Una mattina a Genova

Stamattina, quando mi sono svegliata, sulle prime mi sembrava di essere a casa, poi ho realizzato che i quattro cuscini erano quelli dell’albergo, e mi sono tornate in mente le immagini della trasferta iniziata ieri.
Tra qualche ora sarò di nuovo in treno per tornare indietro, ma, prima di partire, forse riuscirò a combinare qualche giretto.
Durante la colazione non ho resistito e ho fatto ben tre bis di focaccia genovese, mentre occupavo tutto il tavolino col giornale.
In Italia il mercato del lavoro è schizofrenico“, mi diceva Galimberti dalle pagine del Sole24Ore: “é diviso tra un garantismo spinto e un precariato selvaggio”.
Te pareva, mi son detta io: anche in queste cose c’è sperequazione.

Eventi del centocinquantenario dell’Unità d’Italia: le Donne e la Politica

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Intervento di Bassa Poropat Pubblico

Martedì 5 aprile vado a vedere l’iniziativa organizzata dalla Consulta Femminile di Trieste, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia: il convegno “Le Donne e la Politica”.

Entro nel palazzo della Prefettura, vengo subito controllata all’ingresso: sì, ho l’invito, posso salire lo scalone.
Raggiungo il Salone di Rappresentanza. E’ visibilmente pieno. Le rappresentanti delle tredici Associazioni che formano la Consulta (ADEI, ADOS ITALIA, ANDE, AIDDA, CIF, CONVEGNI MARIA CRISTINA, FIDAPA Tergeste, FIDAPA Trieste, FUTURO DONNA, MDT, SOROPTIMIST, UDI “Il caffè delle donne”) occupano tutte le sedie e i divani di rosso velluto. Il sole del tramonto sta incendiando le colonne e gli archi, sotto cui anche i lampadari sontuosi aggiungono punti luce.

L’evento si apre con il saluto del Prefetto, che sottolinea l’importanza ed il valore dell’ associazionismo femminile, e dalla introduzione di Ester Pacor, presidente della Consulta femminile di Trieste. Pacor ricorda come le Associazioni della Consulta testimoniano il percorso che è stato compiuto nel nostro Paese (molte associazioni che vi fanno parte sono state fondate all’inizio del secolo scorso); una volta riunite nella Consulta, si sono adoperate pubblicando testi, organizzando corsi, ricerche e convegni, parlando agli amministratori ed ai politici, suggerendo formule per la piena parità.
La Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat ricorda il Bilancio di Genere appena presentato. Invita le donne ad essere maggiormente presenti nella politica.
Segue il saluto di Alessia Rosolen. “La politica si fa per passione. La mia esperienza è cominciata a quattordici anni. Vedo che, anche se passa il tempo, le donne in questo settore continuano ad essere poche. La insufficiente disponibilità di servizi di cura offerti dall’ente pubblico sicuramente è uno dei freni“.
Entrambe sono scettiche nei confronti del sistema delle quote. Il pubblico mormora, c’è chi non è d’accordo.

L’incontro è destinato ad ospitare le relazioni della prof. Franca Bimbi (che interviene sul tema: “La rappresentanza non è tutto”), sociologa dell’Università di Padova e Direttrice della Scuola di Dottorato in Scienze Sociali; e della prof. Teresa Tonchia, filosofa della politica all’Università di Trieste (che porta il contributo: “Rappresentanza e rappresentazione della diversità”).
E’ probabile che per le spettatrici, che hanno familiarità con le discussioni sulle tematiche di genere, i due contributi siano risultati inconsueti rispetto a quanto abituate a sentire.

