Domenica pomeriggio, sotto alcune dubbie gocce di pioggia, sono allo stagno di Villa Giulia.
Appena mi siedo lì, di fronte all’acqua, seminascosta dai cespugli, col libro e l’intento di relax, il cielo si apre e il sole indora gli spazi d’acqua tra le ninfee.
Ogni tanto passa qualcuno, che alla vista del tappeto di fiori acquatici gialli, commenta sorpreso: “che meraviglia”.
Una famigliola numerosa, dopo avermi visto appostata tranquilla, decide di spostarsi in un’altra zona, intimando ai bambini di abbassare le voci.
Ad un certo punto, nel silenzio della lettura, riconosco il rumore di un cane che va a bere presso lo stagno piccolo, quello un po’ più in là. Poco dopo sento che immerge le zampe nello stagno, e comincia a sciabordarci dento. “Eh no”, mi dico, “devo andare ad avvisare il padrone che i cani non devono fare il bagno negli stagni: rompono tutte le tane degli animaletti acquatici, è vietato!”
Poso il libro dietro il mio cespuglio, mi alzo bruscamente.
E li vedo.
Tre cinghiali rossi!
Anche loro vedono me, e dopo un istante di immobilità, saltano goffi fuori dallo stagno, e si buttano nel folto del bosco dall’altra parte.
Meglio così, avrei dovuto pensare.
E invece stavo tirando fuori la macchina fotografica, per immortalare a malapena un didietro sfuggente.
Chissà se nel silenzio della mia lettura avrebbero potuto avvicinarsi di più?
Fino a farmi cucù da sopra la pagina?
Quando vado via, incontro di nuovo la famigliola numerosa, raccolta sulle panchine del sentiero più in basso.
“Avete visto i cinghiali?”, chiedo loro.
La mamma spalanca gli occhi al sol pensiero, mentre il papà risponde: “cinghiali no, ma abbiamo visto un capriolo, e aveva pure delle belle corna!”
Uno dei bambini si è vantato: “era proprio qui” (indicando un punto tra gli alberi) ”e mi ha guardato negli occhi.”













