Dado ha una chitarra acustica da “battaglia”, che lo ha accompagnato in molte serate canterine con gli amici, all’aperto o in osmizza, e persino nei primi appuntamenti con me quando ci stavamo appena conoscendo. Un po’ graffiata e vissuta, in questi giorni sta vivendo una nuova avventura. Lo strapazzamento da parte di Diego.
Diego si è appassionato alla chitarra di Dado dopo aver visto all’asilo il maestro Paolo che suonava la chitarra durante le feste aperte ai genitori, con le filastrocche che fanno ballare tutti i bambini. Ah, quelle filastrocche ora le sappiamo a memoria pure noi!
A casa nostra la chitarra di Dado stava a riposo da diversi mesi sul suo trespolo, fino a quando Diego non ha cominciato a chiederci di tirarla fuori.
Una volta al giorno.
E poi più volte al giorno.
E poi ha cominciato a diventare un gioco fisso quotidiano.
Abbiamo allentato le corde perché fossero meno pericolose. Non se lo sarebbe aspettato, questa chitarra, dopo tante gloriose serate, di finire scordata e stonata tutto il giorno alla mercè di un bimbo piccolo che la pizzica, la rigira nonostante le dimensioni per lui imponenti, e si diverte a schiacciare continuamente il porta plettri! Diego è riuscito a far suonare la chitarra anche alla zampa di peluche del suo panda…
Ieri mattina, ho cominciato a mostrargli un po’ di immagini sparse dal web, foto di chitarre acustiche di varie foggie e colori. Non mi aspettavo le conseguenze di questo gesto: Diego da quel momento mi ha chiesto di rivederle almeno dieci volte!
Qualche ora dopo, ho ceduto ad una tentazione che avevo in mente già da tempo.
Sono andata a comprare una chitarrina di legno tutta per lui. Da tempo passavo davanti alla vetrina che la teneva in bella mostra, ma non ero convinta perchè era un gioco per bimbi di almeno tre anni. Ho smesso di trattenermi e mi sono detta: almeno questa ha le corde morbide di nylon, e non le corde di acciaio della chitarra vera.
Quando ho mostrato a Diego la sua nuova chitarrina, credevo non l’avrebbe considerata molto, dato che già da settimane aveva nel cuore quella grande di papà. Che erroneo pensiero adulto-centrico! Appena ha visto il suo nuovo strumento maneggevole e colorato, non l’ha più mollato un secondo! Letteralmente: da quel momento in poi, non ha voluto separarsene più!
Le rispettive appartenenze, sono diventate chiare subito. Diego è andato verso la chitarra grande, e ha detto: “papà!”, e poi ha guardato la sua, piccola: “Gegio!“, riferendosi a sè stesso. E ha continuato così, indicando a turno i due strumenti: “papà, Gegio, papà, Gegio!”
Quella stessa mattina eravamo attesi a pranzo per il compleanno di Luisa. Ovviamente la nuova chitarrina è dovuta venire con noi. Come togliergli un gioco nuovo appena spacchettato? Durante il tragitto, Diego ha strimpellato dal suo seggiolino in auto.
Al ristorante vegano, il piccolo musicista si è fatto sentire da tutti.
“Neanche Jimi Hendrix magnava con la chitarra in man!”, gli ha detto nonno Giordano!
Al ritorno a casa, la chitarra grande ha ritrovato il suo posto d’onore. Dado l’ha accordata di nuovo, e ha cominciato a duettare con Diego sulle note di Pippi Calzelunghe. Devo dire che Diego aveva la giusta postura, teneva lo strumento con le due mani come i veri!
Alla fine la sera, pronto alla nanna tra le mie braccia, Diego non ha voluto lasciar andare la sua nuova amica: gli occhi ormai gli si chiudevano, e ancora allungava la mano nel buio; con le dita al rallentatore, rompeva il silenzio pizzicando le corde…
ieri Diego è stato bravissimo ,non oh avuto mai un compleanno cosi bello con un chitarrista cosi bravo che cantava pippi pippi
un grosso bacione nonna