La sociologa Bimbi provoca subito il pubblico: della sua esperienza in politica (“Sono stata fortunata, a cinquant’anni mi si è schiusa una porta“) dice che il Partito è l’ambiente meno democratico che abbia sperimentato. Elenca una serie di situazioni tipiche della condizione femminile, per cambiarne l’ottica. La tipica descrizione di queste situazioni, secondo la docente padovana, è una “retorica”, e deve essere superata dalla sua messa in discussione. Cita molti esempi. Come: il confronto tra le convenzioni del matrimonio per donne immigrate e donne italiane. Non ci si può fermare a lamentare il fatto che fenomeni di matrimonio combinato siano ancora resistenti. Infatti (la docente non si risparmia toni diretti) quando parliamo di femminicidio, quante volte questo avviene all’interno del matrimonio d’amore?
La sua conclusione è che, su questi argomenti, non è sufficiente avere un minimo comun denominatore trasversale alle appartenenze politiche; ma anzi, le voci delle donne devono farsi sentire dissonanti, originali, per animare e far evolvere il dibattito.

La filosofa Tonchia usa toni più rotondi. Parla dell’unione delle parti, che devono essere tutte rappresentate. “Se nella Natura ci sono i due sessi, anche nelle rappresentanze si devono vedere equamente entrambi“. Tra le rigorose della presa di distanza dai cosiddetti ruoli assegnati dalla natura, deve essere serpeggiato un brivido. Eppure il messaggio della seconda docente è più complesso: la rappresentanza è influenzata dalla rappresentazione, quella rappresentazione che vede la figura femminile bisognosa di tutela. Perchè la visione corrente separa la popolazione femminile come un differente gruppo sociale?
Tonchia opera attivamente nel settore: ammette di aver presentato un discorso di profilo teorico, ma la sua opera è nella pratica. All’Università, è componente del Comitato di prevenzione del Mobbing, del Comitato per le pari opportunità e del Comitato scientifico del corso Donne, Politica e Istituzioni.

L’evento si chiude, le convenute si godono ancora un attimo l’ufficialità del luogo che le ha ospitate. Anche io, prima di andare via, visito le sale adiacenti. Camera da letto, scrittoio antico, tutto perfettamente conservato. E’ questa la sede deputata ad ospitare il Presidente della Repubblica durante le sue visite. La vista sul mare che si può godere dalla terrazza è inondata di luce; ora il cielo è riempito dal rosa del tramonto.

foto di Laura Poretti Rizman

Intervento di Ester Pacor Le speaker

Interlocutori dell’imperfetto: otto giovani artisti espongono a Buttrio

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Claudia Cavallaro - Filamenti di Zooplancton Piedoni titoli Pallamirror Claudia Cavallaro - Biostrutture

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Ho notato il volantino della mostra Interlocutori dell’imperfetto tra i cataloghi della galleria LipanjePuntin.
L’occasione di visitare un sito per me nuovo, dedicato all’arte contemporanea, mi pareva golosa: quindi ho preso il treno per Buttrio, e sono andata a vedere di cosa si trattava.

Arrivo, esco dalla stazione, e trovo tra i primi cartelli quelli per la Villa di Toppo Florio, che ospita le iniziative del progetto SPAC FVG, Spazi Pubblici Arte Contemporanea.
Supero il cancello.
Inizio il giro.

Noto subito le opere di Claudia Cavallaro: colore, filamenti, biostrutture. Il suo lavoro è ispirato ai testi di divulgazione scientifica. Secondo le parole dell’artista, vengono ricreati dei “sistemi emergenti, che sono delle società costituite da molteplici individui (possono essere termiti, tartarughe, neuroni) che riescono ad autoregolamentarsi in assenza di leader. In questo caso, non sono tanto gli individui di una società, ma il tipo di organizzazione che li lega”, ad essere oggetto di studio e rappresentazione immaginifica.
Questo tema mi sembra presente in diversi punti della mostra. Ritrovo le forme elementari della natura anche nelle sculture di Ilaria Bortolussi. Facendo uso di tecniche diverse, è evidente che la scultrice si interessa non di elementi singoli, ma della loro interdipendenza. Forme, masse e contorni sono in relazione e dialogano tra loro, anche con i vuoti, anche con gli elementi più distanti.

