Quattro parole di seguito

Giorno dopo giorno, Diego sta diventando sempre più una “masineta”.
Chiacchiera, commenta quello che vede, e passa dalle parole singole alle frasi.

Oggi, nella sua solita vena descrittiva, ha seguito passo passo le fasi della vestizione di papà Dado, e ha concluso soddisfatto ribadendo “cravatta“.
L’altra settimana mi ha raccontato di aver visto, la mattina, “nonno….nonna…. moto… casco” (e posso ben dire che era una storia vera: li ho visti anche io, i nonni sprint, che ci hanno salutati a cavallo della moto).
Sabato si è pizzicato il dito con la molletta del bucato; colto dalla sorpresa, invece di dire aaaaaaah, ha fatto partire l’allarme: “male-male-male!
Da un po’ di tempo, ora, Diego gioca a cucù con i suoi pupazzetti. E mentre li nasconde, crea mistero con il suo mantra: “Dov’è? Dov’é?”
Plurali e articoli entrano nel suo vocabolario. Un mattoncino verbale dopo l’altro, cercando i suoi giochi, Diego questa mattina ci ha deliziati con: “Chitarra… Chitarra… Dov’è la chitarra?

p.s. Dado dice che non sa disegnare. Ma quando Diego glielo chiede, è dimostrato che sa anche fare un bel ritratto di mamma e papà!

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Il sole, in Finlandia, è diverso

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Ancora un giorno nelle terre del nord, e poi sarò a casa.
Ieri ho cambiato città, e ho visto un po’ di campagna finlandese durante il percorso da un posto all’altro.
Nel tardo pomeriggio, la luce era tiepida e il tramonto colorava la striscia chiara all’orizzonte. In certi momenti, sbucava un sole pungente tra gli alberi. I miei occhi non erano abituati ai raggi orizzontali, e dovevo farmi schermo tutto il tempo con la mano. Credevo che quella luce crepuscolare sarebbe andata via subito, invece il tramonto è durato tre ore. Il sole è rimasto fisso in basso come se volesse restare fermo!
Tra i campi e i laghetti coperti da un sottile velo di ghiaccio, comparivano ogni tanto delle serre, illuminate dall’interno da una luce arancione artificiale. La stagione agricola è brevissima, mi hanno detto qui, corrisponde praticamente alla sola estate.

Oggi ho avuto un’oretta libera, e ho fatto un po’ di spese girando attorno per qualche isolato. Non c’era molto traffico, sulle prime volevo attraversare la strada in un punto qualunque, ma poi mi sono detta: se non passo regolarmente sulle striscie, qua mi prendono per un marziano.
Poco più avanti, una mamma in bici portava in giro il bimbo sul seggiolino, e sfoggiava il caschetto d’ordinanza abbinato al caschetto del suo bimbo. Dall’altro lato, un papà spingeva la carrozzina col bebè a passo svelto, e mi sembrava del tutto disinvolto.

Qualche albero ha cominciato a far le gemme, ma nei prossimi giorni sembra che tornerà la neve. Mi hanno detto, con l’idea di farmi cosa gradita, “Se avrai fortuna, forse la vedrai già domani“.

Niente neve sul fronte nordeuropeo

Eccomi di nuovo in viaggio.
Questa settimana faccio due tappe in Finlandia. Sei voli in tutto, ci vuole sempre parecchio tempo per muoversi quassù.

Il mio viaggio è cominciato ieri a mezzogiorno, all’insegna del buon umore.
Ho salutato Diego, con un incoraggiamento di rito: “Appena sarò andata via, farai una buona pappa“.
“, mi ha risposto convinto, e ha tenuto fede alla parola.
Mentre l’auto mi portava in costiera dove c’era già la fila in zona Barcola, papà Dado mi aggiornava sul gradimento del risotto alle verdure che aveva appena spadellato: “Diego ha finito il piatto suo e ha chiesto _ocòla_! Ha mangiato allora ancora un mezzo piatto che rimaneva in pentola, e ora sta chiedendo aggiunte dal piatto mio…”

Sono salita sul primo aereo, e il capitano ha dato il benvenuto ai passeggeri mostrando grande entusiasmo. “Siamo veramente in perfetto orario, la giornata è davvero limpida, potete godervi una splendida vista, il meteo è ottimo anche all’arrivo, e arriveremo perfettamente puntuali!
Eh sì, dalla cabina di pilotaggio dev’essere una soddisfazione avere davanti un bel cielo terso.
Anche io mi sono lasciata cogliere dalla meraviglia. Il panorama del volo Trieste – Monaco mi è familiare, però stavolta si potevano apprezzare per molti chilometri dei dettagli di paesaggio in più. Tutto il bacino del Cellina e del Meduna si abbracciava con uno solo sguardo. Lentamente volavamo sul Tagliamento, che si allungava verso la sorgente, in confluenza col Fella; con tutte le sue anse di un colore grigio lucido nella vista dal cielo, con quelle curve che ho mappato in bici tante volte e che ora potevo apprezzare in unico un colpo d’occhio…

Tre segmenti di volo più tardi, ero a Vaasa, e il taxi mi portava in albergo lungo una strada senza tracce di neve. Non ci potevo credere: di solito era tutto bianco, l’aspetto di questo paese del nord. “Ma la neve quasi non c’è stata, quest’anno“, mi hanno detto i finlandesi.
Anche ora che sono in albergo, e che ho ricevuto olio d’oliva e aceto balsamico per condire l’insalata (invece delle solite salsine agrodolci che qui in teoria accompagnano tutti i piatti), non so bene dove sono arrivata, se ho fatto un salto direttamente dall’autunno alla primavera, e se col nuovo sole delle giornate che si allungano arriveranno altre sorprese…

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Segnatempo

Qualche settimana fa, nel fare il bucato, ho messo in lavatrice tra le varie cose anche il burattino di panno di Diego, quello a forma di pagliaccio, nasone rosso e maglietta verde.
Diego lo adora, è uno dei suoi pupazzi preferiti, infatti quando lo animiamo scoppia a ridere, e gli rosicchia sempre il naso!
Quando lo ha visto in ammollo oltre l’oblò, ha cominciato a chiamarlo preoccupato: “P’etto, p’etto!“, con voce tutta tremolante…
Io ho cercato di spiegargli che il pagliaccetto faceva il bagno, ma in effetti a vedere la faccina di stoffa schiacciata che girava piuttosto veloce, capivo che la mia spiegazione non era tanto convincente.
Quindi ho aggiunto: “Quando finisce la lavatrice, lo prendiamo“.
Allora Diego ha confermato: “Sì!“.
Nelle due ore successive, appena Diego si ricordava del suo amichetto in centrifuga, ripetevo la stessa formula come un mantra: “Quando finisce la lavatrice, lo prendiamo“, e riuscivo a farlo tornare tranquillo: “Sì!“.

Ieri pomeriggio, nel mio viaggio di ritorno, all’aeroporto di Monaco ho preso un altro burattino; questa volta, il personaggio è un cuoco.
Ho girato a lungo nel negozio di giocattoli prima di decidermi. Ha una bella sezione di giochi di legno per bimbi di un anno, ma per l’età di Diego sono superati.
Ogni volta che torno in quel negozio, vedo il segno del tempo: devo cercare sempre in un reparto diverso!