Ancora a casa al calduccio

Ora di pranzo.
Insalatona gigante, direttamente dall’orto di Giordano e Luisa.
Alla radio inizia un’altra puntata di Alaska.
Quando sento la musica della sigla ormai mi emoziono.
Ogni volta si impara qualcosa di nuovo, guidati dalla conduttrice che esplora i sentieri digitali e gli archivi virtuali, sempre con rigoroso riferimento alle fonti dalla rete, e alla loro accuratezza e possibilità di verifica (“fact checking“).
Lo si potrebbe definire un nuovo mestiere: “cicerone del web”.

Da dove prendiamo le notizie

Ci siamo abbonati a Radio Popolare!
Era ora, dopo una settimana dedicata a telefonare in diretta più volte al giorno per dire la mia durante le trasmissioni.
Ma forse dovrei dire: dopo anni passati ad ascoltare la rassegna stampa di RP che ci dà il buongiorno con la radiosveglia!
L’altro ieri, in una sezione dedicata alle storie di smarrimento documenti, Marina Petrillo ha anche letto in onda un post dal nostro blog di cui avevo inviato il link alla mail della diretta!
Ah, ecco come passo il tempo e trovo compagnia quando sto ore a casa con piqlo…

E a proposito di buone fonti per le news, consiglio la lettura dei testi scelti e tradotti da PressEurop in più lingue, tra cui ovviamente l’italiano. Un rapido modo per sfogliare dal web i migliori articoli dalla stampa estera.

Di nuovo a contatto con l’arte

Per il secondo anno consecutivo, il compleanno di Serena è stato trasformato in un evento: un “home concert”, una esibizione dal vivo nel caldo ambiente della casa dei Deja, che quest’anno ha visto ospite la cantautrice friulana Giulia Daici.
L’anno scorso era stata la volta di Sandor Szabo, che avevo incontrato anche in Ungheria.
All’estero questa è un’abitudine più diffusa, eppure ci vorrebbe anche qui: così organizzata, la performance acustica ci rapisce, accoccolati sui cuscini del soggiorno, in un’atmosfera intima…

A Giulia, un augurio per il suo futuro come artista, che porta la musica agli altri come una testimonianza.

Giulia Daici live in casa Deja ottima la crostata! cd con autografo ottima la focaccia
peresentazione concerto Giulia Daici e i Deja budinetti by Serena la cura del menu

httpv://www.youtube.com/watch?v=3aoST90qmiw&feature=related

Con i piedi qui e con la testa che viaggia lontano

Sarà che la presenza di un piccolino mi fa restare di più a casa, ma nei pochi momenti di svago sono sempre a caccia dell’atmosfera di mete remote.

Nel weekend del Salone Europeo della ricerca e dell’innovazione scientifica, Trieste NEXT, ho fatto un salto alla conferenza che si teneva alla scuola interpreti, con ospite un professore statunitense, direttore della biblioteca dell’università di Harvard, coinvolto nel progetto che vuole rendere liberamente accessibili on-line i contenuti delle maggiori biblioteche universitarie.
Ieri, prima di portare a Dado la cena a base di pizza per asporto, ho potuto apprezzare un pezzo della rassegna S/Paesati, che proponeva un interessante confronto tra il comportamento degli emigranti italiani e quelli cinesi, entrambi capaci di ricostruire, dove arrivano, piccole comunità complete di tutti i segmenti sociali, delle mini città nella città.
Gli altri giorni, spesi a casa seduta sul divano con Diego, mi ascolto tutte le puntate del podcast di Radio Popolare “Esteri – il giro del mondo in 24 ore”, oltre a quello di Alaska, una trasmissione che “esplora i sentieri digitali, e siccome il mondo è vasto, qualche volta ci perdiamo.
E la scorsa domenica mi immaginavo di balzare su un treno per Ferrara per andare al Festival di Internazionale, dove si riunivano per un weekend i giornalisti di tutto il mondo, ma sono rimasta al calduccio a poltrire con Dado e PiQLo. Per fortuna ho scoperto che tutti i documentari proposti quest’anno al festival verranno proiettati anche al teatro Miela qua sotto casa, a fine novembre nella sezione Mondovisioni, quindi si può raggiungere anche questa meta restando comodamente in città.

prof Robert Darnton (Harvard University) Sabrina Morena, Suzi Koh e Li Zhen

Fissiamo le tappe

Diego ha superato i cinque chili e le sei settimane.
La notte, nonostante abbia un po’ di raffreddore, se si sveglia per stropicciarsi i moccoli poi si riaddormenta da solo e tira dritto in culletta per otto ore senza chiedere niente: non è necessario che io resti sveglia con gli occhi sbarrati a captare ogni suo rumorino.
Di giorno lo si vede spesso col visetto rilassato: comincia anche a regalarci i primi sorrisini.