Scendo al sotterraneo. Vedo sulla targhetta il nome di Serse. Basta questa indicazione, a farmi venire in mente lo stile astratto, e la tipica forma a coppia di cerchi, simbolo del lavoro dell’autore triestino. Che strano, non avevo mai visto una sua personale prima d’ora. Eppure, quando mi soffermo sui disegni fotografici a tutta grafite, li riconosco. Evidentemente, la comunicazione del suo segno è riuscita a passare anche in una memoria disattenta; è chiaro, il suo lavoro è indubbiamente tipico.

Cambio stanza. Lo spazio espositivo è piuttosto ampio.
Vengo colpita dai coni di sabbia di Carlo Bach. Un altro collaboratore degli spazi triestini: nel suo curriculum trovo lo spazio Juliet, la Illycaffè. La installazione delle sue opere effimere è fotografata, nei suoi passaggi, nel catalogo della mostra. Mi metto a curiosare sotto l’armadio, oggetto esposto. La sabbia accumulata al di sotto è parzialmente metallica, venata di lucido. Scopro solo nelle immagini del catalogo che, dentro l’armadio, di sabbia dovrebbe essercene ancora. Potrebbe uscire dalla serratura col tempo, potrebbe trasformare l’opera ancora.

Salgo al primo piano.
Trovo la serie di Michele Spanghero: “Exhibition Rooms”. Sono grandi foto, mostrano ritagli e porzioni di muro. Rivelano inaspettatamente crepe, irregolarità e variazioni nei bianchi. Sono gli angoli dei musei a cui non siamo soliti prestare attenzione. Parlano di movimenti delle stanze, mostrano lo spigolo imperfetto. Mi sembra questa una delle più centrate intuizioni della rassegna.

In diversi punti, tornano i lavori di Cristina Treppo. Mi sembra ossessiva, un po’ cupa, colpisce il naso col profumo della cera (fatta colare sugli oggetti). La sua opera è appesantita, finchè l’artista non cambia tono, e scompone con un soffio leggero i suoi frammenti. Come quando accende un ventilatore in una stanza piena di fogli. Come quando il vento entra da una finestra. Tutto si scombina, vola. Nella installazione “Archivio di realtà”, finalmente è alleggerito il peso dei sedimenti del tempo, quello con cui l’autrice aveva impolverato i suoi altri lavori.

La mostra è stata dedicata a otto artisti giovani operanti nella nostra regione, e ha dialogato con altri autori meno giovani. Hanno partecipato anche Matteo Attruia, Beppino De Cesco, Stefano Graziani e Alessandro Ruzzier.
La rassegna delle iniziative correlate è più fitta di quello che pensavo. Lo SPAC FVG organizza anche incontri tra gli artisti e il pubblico. La custode mi avvisa che il sito web sarà presto aggiornato con nuovi eventi.
Ci sono buoni spunti, che stimolano la mente. Varrà la pena di tener d’occhio ancora questo luogo del contemporaneo.

Serse - Fotographite SPAC - spazio per l'arte contemporanea
Spazio espositivo - Beppino de Cesco e il fotografo Claudia Cavallaro - Biostrutture Michele Spanghero - Ergo1 Cristina Treppo - Archivio di realtà
Claudia Cavallaro - biosistema alfa Michele Spanghero - Exhibition Rooms (Roma) Ilaria Bortolussi - Famiglia Ilaria Bortolussi - serie cotto (pouf Beba, poltrona Maba, tavolo Abo)
Ilaria Bortolussi - Ceramica e graniglia Claudia Cavallaro - Filamenti di Zooplancton

