Vecchi cimeli

Oggi pomeriggio, cercando una vecchia foto dei tempi della scuola, ho tirato fuori uno dei miei diari storici. Già il titolo era tutto un programma: “Le avventure di Paola M. quando era una studentessa”. In effetti ho tenuto spesso dei diari. Questo era una preziosa raccolta di foto, dai tempi dell’asilo alla fine degli studi: foto di classe, delle gite, documenti e citazioni. Ci sono per esempio dei meravigliosi scatti della Cilla da piccolina insieme a me.

Mentre sfogliavo queste pagine, mi è caduto l’occhio sulle note che avevo scritto presso le foto. Delle spiegazioni didascaliche e monotone… terribili! Ma in che modo scrivevo! Uno stile che mi è suonato fin troppo familiare… più o meno come quello che uso ancora adesso….
AAAARGH!

mini cilla galilei citazioni

Storie dal Canada

Lo scorso sabato mattina, ho incontrato la mia vecchia amica Joanna sul web. Mi ha invitata ad una discussione in chat, che è durata almeno un’ora.
Joanna vive in Canada, in quel momento per lei era notte fonda, e stava cuocendo del pane.
Mi ha raccontato che presso il suo giardino si avvicinano volpi, scoiattoli e caprioli.
Ogni giorno.
Il mangime lasciato sulla neve funziona!

Bambies

Lo stagno come luogo magico

Domenica pomeriggio c’era uno splendido sole.
Ambra mi ha mandato un messaggio tipico dei suoi, con un invito per una passeggiata di lì a pochi minuti. Ovviamente, era una proposta perfetta!

Il sole inonda le rocce e gli alberi cascatelle dopo la pioggia colonnine d'acqua per farsi baciare luci e ombre e rami riflessi
forme d'acqua e dei rami cielo blu della domenica Università vuota di domenica Tonalità di verde profondo

Abbiamo preso il tram. L’ho portata allo stagno di Villa Giulia, che lei non conosceva ancora.
La notte prima aveva piovuto molto, e così gli specchi d’acqua si erano riempiti al colmo. I quattro rivi che scorrevano dalla parete di roccia soprastante scendevano con un rilassante rumore di fondo. Ci siamo arrampicate fin sotto le colonnine d’acqua, a farci baciare dalle piccole gocce piene di luce.
Raggi di sole e ombre verdi attraversavano le pozze rendendole misteriose. Ogni tanto qualche tritone si tuffava in profondità. Non potevo fare a meno di immergere le dita tra acqua e fango, avvitando vortici di terra acquosa che poi girava autonoma, a forma di medusa.

La passeggiata è continuata fino alla casetta osservatorio di Biologia; l’Università domenicale pressochè vuota era per me un posto lontano nel tempo. Mi ha sorpeso vedere che il sentiero sterrato sopra Clivo Artemisio era così vicino alle aule studio, eppure per tanti anni non lo abbiamo mai attraversato. Basta alzare lo sguardo e cercare, gli angoli nuovi non si esauriscono mai.

Raggi magici sull'acqua Ambra che punta verso l'alto

Luoghi tranquilli di Padova

Il secondo giorno che ho passato a Padova, sono andata in giro per mostre e librerie.
Al Centro culturale Altinate San Gaetano esponevano fotografi e teleoperatori, per la rassegna L’obiettivo e la città, collocata al primo piano. Il luogo si è rivelato particolarmente accogliente, per cui sono rimasta nel centro anche a pranzo, scottandomi la lingua con una irresistibile crema di porro e patate (al piano terra), e poi ho letto dei giornali all’informa giovani (secondo piano) e ho sbirciato tra i libri appena restutuiti in biblioteca (non avevo la tessera per i prestiti ma mi hanno lasciato entrare lo stesso per un po’).

