Il mare in salotto

L’altra notte ho sognato di scendere giù da Scala Santa, e di vedere il mare da due lati. C’era una serie di case grigie, come quella in cui avevo abitato da piccola, che scendevano fino alla costa, e al posto del cortile si vedeva il mare che entrava in una piccola baia tra i sassi. Scendevo fino all’acqua. Le scarpe non le avevo, ma mi toglievo i calzini e mettevo i piedi in acqua, e se bagnavo i pantaloni non m’importava. Tra i sassi c’erano stelle marine: avevano tutti i colori, giallo rosso e blu, disposti a striature frattali. Ne prendevo una, la giravo da sotto in sù. Muoveva delle zampette tipo granchio; la lasciavo scappare via nell’acqua.

piazza salotto non ho le scarpe luci bianche e rosse Dado e il cielo
città adagiata sull'acqua