Preparativi per la mostra

Lo scorso lunedì mi sono presa il pomeriggio libero.
Ho inforcato la bici, sono salita sul treno.
Ho visitato la sala Bergamas, il teatro di Gradisca. Non sapevo dove fosse, ma il manifesto dell’imminente concerto del Déja, appeso sulla porta d’ingresso, mi ha indicato il punto in cui mi dovevo fermare!
E poi sono scesa sul fiume, ho esplorato il letto dell’Isonzo. Ovvio, no?
Ora sto scegliendo gli ultimi dettagli, per i disegni che esporrò nella hall del teatro…

isonzo presso il ponte isonzo a perdita d'occhio isonzo sottopassaggio

Com’è andata

Lo scorso venerdì 25 marzo si è tenuta, presso L’Atelier della Casa, una interessante riunione delle donne attive o responsabili di varie associazioni femminili a Trieste. L’occasione è stata offerta dalla visita a Trieste della delegata nazionale UDI Pina Nuzzo, che visita le varie sedi locali portando collegamenti con ciò che avviene a livello nazionale.

La serata si è aperta con la proiezione di due video legati alla questione dell’immagine femminile.
Il primo è stato un lavoro realizzato dall’UDI di Genova, il cortometraggio “Sovraesposte”. Questo lavoro affronta un tema che ormai comincia ad essere visibile a molti, forse non più assuefatti all’anomalia presentata dall’immagine della donna nella pubblicità soprattutto italiana.
Le prime volte che avevo visto il video, mi era sembrato pesante. La musica, insistente. Ma poi, essendo stata chiamata a commentarlo con un occhio critico proprio in apertura dell’evento, l’ho riguardato con più attenzione. In effetti, l’operazione creativa adottata nel video, è quella che nella pubblicità manca da sempre. Quali sono le sensazioni delle donne racchiuse nella cornice che affianca il prodotto commercializzato? Facciamole venire fuori, queste sensazioni, facciamole evolvere, seguire un percorso. Aaaah, abbandoniamo il mondo finto, torniamo al mondo reale.
Il secondo video invece è partito dal mondo reale fin dal principio. Sono state proiettate le foto di donne raccolte da Rina Rossetto in molti paesi del mondo. L’immagine della donna non è solo l’immagine della donna nel mondo occidentale. Un bel contrasto con quello che si era visto pochi minuti prima.

Foto Laura Battich 003 Foto Laura Battich 006 - la presentazione di Pina Nuzzo Foto Laura Battich 002 Foto Laura Battich 001

Comunque, nel vivo della serata ci siamo entrate con gli interventi delle presenti che hanno citato le proprie attività e iniziative. Difficoltà, elementi comuni, consapevolezza maturata sul campo.
Ho l’impressione che, un passo dopo l’altro, la questione femminile stia diventando di nuovo più sentita dal pubblico “ampio”. Ed ecco che le donne con più esperienza (come la maggior parte delle presenti all’evento di venerdì 25) ci mostrano quanto erano state attive da sempre, e ricordano a noi giovani quello con cui si sono già scontrate in decenni di impegno. Ma un effetto collaterale interessante, secondo me, è che ora anche le persone che avevano potuto dedicare solo frammenti del loro percorso di vita all’impegno per le donne, ritornano a guardare da vicino la condizione femminile, e cercano il linguaggio giusto per contribuire in modo utile.

La presentazione di Pina Nuzzo mi ha permesso di osservare come, tra gli eventi a cui avevo partecipato negli ultimi anni, uno era la campagna 50e50 ovunque si decide, un altro la staffetta contro la violenza sulle donne (chissà se alla stazione di Trieste, con l’anfora in cui ho inserito anche io una riflessione, quella volta c’era anche Pina Nuzzo?), un altro stava quasi per essere la campagna immagini amiche (è stato solo per un contrattempo che non ho accompagnato Ester Pacor a Roma per vedere la premiazione). Queste esperienze, nate dalla storia recente dell’UDI, sono state riviste con una lettura del “dietro le quinte”, offerta direttamente da una delegata nazionale, direttamente dalla fonte.
Sentire come sono nate queste campagne dalla viva voce di una delle promotrici mi sembra un modo accurato di alimentare la conoscenza.

