Stanotte ho sognato di cantare. Cantavo “Tu sei qui“, e ci voleva abbastanza voce.
La mattina, con le prime luci del giorno, ho sentito le rondini che fischiavano.
In autobus, mentre leggevo il libro, ho visto un mio vecchio amico della scuola, e abbiamo scambiato due chiacchiere sui nuovi fermenti in città, non solo culturali. Prima di scendere, mi ha salutato dicendo: “Buona primavera!“