Ciottolovisioni

L’altra notte. ho sognato di cercare dei sassi in un sacchetto, ma ne uscivano solo macchinine giocattolo di Diego.
Lunedì scorso, ho perso per strada il sassetto che avevo appena disegnato, Dado l’ha cercato invano sulla stessa via quando ci è ripassato, allora ne ho ridisegnato uno quasi uguale il giorno dopo.
Questa notte, ho sognato di scegliere sassi belli arrotondati dal fondo del mare, esposto all’aria da una incredibile bassa marea; poi le onde grosse ritornavano, e il mare mi riportava a riva.

i sassi della settimana

Tre giorni a casa

Agosto, caldo torrido. Fuori casa, cammino al rallentatore; dentro casa: febbre a trentotto. 

Ok, mi fermo. 

Poi, un po’ alla volta mi riprendo, e vengono quei giorni in cui resto sola a casa ed il tempo è così lento che sembra incredibile avere così tanto spazio per pensare. E vorrei cominciare a fare qualcos’altro, proprio nel momento in cui devo ancora riposare. 

È un buon segno, vuol dire che sto meglio. Vorrei costruire, costruire qualcosa che si veda… Non c’è niente di meglio che prendere un filo colorato, uno dopo l’altro, avanti così, tutto il giorno… 

Ho iniziato il primo giorno di primavera, comprando un metro di tela, disegnando una storia che passava in una sola striscia dal giorno alla notte. All’inizio speravo di finire tutto il ricamo entro la fine dell’anno. Ora so che ci riuscirò sicuramente: sono a buon punto…

    

Opera prima

In questi giorni Diego si sveglia presto, tipo alle sei di mattina, perchè non ha ancora preso atto del cambio da ora legale a ora solare.
Quindi la mattina c’è tempo per giocare, Dado lo porta al nido senza fretta, e si fa raccontare le novità sui loro giochi.
Oggi Dado mi ha mandato la foto di un’opera prima che Diego ha realizzato al nido con le educatrici e gli amichetti: un grande foglio pasticciato di arancione, in cui i bimbi hanno provato a colorare la carta con la frutta, in questo caso i cachi!
E perchè no?
In fondo, se poi si mettono le dita in bocca, i residui di quei colori si possono mangiare.

Guardo e riguardo l’immagine del poster, e anche se non ero presente durante la creazione, me lo immagino bene.
Nell’impronta sulla carta ora appesa alla parete, vedo il segno del passaggio dei ditini di Diego intrisi di poltiglia.
Ad occhio, Diego ha sparso tutto il colore in larghezza più che poteva, facendo un grande arco con la manina da qua a là, come a casa quando lo vediamo pasticciare a cena, e spargere ampiamente tutta l’acqua che è sgocciolata sul tavolino del suo seggiolino, fino a farla schizzare fuori dal ripiano.

Beh penso che sia un buon metodo dare ai bimbi una situazione in cui si è autorizzati a pasticciare.
Anche noi a casa abbiamo modi per farlo sfogare, per esempio quando ha voglia di battere forte col legnetto che ha in mano, su tutti i mobili e le portelle in giro per la casa, cosa che in realtà non si può fare. In quei casi, basta portarlo sullo xilofono o sul “battino”, il gioco di legno coi fori in cui far passare le palline a colpi di martelletto, ed ecco che lì si sfoga, senza essersi dimenticato il suo primo intento: “Evviva!“, esprime il suo faccione, “finalmente posso battere forte!” (BAM! BAM! BAM!).

Coloriamo con la frutta: i cachi