Che fatica, crescere!

Giusto giusto al compimento del settimo mese, a Diego è spuntato il secondo dentino. E ci stava! Ora che le minestre col formaggino e la frutta grattuggiata sono diventati una certezza del menu, Diego si tuffa in grandi mangiate e spazzola certi piattoni che sembrano da adulti.
Spende un sacco di tempo con i giocattoli, li passa con disinvoltura da una mano all’altra, e nei momenti di pausa si contempla pure le manine, roteandole pian piano, mentre con occhio attento osserva il palmo e poi il dorso e di nuovo palmo e dorso coi ditini spalancati. Ogni tanto si afferra il piedino e tende la gamba come una ballerina, uno due esercizio fatto!
Se gli leggi un libro dei suoi, seguendo pagina per pagina il racconto degli animaletti disegnati sulla stoffa, lui si concentra ed ascolta affascinato l’intonazione cantilenante, e non gli dispiace riascoltare la filastrocca enne volte. Oggi mentre giocava con la scatola dei giocattoli (perché bisogna dire che a volte la scatola da mordicchiare gli piace più dei giocattoli stessi) sono riuscita ad ipnotizzarlo battendo le mie dita a ritmo sul fondo della cassa di cartone come fosse un tamburo, e tra spazzate e picchiettate che gli ripetevo ciclicamente, Diego si è cotto addormentato: ora che so questo nuovo trucco, me lo segno!

Comunque la novità di questi giorni è per lui il tentativo di muoversi e orientarsi nello spazio. Sono solo un paio di giorni che Diego sta seduto qualche minuto in più da solo senza bisogno di aiuto (ok, dondola ancora come un birillo e a volte casca senza capire perché), e già vuole sperimentare le posizioni successive a quella da seduto, e conquistare terreno nuovo. Stamattina, ogni due minuti, dalla sua comoda posizione da seduto sulla imbottitura della palestrina, si buttava in avanti o di fianco per prendere qualche gioco lontano o per guardare cosa succedeva di lato (e magari di fianco c’ero solo io che bevevo il tè, ma che curiosità quella bianca tazza!). E così ogni due per tre Diego si trovava scomodamente piazzato a faccia in giù, intrappolato in questa nuova situazione senza visuale, e con le gambette stantuffanti cercava di uscire da questa impasse, ma non ne veniva fuori. E allora tutta la mattina è andata avanti così, con Diego inarcato sulla pancia come un delfino, intento a spingere nel vuoto per cercare di guadagnare millimetri, a nuotare senz’acqua sbuffando col visetto sulla stoffa imbottita, fino a spingere la testa oltre l’imbottitura, fuori sul parquet, stoc!, colpetto sulla fronte dall’altezza di un centimetro, uffa vien pure una arrabbiatura. A questo punto, dopo un po’ di sforzo inutile, Diego rinuncia e recupera una vecchia ancora di salvezza, usa la tecnica imparata un mese fa e sbilancia tutto il peso della testa da un lato, e.. e… argh… forse ce la faccio… ssssi… Oooh ecco, mi sono rigirato di nuovo a pancia in su. Sarà una posizione noiosa e adatta ad un bebè ancora piccolo, ma almeno a pancia in su prendo fiato un attimino. E già che ci sono, mi consolo col dito in bocca per un po’.
Che fatica imparare a muoversi. Comunque dopo ci riprovo di nuovo.

3 thoughts on “Che fatica, crescere!”

  1. Sei una mamma eccezzziuonale. Una grande osservatrice ed è per questo che le nostre diatribe devono passare in seconda linea, per lui, per questo dono inaspettato da cielo.

  2. oggi ho visto Diego mangiare con gusto la minestroma e il prosciutto ,con i prossimi dentini polenta e usei

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