Le vicende di una domenica pomeriggio a casa sola con Diego non saranno avvincenti come quelle di Dado che va negli USA, ma per me sono avventurose lo stesso.
Ho appena fatto una corsa per raggiugnere il telefono che squillava, e sentire le notizie di Dadone da oltreoceano, cercando di non far svegliare PiQ con troppi trilli, perchè ogni momento di tregua è buono.
Attorno a me qua in soggiorno c’è una marea di giochi sparsi in tutte le direzioni.
Diego ha passato l’ora precedente a tirarsi su in piedi una volta ogni due minuti, usando come appiglio il divano, la sdraietta, i pouf, le scatole, il tavolino e, ovviamente, me. Ha cominciato ad essere disinvolto in questo ieri, ed oggi è diventato pure veloce a farlo: in due mosse, tac, tac, eccolo ritto di fronte ai miei occhi, gambe a stecca un po’ divaricate, mentre io da seduta a terra gli faccio da palestra vivente. Si molla pure con le mani impavido, e ondeggia libero con la pancia dentro la ciambella di sicurezza che gli faccio con le braccia, tipo hula hoop.
Il momento più psichedelico è stato quando ho steso il bucato.
Diego afferrava le gambe dello stendino, e lo faceva oscillare tutto.
Oppure inseguiva i miei passi avanti endrè, provando ad acchiappare le pantofole. Oppure si appendeva alla tovaglia stesa che arrivava quasi a terra. O provava ad arrampicarsi sul cubo con sopra il catino del bucato e ovviamente se lo tirava sulla testa (quasi vuoto, per fortuna, come pioggia solo gli ultimi calzini spaiati di Dado).
E poi inseguiva la pallina blu per tutto il soggiorno.
E sollevava i tappetini azzurri sopra la sua testa e sulle spalle tipo mantellina di superman.
E ovviamente scuoteva tutto quello che aveva in mano con gridolini esaltati.
Ci credo ben, l’autonomia di movimento guadagnata oggi è tutta nuova.
il tuo terremotino ,venerdi si è svegliato parlottando, e era seduto sul lettino
Oggi dopo essersi messo in piedi ha diverse volte mollato le mani (per esempio per batterle contemporaneamente sul cubo), del tutto inconsciente del fatto che se non lo tenevo io, cadeva…