Foto di Laura Battich

httpv://www.youtube.com/watch?v=xCeeFd-kcWY

Provincia di Trieste: è tempo di bilanci…

Il seguente articolo è stato pubblicato su bora.la (e ammetto che la presentazione mi è piaciuta al punto che sono andata a farmi fare gli autografi sulla mia copia del bilancio…)

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Si è svolta martedì 29, alla Stazione Marittima, la presentazione del Bilancio di Mandato e del Bilancio di Genere della Giunta Provinciale, relativi al quinquennio di esercizio ora in completamento.
Sala Oceania quasi piena, breve ritardo della Presidente della Provincia intenta a rilasciare qualche intervista, passaggio di telecamere che puntano non solo gli obiettivi ma anche le luci un po’ accecanti sul pubblico (tra cui la scrivente che è voluta venire a sentire personalmente), e comincia la presentazione.
Quasi tre ore di interventi, assessore dopo assessore, ognuno intento a elencare e descrivere brevemente i rispettivi progetti, a rendicontare le spese e le ricadute sociali, mentre le pagine dei volumi messi a disposizione anche del pubblico scorrono sulla proiezione nello sfondo.
Il documento è anche scaricabile dal sito della Provincia.

Maria Teresa Bassa Poropat apre la discussione descrivendo le caratteristiche principali del territorio. “C’è una integrazione forte tra il comune di Trieste e i comuni limitrofi con le loro specificità, che non sono solo meta di ricreazione, ma piuttosto un luogo che ha delle straordinarie potenzialità di sviluppo turistico, economico, enogastronomico“.
E’ la prima volta che l’ente Provincia presenta un Bilancio di Mandato, definito una “operazione di trasparenza dovuta ai cittadini, in cui sono stati messi assieme tutti i progetti che la Provincia ha saputo realizzare, grazie ad una squadra competente, motivata e professionale, che ha contribuito ad una esperienza entusiasmante“.

Si avvicendano dunque Mariella De Francesco, Assessore alle Finanze e Bilancio; Mauro Tommasini (che interviene sulla Viabilità, citando le opere legate alle nuove direttive di flusso generate dall’ingresso della Slovenia nella UE) e Vittorio Zollia (che sottolinea i rinnovi effettuati annualmente sul parco autobus, riducendo la vetustà media dei mezzi a meno di quattro anni, la migliore in Italia e una delle prime in Europa anche per i benefici sulle emissioni in atmosfera). Si parla di raccolta differenziata (i picchi di eccellenza di S. Dorligo della Valle col 43% di raccolta, e di Muggia con oltre il 30%), di smaltimento amianto (dall’eccedenza di richieste seguite al primo bando si è arrivati al quarto bando che uscirà il prossimo aprile) e di fotovoltaico (elevata istanza di adesione dei richiedenti: dai 300 ipotizzati alle quasi 2000 richieste ancora in corso di evasione).

