Ci siamo!
Eccoci qua, dopo qualche anno ritornati ai viaggi in bici, questa volta in tre!
La guida della ciclovia del Danubio ci aspettava sullo scaffale da un po’, ed eccola rispolverata, molto utile per organizzarci il viaggio, dato che qua si parla poco l’inglese, e la ricerca del pernottamento a volte crea un po’ di suspence.
Ma torniamo all’inizio.
Lunedì siamo partiti, caricando l’auto con le bici e il carretto, e sotto una pioggierella fine siamo arrivati fino a Salisburgo. Le ore di macchina fino a Passau non erano poche, almeno cinque da dividere in due giornate, però con i pisoli, le pause merenda e il gioco dei tunnel (“ora entriamo in un tunnel… Pronti… Viaaaaa!”), Diego se l’è passata. E quando chiedeva “ancora tunnel!”, era facile accontentarlo!
A Salisburgo abbiamo fatto la prima tappa, con passeggiata lungo la classica via dove si trova la casa di Mozart, accompagnata da vetrine piene di cioccolatini. Diego ha apprezzato soprattutto il parco Mirabelle, dove ha inseguito un po’ i merli tra i fiori, e andando via ha salutato i giochi d’acqua: “Ciao fontana, a domani!”
Martedì abbiamo ripreso l’auto ancora per un po’, giusto quel che serviva a raggiungere il grande parcheggio coperto vicino alla stazione di Passau, punto di partenza della rinomata Donauradweg. In realtà la ciclovia Passau-Vienna comincia lungo il fiume Inn, che abbiamo già conosciuto qualche anno fa, e che non è meno ampio e maestoso del Danubio a cui si unisce poco dopo.
L’imbocco della ciclabile sfugge alla prima vista, perchè il percorso si raggiunge scendendo dietro alle case giù per una ripida rampetta a fianco a delle scale, rampa larga appena poco più di una bici, e questo tratto era un po’ impegnativo per il nostro sistema bici-più-carretto porta bimbo!
Una volta tornati sulla via, Diego ha mostrato subito di apprezzare lo stile di vacanza all’aria aperta. Durante il pranzo di pesce in zona pedonale, prima di finire il suo piatto Diego si è lanciato giù dal suo sgabello per fare slalom tra i tavolini e gli avventori, all’inseguimento dei colombi e verso gli spruzzi d’acqua che uscivano dalle statue sulla fontana.
Nei fine settimana precedenti, avevamo già provato qualche giro in bici col carretto al seguito, e sapevamo che il dondolio del mezzo conciliava la nanna, però non sapevamo come Diego avrebbe reagito ad un vero e propio viaggio in bici. Ok, in questi giorni non facciamo tratte in bici più lunghe di un paio d’ore. Ora lo sappiamo: cosa fa Diego per passare il tempo nel carretto mentre noi pedaliamo? Canta!!!
Martedì pomeriggio, dopo una quindicina di chilometri in bici, abbiamo raggiunto Kasten, e lì ci siamo fermati, iniziando la serie dei pernotti in paesini minimi.
La passeggiata della sera prevede come attrazione principale la visita ad una stalla, e Diego rimane così colpito dalle mucche, che passa le ore successive a ricordarci che gli hanno risposto: “Ha fatto muuuu!”
Oggi abbiamo fatto la seconda pedalata, abbiamo cambiato lato del fiume caricando le bici su un piccolo traghetto (che veniva a comando dal lato richiesto suonando la campana dalla sponda del fiume…), e abbiamo proseguito sul pedale giusto per dieci chilometri prima dell’arrivo della pioggia. Comunque era tutto calcolato: ci siamo fermati in una gasthof con vista sul Danubio, che abbiamo scelto accuratamente grazie alla sua attrazione principale: un bel parco giochi per bambini!
Diego ha voluto provare lo scivolo un po’ di volte prima di andare a pranzo, incurante delle goccioline d’acqua che cominciavano a scendere, e ha deciso di fermarsi quando il pantaloncino era bello bagnato. Pronti al cambio, via!
Per fortuna la camera è comoda e spaziosa, e la sala da pranzo era dotata di giocattoli. Ci siamo fatti prestare le macchinine, e ora non par vero ma sono riuscita a scrivere tutte queste righe senza interruzione, perché Diego sta facendo correre gli autini su e giù per tutti i mobili.
Per questo pomeriggio, aspetteremo la fine della pioggia da qui. Prossima tappa, domani!

nonno ha detto che se DIEGO canta in carretto è giusto va in gita ,allora io insegnerò a cantare ancora un litro de quel bon ecc.. ecc….e anche altre