Brutta scrittura

Domenica sera, ritrovo di classe a casa del prof DaveMartins. Il fatto che lui insegni storia e filosofia alle superiori mantiene viva la nostra permanenza nel mondo della scuola ad libitum. Possiamo commentare i compiti in classe sulla seconda guerra mondiale, che Davide ha portato a casa e che ci mostra prima di correggerli, e ci sentiamo come se dovessimo farli noi, lì per lì senza aver studiato, e con quello che ci ricordiamo dell’argomento facciamo scattare un dibattito…
Quello che hanno scritto gli studenti resta imperscrutabile per noi, perchè ogni calligrafia ha i suoi segreti, e il prof ci ricorda che non si può scrivere vicino al voto il commento “brutta scrittura”, perchè è offensivo… Chissà come scrivevamo a sgorbi noi, a suo tempo! Ci credo che poi passava la voglia di correggerli!
Nel frattempo, riemergono gli aneddoti di sempre, per chi ancora non li sa a memoria. Davide ricorda: “Di matematica, a suo tempo, ho avuto 4 all’esame, e mi son sognato che vomitavo logaritmi… c’erano questi LOG che mi uscivano dalla bocca…”

Presenti: Siro, Silvia, Giolo, Betti+Emma nella pancia, Davidaola, e il mitico prof che inaugura per la prima volta la permanenza definitiva a casa sua.
p.s. anche se Davide mi ha chiesto se avevo foto della serata, io ho fatto solo questa, ipnotizzata com’ero dal blu del grande cielo che si vedeva dalla finestra di camera sua…
Il cielo blu sopra i tetti

2 pensieri riguardo “Brutta scrittura”

  1. Grazie Paola che ci tiene aggiornata. Prima o poi farò anch’io un blog, quando la mia pigrizia me lo permetterà….
    Dave Martin
    p.s.: evviva gli amici: anche Aristotele la pensava così:
    “L’amicizia è una virtù o s’accompagna alla virtù; inoltre essa è cosa necessarissima per la vita. Infatti nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se avesse tutti gli altri beni (e infatti sembra che proprio i ricchi e coloro che posseggono cariche e poteri abbiano soprattutto bisogno di amici; infatti quale utilità vi è in questa prosperità, se è tolta la possibilità di beneficare, la quale sorge ed è lodata soprattutto verso gli amici? O come essa potrebbe esser salvaguardata e conservata senza amici? Infatti quanto più essa è grande, tanto più è malsicura). E si ritiene che gli amici siano il solo rifugio nella povertà e nelle altre disgrazie; e ai giovani l’amicizia è d’aiuto per non errare, ai vecchi per assistenza e per la loro insufficienza ad agire a causa della loro debolezza, a quelli che sono nel pieno delle forze per le belle azioni. […]

    (Aristotele, Etica Nicomachea, trad. it. in Opere, vol. VII, Bari, Laterza, 1983, libro VIII, cap. 1, pp. 193-194)

  2. Grazie Davide, il tuo commento è bellissimo! L’estratto da Aristotele mi pare ottimo.

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