Dopo pranzo ho continuato a rilassarmi sui divanetti di in una libreria presso piazza Cavour, quella dove vengono tormentati i neo-laureati. Poichè ero al piano sotterraneo, il commesso scendeva solo ogni tanto a cercare alcuni libri su richiesta, e mi guardava con benvolenza mentre io restavo sempre lì spaparanzata a rubacchiare un po’ di letture. Ad un certo punto deve avermi identificata come una cliente del tipo “lettrice forte”, e  ha deciso di dirmi: “Le piacciono i libri strani?”. Da quel momento ha cominciato a propormi quei volumetti trascurati e non descritti da recensioni strombazzate, fino a quando non ne è saltato fuori uno che mi sono portata via.

Vista sulla torre il ricamo sulla tenda Portici di Padova Centro cultuale Altinate San Gaetano
Pallariflessa Pranzo al pane e vino crema di porro e patate Citazioni da Hannah Arendt
Centro cultuale Altinate San Gaetano Libreria a Padova La tortura dei laurati Citazioni da Irvin Welsh

Com’è andato l’incontro al Joyce

L’altro venerdì sono andata alla tavola rotonda, a cui ero stata invitata dal giornalista Edi Kanzian.
Il titolo era “Ontologia del telefonino”, e con un giro di contributi è venuto fuori un quadro ben chiaro dell’aggeggio che tutti conosciamo.

Edi ha cominciato regalando delle rose gialle, a ciascuna delle donne in sala che poi avrebbero parlato. Ha distribuito alcune massime sempre efficaci delle sue, come “Il tempo è il bene più prezioso che ci è dato, gratis, a tutti quanti”; e ha ricordato che lui crede nell’ideale del primato della cultura su politica ed economia. Secondo lui il sistema comunicativo ha la sindrome del gattopardo, perchè in fondo non cambia niente, le baruffe son sempre quelle. E ci ha mostrato una vignetta a tema di Altan:
Le pensa prima di comunicare?
– No, mai, perchè sennò perdo il filo.

Rose e vino per fare atmosfera Clima tranquillo nella saletta del Joyce Le stampe a tema preparate da Edi

L’economista Bruno Megna ha parlato di “Psicopatologia delle comunicazioni multimediali”. Ha letto i risultati di una ricerca condotta dall’Università di Udine sul condizionamento e sulle modifiche dei comportamenti umani. Oggi al telefono non si dice più “Pronto chi parla”, perchè la prima frase di chi risponde è mobile: “Dove sei?”. La vendita annua dei telefonini è arrivata a quota un miliardo e duecentocinquantamila pezzi al mondo, e raggiunge un soggetto di tipo “feeler”, ovvero che consuma prodotti sulla base delle sensazioni diverse che gli danno. L’Italia è il secondo paese al mondo dopo Hong Kong per presenza di cellulari, e da noi se ne trovano centodieci per ogni centinaio di abitanti.

Simonetta Colonna, che si occupa di comunicazione, ha espresso un concetto che mi è rimasto impresso: “La comodità è la prima droga sociale”. Sulla scia di questa idea ha continuato il professore di filosofia Favento, ricordando che nel Medioevo la forchetta era considerata oggetto di lussuria.
Il filosofo Emiliano Bazzanella ha citato la nascita dell’individualismo, e l’ipertrofia del soggetto, ereditata dagli inizi del Novecento. Con i nuovi mezzi di comunicazione però è emersa la “Comunitas”, il puro rapporto delle persone nello stare insieme, dell’essere tra di loro. Il “PURO CON”, insomma, quasi indifferenziante.

E per chiudere il resoconto cito ancora una frase di Edi.
“Un rivoluzionario è un mistico laico”.

Mini giro a Padova con la Cilla

In questi giorni Franci è a Padova per un corso, e io l’ho raggiunta per fare una mini gita insieme a lei. Che bello! Ci siamo prese una camera dell’ostello tutta per noi, come ai vecchi tempi!
Ieri sera siamo andate a cena fuori, insieme ad un’altra studentessa speciaizzanda che abbiamo conosciuto in ostello, Margherita. Il ristorantino dalle sedie leopardate in cui ci siamo imbucate ci è piaciuto, per cui siamo tornate a mangiare lì anche stasera (risotto con le ortiche, minestra di spinaci, torta di cioccolata e pere e così via).