Però si sente che i temi caldi arrivano quando Adele Pino porta il pubblico a ripercorrere gli eventi degli ultimi anni, e il modo in cui sono stati affrontati dalle politiche del lavoro. Infatti nel corso del mandato si è fatto sentire il segno della crisi del 2008. E’ cresciuta l’utenza al centro per l’impiego, sono aumentate le aziende che si sono rivolte alla Provincia, e il monitoraggio effettuato sul territorio ha permesso di rilevare i risultati ottenuti dal servizio per l’impiego, evidenziandone punti di forza e debolezza che sono stati poi corretti in corso d’opera. L’assessore Pino afferma di presentare i numeri con un pizzico di orgoglio (mi dirà, in sede di intervista personale, che sono stati fatti miracoli rispetto alle limitate risorse disponibili). “Abbiamo trattato lavoratori over 45 con problemi di reinserimento, provenienti dai settori in crisi; donne; giovani. Abbiamo dato sostegno al reddito di cassintegrati con lavori socialmente utili o lavori di pubblica utilità; dopo le work experience e con l’uso di altri strumenti il 50% dei lavoratori provenuti dai settori di crisi è stato reinserito, totalizzando medie di reinserimento di 1300 lavoratori all’anno.”
Marina Guglielmi, per le Politiche Sociali, ricorda il Welfare per sostenere le famiglie: i due bandi Ater, le borse lavoro per disoccupati, il microcredito, il tutoraggio alle famiglie in crisi di spesa, le borse della spesa collegate al progetto di recupero degli invenduti (che ha visto la collaborazione di Coop Nordest, Caritas, S. Martino al Campo, mense e associazioni) evidenziato come progetto a bassissimo costo che offre un ritorno amplificato.
E ancora Pino, incrociando Politiche Attive del Lavoro con Politiche educative. “Abbiamo affrontato delle sfide: rendere autonomi gli under 30, con le azioni per l’imprenditoria giovanile. Ci siamo occupati di orientamento, dando ai giovani strumenti di lettura del mercato del lavoro, sezionato per fasce di età, in modo da evidenziare i profili professionali che offrono maggiori opportunità. Queste azioni vanno fatte con costanza e regolarità, perchè il mercato del lavoro è in costante evoluzione: dobbiamo dare le informazioni con tempestività a chi cerca di inserirsi. E’ stata trattata l’influenza degli stereotipi nelle scelte di studio e di lavoro: nelle nostre pubblicazioni emerge quanti stereotipi siano presenti per genitori e studenti, e quanta poca consapevolezza ci sia della presenza di questi stereotipi! Abbiamo reso disponibile il confronto con le informazioni sull’occupazione e sulle prospettive reali delle varie forme di impiego, influenzando i percorsi di specializzazione con un potenziamento della formazione tecnica e scientifica, introducendo percorsi in informatica e telecomunicazione al Volta, grafica al Fabiani, chimica e biotecnologie al Deledda (che prima non c’erano): siamo quindi riusciti a spostare gli studenti verso scelte con ricadute occupazionali più coerenti con le richieste del territorio. Questo ha compensato i tagli subiti dalle scuole canalizzandone specificità e competenze.

Walter Godina presenta lo sblocco di fondi che erano fermi dal 2003 al 2006, e quindi i totali di 15 mila euro investiti sul territorio, uniti ad altri 13 mila euro in partnership nei progetti con attrazione di fondi europei per le politiche transfrontaliere; la restituzione di aree per ulivicultura e viticultura, il rifacimento del costone da sotto Contovello a Miramare, l’investimento con locali cooperative agricole per la reintroduzione della pastorizia.

Bassa Poropat torna sulla sua delega per la Cultura. Cita la valorizzazione dei tanti e qualificati soggetti che appartengono al territorio: teatri di Trieste e dei comuni limitrofi uniti nel progetto Teatri a teatro; la restituzione alla città del comprensorio di S. Giovanni che era da tempo abbandonato; l’analogo recupero dell’ex campo profughi di Padriciano, 58.000 kmq prima in degrado e ora in via di attivazione per servizi e sperimentazione; il MINIMU rivolto alle scuole; la Casa del Cinema vista in un’ottica di distretto culturale con ricadute economiche. Si vede che la Presidente ha una lettura personale del territorio, come di una realtà articolata e stimolante, che viene valorizzata con erogazione di contributi e formazione di progetti congiunti, volti a integrare diversità e pluralità.

