La mattina, se mi sveglio troppo presto, lo capisco subito dalla luce rossa che viene dalla finestra. Mi alzo comunque, mi faccio un tè perchè c’è tempo, non la solita rapida aranciata. Ho da mangiare dolci di tutti i tipi: biscotti, goloserie dalla fiera di S. Nicolò, marzapane e cassata siciliana, o dolci che avevamo ricevuto in regalo dagli amici; ne prendo un po’ per ciascuno.
Mentre raccolgo le erbe del tè che si sono sparse sul piano della cucina, finocchio e liquirizia in pezzi, sento i gabbiani ciarlieri che volano in cerchio sopra il cortile. Questo mi ricorda quanto il mare sia vicino alla nostra casa.
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Ti è andata bene. Visto che non arrivavi, non sono andato subito in vasca
a nuotare ma ti aspettavo, così ho potuto sentire la tua chiamata sul
telefonino e dirti dove eravamo.
Ma non ricordarsi che la vecchia Bianchi l’hanno tirata giù da quache anno…
Bhe, sei proprio tu! La stessa che un giorno ho accompagnato alla scuola
elementare e, all’ingresso della scuola si è accorta che aveva le pantofole
ai piedi!
Ciao, papi