Come si svolgono gli affari a Bruxelles

Finalmente, dopo un paio di mesi che li aspettavo, sono arrivati anche a Trieste i documentari di Internazionale.
Ieri sera sono andata a vedere il primo: THE BRUSSELS BUSINESS, di Friedrich Moser e Matthieu Lietaert.
Il lavoro pone degli interrogativi inquietanti su quanto l’Unione Europea sia sede di attività normative istituzionali democratiche, e quanto invece sia influenzata nella sua agenda dai grandi poteri dell’industria e della finanza, che preparano procedure e rapporti a quanto pare poi votati dal Parlamento Europeo in versione identica e copincollata anche negli emendamenti.
Giusta la frase conclusiva sui titoli di coda del documentario: “Esprimi la tua opinione sulle politiche europee“.

Di seguito, la trama del film, tratta dal sito del Miela che ne ha proposto la proiezione all’interno della rassegna MONDOVISIONI di S/Paesati.

Primi anni ’90, due giovani ambiziosi scoprono l’influenza delle lobby, fenomeno che si pensava tipicamente statunitense, nella città sede dell’Unione Europea. Uno è scioccato, comincia a indagare e diventerà il più esperto attivista nel contrasto del lobbismo comunitario. L’altro ne è affascinato, lascia un lavoro sicuro alla Commissione e si lancia in una florida carriera da lobbista. Chi gestisce davvero l’Europa? Un viaggio tra zone d’ombra e corridoi del potere dell’Unione per svelare il ruolo che 15mila lobbisti, strateghi e think tank, reti di potere e interessi hanno nella politica comunitaria, per raccontare la storia non ufficiale dell’integrazione europea e della ristrutturazione neoliberista avviata negli anni ’80, e interrogarsi sullo stato e il destino dell’Unione.

il biglietto per il primko documentario di Internazionale

Giretto a Bosco Farneto (in discesa)

Dice Diego: “Che bello, stare nella fascia dondolandosi su e giù per il bosco, è così cullante, appisolante, zzz…
Però quando arriviamo in autobus, no, ora mi sveglio, e provo a stiracchiarmi, voglio agitarmi, spalancare le braccia, urlare, sto troppo stretto qui, fammi uscireee, AAAAAAARGH!”

(momento di pausa)

“Ah che sollievo, ora che sono fuori dalla fascia, posso di nuovo stare tranquillo, zitto e curioso, e sorridere al mondo, e al finestrino, e alla gente che mi circonda…”

Dice una signora, che guarda Diego, come tutte le altre persone che lo fissano nel bus: “Ha le idee chiare, questo bimbo, eh!

la discesa dal Ferdinandeo lobi bruciacchiati d'autunno margheritine di bosco arancio delle foglie
cosa sono queste? i sentieri del parco semi marroni appesi palla e diego
colori delle fronde colori delle quercie

Come passar la notte a cercare di risolvere problemi

L’altra notte ho sognato di partecipare a delle olimpiadi di matematica.
Una amica allo stand di una fiera me lo proponeva, consegnandomi un modulo bianco e rosso con i quesiti, e io mi dicevo: perchè no?
Il concorso era dedicato a giovani scienziati di tutta Europa, e tra le varie domande c’era questa: “Qual è l’altezza di un cono avente base B?“.

Io scrivevo questa risposta: “L’altezza di un cono avente base B può andare da un centesimo di B a cento volte B, assumendo un’infinità di valori all’interno di questo intervallo. Per valori di altri ordini di grandezza, il cono non è più facilmente visibile: per quei casi in prima approssimazione tanto vale chiamarlo cilindro o disco“.

Anche il nostro amico Luca partecipava alle olimpiadi, e la sua tecnica (autorizzata dal concorso) era quella di contattare quanti più professori universitari possibile, per consultarli sulle risposte migliori nei vari campi della scienza. Infatti il concorso rendeva pubbliche tutte le domande per una settimana e si poteva concorrere insieme alla propria comunità scientifica.

Anche Dado partecipava alle olimpiadi e lo vedevo disegnare a matita un bel cono ombreggiato sulla sua pagina dei quesiti.
Il premio in ballo era un volo aereo per una vacanza di due settimane con destinazione a scelta, e noi due decidevamo di comunicarci le risposte migliori che venivano in mente a ciascuno, per migliorare al massimo il proprio questionario: in questo modo volevamo aumentare la probabilità che almeno uno dei due vincesse il volo. Alla fine, se ci andava bene, avremmo comunque fatto la vacanza assieme!

Come sono andate a finire le olimpiadi di matematica?
Non lo so, ma potrebbe essere un quesito per un sogno successivo.

Vicolo delle Rose ha bisogno di manutenzione

A Diego piace fare le passeggiate dentro la fascia, l’oscillazione della camminata lo fa addormentare, e se il percorso è un po’ più dissestato per lui è ancora meglio: ci si muove di più, il dondolio è perfetto, una vera ipnosi.
Però, appena il pendolamento si ferma, lui se ne accorge: apre l’occhio, mugugna un poco, bisogna ripartire subito.
Persino in autobus riconosce le fermate e i semafori: qualche volta ha protestato forte assordando tutti i passeggeri!
E così in bosco è difficile appostarsi a far le foto: per dare retta a lui, certi scatti mi son venuti mossi…

strada alta dissestata un pavè da riparare foglie gialle di luce rio Rosani
il bosco scosceso bagno con petali di bosco la vite americana e sopra un po' di blu
un po' di vista sul mare La vite mangia il tetto un'edera molto attaccata paola canguro