La pratica informativa dell’arte

Durante il viaggio in BavieraTiroloTrentino, spunti indimenticabili sono stati offerti dalle mostre di arte contemporanea che abbiamo visitato.
A Trento, ultima nostra tappa prima del treno del ritorno, c’era la mostra realizzata in occasione del Festival dell’Economia. Piccola, essenziale, gradevole.
Più delle opere, in questa occasione, è stato fondamentale il testo del catalogo della mostra.
Nelle prime pagine, era riportato il discorso del responsabile scientifico del festival, di cui conservo una copia qua sotto.
Innanzitutto, vi si riporta il concetto dell’importanza dell’informazione, della sua veridicità, della sua credibilità, dell’attenzione che va ad essa dedicata, come variabile fondamentale alla sopravvivenza. E’ splendido vedere come l’arte contemporanea faccia effettivamente informazione, e denuncia sociale. Infatti parla della nostra realtà di oggi, usando messaggi intuitivi ed illuminanti, e probabilmente con meno problemi di compromesso rispetto ai media.
Inoltre, nel testo di questa prolusione, viene citato un aneddoto molto istruttivo.
Parla del potere, del potere nel mondo del lavoro.
E del ricatto. Del potere basato sul ricatto.
Il messaggio veicolato dall’arte è più elitario di quello dei media?
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