La serie Guida galattica per gli autostoppisti è stata definita dall’autore “trilogia in cinque parti”, forse perchè si riconosceva di più nei primi tre dei suoi lavori.
Il quarto, per esempio, Addio e grazie per tutto il pesce, è stato sofferto dall’autore più degli altri (pare che l’editore sia intervenuto sull’opera in modo non gradito), e in effetti è non poco diverso dagli altri, per atmosfera, e ambientazione.
Eppure, io l’ho adorato e divorato non meno dei romanzi precedenti, e ne apprezzo anche le differenze.
Ad esempio, il nono capitolo, è tutto una sequela di dialoghi surreali da gustare. Il nostro eroe di sempre Arthur Dent prende una birra con gli amici, dopo dieci anni di assenza, e gioca un po’ al pazzo un po’ all’ubriaco, raccontando di aver visto vasche da bagno che funzionano come la pietra filosofale. Trasformano il grasso superfluo in oro…
