Vento, profumo di mare e cani randagi, a Creta

A Creta, in questo momento, c’e’ un sole estivo.
Le vie pedonali del centro vanno dalla piazza della fontana coi quattro leoni veneziani fino al mare. Ad entrambi i lati dei viali, i baracchini ripetono ciclicamente le stesse catenelle di oggetti appesi: spugne marine, olive farcite, tappeti ricamati a mano.
Le poltroncine e i tavoli all’aperto dei locali sfoggiano tappezzerie pastello, quasi tutti i posti sono vuoti, attendono il pienone della sera.
L’ora libera a passeggio mi fa venire in mente i giri in bici che facevo in solitaria tra boschi e fiumi, pero’ mi accorgo che c’e’ una bella differenza tra quelle esplorazioni e questo vagare casuale tra souvenir dai colori sgargianti. La differenza e’: avere un progetto.
Lascio i percorsi acchiappaturisti e mi intrufolo nelle viuzze coi graffiti, le bouganville giallo rosso arancio, e mi sento meglio.
Fuori dal centro i ragazzi vanno in motorino senza casco, inseguiti da cani liberi abbaianti.
I cancelli dei giardini inselvatichiti cigolano aperti, i locali con pietre a vista senza porte o finestre sono in via di ristrutturazione.
Chissa’ qual e’ il loro progetto.

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