L’altra notte ho sognato di partecipare a delle olimpiadi di matematica.
Una amica allo stand di una fiera me lo proponeva, consegnandomi un modulo bianco e rosso con i quesiti, e io mi dicevo: perchè no?
Il concorso era dedicato a giovani scienziati di tutta Europa, e tra le varie domande c’era questa: “Qual è l’altezza di un cono avente base B?“.
Io scrivevo questa risposta: “L’altezza di un cono avente base B può andare da un centesimo di B a cento volte B, assumendo un’infinità di valori all’interno di questo intervallo. Per valori di altri ordini di grandezza, il cono non è più facilmente visibile: per quei casi in prima approssimazione tanto vale chiamarlo cilindro o disco“.
Anche il nostro amico Luca partecipava alle olimpiadi, e la sua tecnica (autorizzata dal concorso) era quella di contattare quanti più professori universitari possibile, per consultarli sulle risposte migliori nei vari campi della scienza. Infatti il concorso rendeva pubbliche tutte le domande per una settimana e si poteva concorrere insieme alla propria comunità scientifica.
Anche Dado partecipava alle olimpiadi e lo vedevo disegnare a matita un bel cono ombreggiato sulla sua pagina dei quesiti.
Il premio in ballo era un volo aereo per una vacanza di due settimane con destinazione a scelta, e noi due decidevamo di comunicarci le risposte migliori che venivano in mente a ciascuno, per migliorare al massimo il proprio questionario: in questo modo volevamo aumentare la probabilità che almeno uno dei due vincesse il volo. Alla fine, se ci andava bene, avremmo comunque fatto la vacanza assieme!
Come sono andate a finire le olimpiadi di matematica?
Non lo so, ma potrebbe essere un quesito per un sogno successivo.