DBB-4: la galleria di Terres

Stamattina siamo partiti dal simpatico b&b di Tuenno. Le indicazioni del proprietario erano di provare una variazione al percorso standard, puntando verso il lago di Tovel, noto in tutto il mondo per il fenomeno della colorazione rossa delle acque, data da un’alga stagionale.
Poco prima del lago abbiamo imboccato la galleria di Terres, che in poco più di due km, ci ha fatto passare dalla valle di Tovel alla Val di Non.
La galleria è stata aperta al passaggio di recente. È in uso come acquedotto per alcuni paesi che non avevano sufficiente acqua a disposizione.
L’attraversamento è interessante. Temperatura costante di 10 gradi, neon che si accendono solo quando passi e lasciano dietro e davanti solo il riferimento in lontananza del puntino di luce dell’uscita. Inoltre tre punti informativi con video didattici. In un video, si ricorda come i massicci di Brenta ed Adamello intorno a noi, 100-200milioni di anni fa – giorno più, giorno meno – erano i fondali di un mare tropicale. Nella pietra Dolomia si trovano le prove.
Le cronache raccontano che, 100-200 milioni di anni dopo – ora più, ora meno – quelle stesse pietre, oramai ridotte a ghiaia, sono state la causa di una scivolata della ruota posteriore della bici paolesca, con conseguente caduta, quasi da ferma…
Per togliere due sassolini dal graffio, quegli stessi sassolini che 100-200 milioni di anni fa blabla, siamo dovuti tornare indietro di una tappa e mezzo fino a Cles, metropoli moderna e capoluogo della Val di Non, dove abbiamo trovato il medico.
Due punti in cambio di quei famosi due sassolini “ultramilionari di anni”…