Ieri sera ero seduta in prima fila. Andrea e Serena, sul palco. Pensavo ai miei giorni di adesso, stretta, circondata. Nel nodo piccolo di una clessidra. Però, nel frattempo, la loro musica scaldava l’aria. Mi ha fatto sentire una corsa sui prati. Una grande pioggia, acqua da attraversare, sulla nave nello spazio aperto.
Oggi ero da Franci, mi ha ospitata a pranzo nella sua casa sull’albero. Ha aperto l’abbaino, un quadro azzurro di cielo e nuvole, ha messo la testa fuori. Il vento le ha fatto vibrare i capelli, il sole scaldato il viso. Gigia faceva le fusa, impastando la coperta, tirando fuori i fili con le unghiette. “Potrebbe fabbricare asciugamani“, ridevamo, “quelli con tutti i fili tirati fuori. Gigia ha il lavoro assicurato…”