Acqua, bosco, uccellini

Come da programma, siamo arrivati in due tappe a Linz.
La prima tappa, ieri mattina da Obermuhl a Aschach, è stata tutta immersa nella natura incontaminata. Davanti alla pista ciclabile si stendeva un’ampia distesa del Danubio, circondata da pendici scoscese e alberate dei monti, e nulla più. Il silenzio era interrotto solo dai suoni delle occasionali colonie di cigni, germani, oche in formazione levate in volo.
A pranzo eravamo già arrivati alla pensione, e per il terzo giorno consecutivo abbiamo trovato nella sala principale uno scatolone per bimbi che conteneva dei piccolissimi camioncini giocattolo. Troppo buona la sorte: abbiamo deciso di non sfidarla più. Dato che per una volta eravamo arrivati in una località composta da più di quattro case, e che addirittura aveva un paio di negozi, siamo andati con Diego a scegliere insieme le sue prime macchinine. Diego ha deciso che la scatola da cinque andava bene per cominciare la collezione. È stato un successone. I cinque piccoli veicoli hanno già una storia ciascuno, quello rosso è preferito di Diego, quello bianco è stato assegnato a me, e con un libro aperto a casetta facciamo il gioco del tunnel.

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Oggi la pedalata è stata un po’ più lunga. Volevamo arrivare a Linz prima di pranzo, e ci siamo riusciti… pranzando alle tre.
Il fiume si è fatto più placido, contornato non più da rilievi, ma da prati colorati di fiori di campo bianchi viola e blu, e appezzamenti coltivati, dorati, verdi o mattone.
L’ingresso alla città di Linz è stato piuttosto spettacolare. Un grande ponte, con la vista sui palazzi storici, ci ha portati alla piazza principale, proprio quando le cornamuse di un gruppo tradizionale si esibivano sul palco, in occasione di una festa rievocativa in costume, che a quanto ci hanno detto durerà tutto il giorno. Tra poco ci torniamo, dopo il pisolo pomeridiano di Diego, e visiteremo il bel centro pedonale della città.