Rieccoci qua, connessi di nuovo ma senza possibilita’ di caricare le foto.
Immaginatevi delle dolci colline dorate di segale e grano, grandi prati verdi a righe fresche di sfalcio, e cieli blu senza nuvole. Poi un nuovo amico fiume, che si fa largo tra fianchi di abeti, e ciottoli bianchi. E una merenda a base di mele e nettarine sul cucuzzolo di Hirnsberg, e una bandana di Dado che si confonde col cielo, delle patate al burro, un gelato gigante. E una chioma bionda con frangiona tipo il cantante degli Europe anni ‘80; perche’ la parruccheria qua sembra andare forte. Queste erano le foto che volevamo caricare oggi.
Ieri, come anticipato, abbiamo lasciato il nostro primo compagno di viaggio, il fiume Inn, per inoltrarci nella Baviera bucolica verso il lago Chiemsee. Ovviamente, appena abbiamo lasciato la ciclabile dell’Inn, sono iniziati i saliscendi e gli smarrimenti a caccia del percorso. Per fortuna, ad un certo punto, ci ha aiutato una ciclista indigena di nome Fifi, una signora con lunghe trecce nere ed occhi chiarissimi. Fifi ci ha fatto strada fino a Ecking, parlandoci sempre in tedesco e pedalando cosi’ veloce da lasciarci indietro inoltrandosi su sterrati nascosti. Noi peraltro abbiamo una pronuncia tedesca perfetta, ma non sappiamo cosa diciamo…
Col nostro super evoluto e gestuale tedesco, abbiamo attaccato bottone anche a Leopold e Theresa, due vecchietti ai quali abbiamo chiesto di riempirci le borracce. Mentre loro ci raccontavano delle loro avventure sulle Dolomiti, noi dovevamo immaginare quasi tutto: la maggior parte, ovviamente, non la capivamo…
Per quanto riguarda il percorso, ieri abbiamo fatto tappa a Gstadt sul lago Chiemsee, detto “il mare della Baviera”, effettivamente grande tipo Garda o piu’. Toc veloce, visita all’isola in mezzo al lago, cena super a base di pesce di lago affumicato e in salsa agrodolce con le mele e il finocchietto. Dado ha apprezzato particolarmente l’accostamento tra la crema al cren e la simil-trota affumicata.
Oggi abbiamo continuato sulle sponde del lago, piacevolmente all’ombra delle fronde, fino al suo emissario, il fiume Alz. Ora stiamo seguendo il suo percorso, tra le anse d’acqua verde e la ferrovia, e ci facciamo scorpacciate di natura.
L’Alz si immette nell’Inn, fra una cinquantina di chilometri (tra l’altro, con queste ultime due tappe siamo arrivati a quota viaggio 200km), che stiamo valutando come fare, visto che il tempo per i prossimi giorni sembra volgere al brutto.