HSH Chapter 38 – nel vivo della “sessione mobili”

Questa settimana sono stati trasportati gli ultimi mobili, tutti ottima scelta da L’Atelier della Casa, e per molti è iniziato il montaggio.

Lampade!

Il passaggio di stato delle stanze avviene gradualmente.
Adoro quando sono vuote e coi pavimenti lucidi appena finiti, il bianco delle pareti è come una tavola su cui disegnare. Di questo stato perfetto e pulito farei un fermo immagine prolungato, se potessi indugiare così.
Quando arrivano i primi volumi e blocchi solitari, liberarli dall’imballo è tutta una curiosità, come lo svelamento delle statue da inaugurare.
Gli arredi vengono piazzati quasi al loro posto, in attesa della regolazione a bolla di ante e superfici, e improvvisamente la stanza si trasforma in un teatro. Il tavolo sembra posato sopra un palcoscenico, c’è vuoto attorno a noi, come un buio di platea. Stiamo recitando la parte di un gruppo sulle sedie, non abbiamo ancora nessun oggetto con cui vestire i gesti di reale quotidianità. Plastica accartocciata e imballaggi di lampadari provano il posto che sarà occupato da posate, leccornie, brindisi di amici.
Ora abbiamo già molte luci di scena, quelle lievi e quelle forti, con cui fare occhio di bue sui vari angoli di spazio da riempire.
Lasciamo il divano che ha ascoltato i nostri discorsi per un’oretta, chiudiamo tutto, scendiamo le scale… e sembra di uscire di casa per andare a fare un giro altrove, non di uscire da quello che era un cantiere per incamminarsi verso la tana precedente.

il corridoio quasi finito Dado che monta i lampadari Luce in sgabuzzino