l’itinerario sul Tagliamento, un po’ tra i paesini, un po’ lungo l’argine.
Passo al Parco dei pappagalli: unico in Europa, ospita 300 specie. Scopro che “l’esecuzione di una prestazione canora non è affatto un comportamento istintivo, ma invece è il punto di arrivo di un impegnativo processo di apprendimento. Ogni singolo esemplare può avere un repertorio canoro leggermente diverso da quello di un altro individuo. Inoltre, meglio cantano, più fanno conquiste amorose”.

Riprendo il giro. Il vento soffia e stanca, e più procedo verso la costa, più il vento aumenta… Sto calda negli abiti pesanti e ho il para-orecchie, ma il rumore delle raffiche mi confonde; il soffio d’aria sugli occhi mi fa girar la testa.
Dovevo saperlo che andava a finire così, ma non mi ero saputa trattenere, attratta dalla luce del mare. Mentre pedalo tra i refoli, mi dico: “ancora un pezzo e poi decido cosa fare; ancora un pezzo”… e più passa il tempo, più è lunga tornare indietro.
(Dado che mi ascolta mentre scrivo, commenta: “che bella la mia Palla, con lo spirito avVENTOriero…”).

filari nel verde filari nel sole corteccia tuffo negli alberi

Arrivo a Lignano a fine pomeriggio, e sono cotta. Medito già di tornare col traghetto, e mi informo rintanandomi all’ufficio del turismo, che col suo silenzio senza vento, riesce un po’ a rinfrancarmi.
Però quando sono lì mi dicono: “Traghetti? L’ultimo è di sabato” (era domenica). Riprovo chiedendo delle soluzioni via terra. “I pulmini dell’APT? sono stagionali, e la stagione chiude al 13 settembre” (era il 14). Mentre la faccenda si fa critica, mi comunicano in extremis: “Forse ci sono gli autobus della SAF… l’ultimo parte tra venti minuti, dalla piazza all’altro lato del paese. In bici ce la puoi fare”.
Scatto inoltrandomi più definitivamente che mai verso il mare, e becco l’autista del bus pronto a partire, giusto in tempo. Riesco a negoziare un trasporto della bici, faccio un’ultima corsa per altri due isolati a prendere il biglietto, ritorno che li trovo già per strada, ma mi aspettano. E così salgo, carico il tutto, e finalmente mi piazzo comoda e pigra in direzione rientro. Dopo la scorpacciata di aria aperta, guardare dal finestrino è più tranquillo, con vista sul tramonto e sul mare metallico nero.

pioggia che si avvicina Tagliamento dall'argine Tagliamento tramonto dal treno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.