E sembra che siamo a buon punto, quando arriva l’intervento dai toni quasi coloriti dell’Assessore Visioli, secondo cui ci sono “luoghi di eccellenza e a rischio disequilibrio, da non assassinare con le operazioni di valorizzazione turistica indiscriminate.” E cita le azioni su nicchie del turismo ecologico: “Facciamo valorizzazione e, contemporaneamente, garantiamo una fruizione conservativa. Carsiana, riserva marina di Miramare (soggetta a disavventure per le strette di bilancio nazionale), Grotta Gigante simulata in 3D per i disabili (che ha anche una valenza scientifica, perchè permette il monitoraggio nel tempo della modifica delle concrezioni); promuoviamo una coscienza ecologica facendo tesoro dell’esperienza delle Cinque Terre: il visitatore entra in un ambiente, non in una bolla museale. La cementificazione non può essere intensiva, perchè il territorio è limitato. Le campagne sociali funzionano: l’interesse degli utenti supera l’offerta.”

Torna Marina Gugliemi con i progetti sugli anziani: Argento vivo, mobilità e partecipazione ad eventi di socializzazione; collaborazione con numerosi enti non solo del sociale, ma anche dello sportivo e culturale, Prefettura, Circolo Ufficiali, volontari che hanno aderito al protocollo. Abitare possibile, disabili anche in condizione di gravità che possono abitare in casa propria e godere di autonomia.
Torna Mauro Tommasini sull’edilizia scolastica, citando i 26 milioni di investimento in corso per ristrutturazione di istituti superiori.
Torna Visioli per i giovani, con il progetto Overnight, che ha “coinvolto i giovani in una riflessione sul gusto del rischio e gli stili di comportamento, lavorando in strettissima collaborazione col dipartimento delle dipendenze. La Polizia Stradale ha segnato un deciso calo degli incidenti. Gli autobus Overnight accompagnano con educatori, psicologi, presidio medico, favorendo centinaia di incontri spontanei. Prevenzione e crescita della salute sono incisive perchè non effettuate a pioggia, ma nel momento in cui i giovani vivono la vicinanza al rischio. Una esperienza innovativa da usare come modello“.

E si arriva con parecchio ritardo al tema di chiusura, quello del Bilancio di Genere, che verrà riproposto anche in una presentazione dedicata, all’Università.
Anche il Bilancio di Genere è alla sua prima edizione, in Provincia.
E’ stato riletto il lavoro di una amministrazione pubblica in termini di genere, valutandone le ricadute sulle politiche femminili, e comunque degli uomini e delle donne.
Il piano delle azioni positive ha coinvolto un ricco mondo di associazioni femminili già fortemente presente sul territorio, come quelle riunite dalla Casa Internazionale delle Donne, progetto Donna Attiva, telelavoro, progetto Dione, premio Primavera di donne
Il bilancio di genere è un processo, una scelta, è un oggetto di politica economica. E’ stato messo in pratica il gender mainstreaming“.

E’ difficile resistere fino al completamento delle presentazioni, ma resto fino all’ultimo, rubo i commenti che si scambiano gli addetti ai lavori.
Gli assessori rompono le righe, si preparano alcuni ad andare a cena assieme, altri declinano, tornano a casa.
L’Assessore al Bilancio, una donna energica dai capelli grigi, dà di gomito alla collega. Non è consueto sentire queste parole nella politica, eppure il commento sembra genuino: “Si è visto, il nostro entusiasmo? Noi ci abbiamo veramente creduto, queste cose le abbiamo fatte per passione. Altrimenti non saremmo qui. Saremmo in pensione…

bilancio provincia

HSH Chapter 44 – trasloco!

la cucina è montata! i pensili montati in cucina

Che bello, non ci posso credere, ora abbiamo anche la cucina, l’acqua, il gas, resta veramente solo qualche dettaglio, ma è fatta.
Essere dall’altra parte di un progetto che si è sempre immaginato, che è cominciato quasi un anno e mezzo fa, vederlo realizzato concretamente e starci dentro, fa un effetto strano.
E fa sentire bene.
Ora è tutto vero.

davidaola a casa nuova