Dopo aver lasciato Linz, la pista ciclabile si è fatta affollata di ciclisti, pattinatori, famiglie sulle due ruote che come noi portavano i bimbi al seguito nel carretto, ma anche sul seggiolino, o col monopattino, e persino sul tandem o sulla bici recumbent.
Il fiume si è disteso placido sulla pianura, e il sole ha cominciato a farsi sentire, mentre noi ci guadagnavamo la prima abbronzatura del ciclista a mezze maniche (che per Dado è diventata una scottatura).
Nelle ultime tre tappe sulla ciclovia del Danubio, abbiamo pernottato presso delle fattorie. La prima l’abbiamo scoperta per caso, chiamando a tutti gli indirizzi che erano consigliati nella nostra guida, e arrivando al nono su dieci dopo aver scartato tutti i precedenti perché non avevano un lettino da bimbo con le sponde. Questo unico indirizzo buono era di una fattoria un po’ fuori mano in zona Mathausen.
Ci siamo trovati bene in quella grande casa tranquilla, perciò abbiamo continuato così anche nei giorni successivi: c’è una catena di fattorie collegate tra loro, che offrono pernottamento e cucina casalinga, e che assicurano la presenza del lettino, e ora ogni volta che ne lasciamo una, ci facciamo fare direttamente da là la prenotazione per quella successiva, a una ventina di chilometri di distanza.
Le fattorie che abbiamo visitato sono state costruite con un edificio poligonale che al suo interno ha una ampia corte, dove Diego può correre liberamente insieme ai cani o ai bambini del posto con cui contendersi la palla o il carretto o la frutta raccolta sotto l’albero. Sul retro c’è il prato con i giochi, e poi caprette, galline, conigli e porcellini, e Diego ha imparato a dare da mangiare agli animali erbe lunghe e saporite senza farsi rosicchiare il dito.
La seconda fattoria dove siamo stati era a Mittenkirchen, e ci abitavano tre generazioni di una famiglia orgogliosa dei propri prodotti (in bella mostra stavano le foto dei premi ricevuti per il sidro di mele, giudicato il migliore dell’anno in tutta l’Austria, con la serie di nipotini che esibivano la medaglia). A qualche chilometro di distanza da lì, abbiamo visitato un laghetto balneabile, il Badesee, dove Diego ha giocato con la sabbia, un po’ preoccupato per i granellini che gli restavano attaccati ai piedi.
Oggi abbiamo raggiunto la fattoria di St. Nikolas, paese intitolato proprio a San Nicolò, dopo il pranzo nel bel centro storico di Grein, e una faticosa arrampicata su per una salita con pendenza al 27%, roba da spingere il carretto in due. Però poi siamo stati premiati da una splendida terrazza con vista sul Danubio, il cui corso ora ha abbandonato la pianura per inoltrarsi di nuovo tra colline boscose.
Ora siamo sui tavoli di legno all’aperto, che beviamo succo di mela prodotto dal vicino di casa del fattore, al riparo di una tettoia fiorita, mentre sulla valle tuona e piove, e la temperatura, finalmente, scende un po’. Anche stavolta Diego si diverte con i nuovi giocattoli ricevuti in prestito: carta, matite e un camioncino colorato!
