I mattoncini del linguaggio

Quando Diego va a trovare degli amici, subito gli dicono che è un chiacchierone.

In questo periodo compone spesso frasette da tre parole.
“no voglio pappa”
“no male Diego”

Ha imparato gli aggettivi e usa concetti astratti:
“vuoto”
“grande”
“piccolo”
“alto”
“tondo”
“quadrato”

Quando ci vestiamo, descrive le manovre:
“Piede… altro piede”

Gli piace esercitarsi con il suono delle parole più difficili:
“gam-ba, gam-ba”

Indica le lettere che vede in giro, sulla tastiera del computer, sul coperchio dello yogurt, sui pulsanti della lavastoviglie:
“La A, la O!”

E se non riesce a fare qualcosa, chiede aiuto con disinvoltura:
“liuto mamma”
“liuto papà!”

2 thoughts on “I mattoncini del linguaggio”

  1. mi dispiace di aver dimenticato tutto sulla “grammatica generativa” di Noam Chomsky, perchè adesso assistere ai progressi nel linguaggio di Diego è un vero piacere. Penso che se questo è il livello nell’esprimersi, la sua comprensione quando ci rivolgiamo a lui è molto più alta. Quando gli parlo uso termini semplici e con lentezza così credo che capisca molto e la conferma avviene quando risponde con un “tsè”, che vale un “sì”.

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