HSH Chapter 28 – giro di boa

Questo sabato mattina, mentre ancora si poltriva, ha trillato un messaggino dal telefono.
“Tintoretto e Giotto sono al lavoro”.
Accipicchia! Già arrivati! Erano Giordano e Luisa, che ci avvisavano di essere venuti in cantiere. Li abbiamo raggiunti di corsa.

E così, con un pennello a testa, ci siamo messi ad imbiancare le cornici delle porte.
Luisa aveva portato i ganci per appendere i secchi alla scala. “Così, se si ribalta il barattolo di pittura, comunque sta dentro al secchio e non succede niente!”.
Vedi, i trucchi di una volta. Il cappello di carta come lo faceva il nonno.

Abbiamo mangiato seduti sulla scala, con per tavolo l’anta di una porta appoggiata ai cavalletti. E poi, i nostri organizzatissimi aiutanti, avevano anche la tovaglia e i piatti da campeggio. “Questo sì che è un bel pranzetto per i lavoratori!”, il primo pasto in compagnia in casa nuova.
Alle tre e mezza, si poteva già chiudere la sessione. Tre cornici delle porte erano state imbiancate. “Guarda che bell’effetto, vieni a vedere da lontano!”, ci dicevamo.

Lo so, abbiamo usato moltissime soluzioni che erano già presenti nella casa vecchia. Che è d’inizio Novecento come questa nuova, ha gli stessi soffitti alti, gli stipiti delle porte uguali. La cucina, quando ci eravamo entrati, era come un deja-vù, con la scafa in marmo d’altri tempi disposta nello stesso angolo che dava sulla corte.
E ora che, in questa fase dei lavori, gli ultimi elementi cambiano colore (e abbiamo scelto anche stavolta il bianco), finalmente arriva la percezione di luminosità di un lavoro finito di fresco.

Rieccola.
Una sensazione nota.

Sono di nuovo a casa.

il secchio dei barattoli stucco e scotch sul vetro il cappello del pittore stipite bianco
un dettaglio rosso Palla in cucina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.