La giornata di oggi è stata dedicata ad ascoltare otto ore di lezione assieme, che carino essere compagne di banco! In questa parentesi un po’ fuori dal tempo il mondo è tutto per noi, e non occorre dire che il modo in cui ci si confronta tra sorelle non ha eguali.

il locale leopardato Margherita e Fra Margherita Paola e Fra Dettagli kitsch
Le pantofole in ostello Col computer in aula di lezione Cilla alla mostra fotografica Piazza Garibaldi?
i Portici di Padova via Roma 94 Stelle che pendono dal soffitto Palla e Fra a cena fuori

Salti generazioniali

Domenica scorsa era l’anniversario del fidanzamento di ma e pa, che cadeva proprio nel giorno di San Valentino di molti anni fa. Siamo andati a pranzo da loro: papi aveva portato una torta a sorpresa; mamma aveva cucinato un buon brasato, che ci siamo ben gustati tra una memoria storica e l’altra.
Con quattro salti generazionali, siamo arrivati fino alle storie del bisnonno sensale, quello che organizzava matrimoni combinati. I cambiamenti culturali avvenuti ad ogni passo, raccolti in una serie di flashback ravvicinati, sembravano incredibili non solo a noi ma anche a loro.

Dopo pranzo siamo tornati giù a piedi, passando fin sotto alla finestra di AleEmmaBibiDodo. Proprio in quel momento, abbiamo visto Domenico che usciva in terrazza, e lo abbiamo chiamato dalla strada. I nostri amici si stavano preparando per fare una passeggiatina, e così ci siamo aggregati anche noi.
Ale non era di giornata buona, e cercava di fermarsi ogni momento. Di qua o di là non ci voleva andare, preferiva tastare i bottoni della cassa del parcheggio automatico. Vedendo lui ci siamo ricordati che il concetto di passeggiata rilassante, quella che procede a velocità uniforme, è ovviamente una convenzione che vale solo per noi adulti.

Un romantico anniversario Coriandoli tra erba e asfalto Ale Carnevale Un po' di coriandoli per Carnevale
sole che si riflette alle finestre I messaggi del botteghino Il terzetto degli ometti Emma che apre gli occhietti

Via Bellavista

Sabato scorso siamo andati a pranzo da Giordano e Luisa, e il loro giardino era illuminato dal sole. Era facile sentire la bella stagione che sembrava più vicina.
Dopo pranzo dovevamo tornare a casa a preparare il bucato, la lavastoviglie, la minestra. Ma non abbiamo resistito. C’era l’aria giusta per fare almeno un piccolo giro in bosco.

Siamo andati presso le antenne di Banne, su per via Bellavista.
C’era ancora la neve sul sentiero, e l’erba verde e rossa sbucava ai lati. Le pigne e i sassetti facevano cucù tra i granelli bianchi di neve, mentre un alone di ghiaccio sciolto li circondava.

All’improvviso si è aperto davanti a noi un panorama aperto, come un tuffo. Uno di quelli che ti fa uscire dal quotidiano, per riflettere sul senso delle cose.
Dado ed io, seduti sulla panca, potevamo goderci il silenzio attorno a noi. Un pomeriggio di quiete di quelli che si possono ricordare anche in futuro.

Il sentiero bianco sull'erba rossa Il sasso buca la neve Segno di pino non casuali Dado che cucca nella dolina
Il sentiero fatto di neve Il belvedere sul ciglio di Banne Dado e Palla e la bellavista Dado e Palla ed il cielo
Dado e la neve che si scioglie in mano Vista aperta su tutta Trieste Vista sul mare con un po' di foschia Vicino, la neve e lontano, la città
La neve a forma di filari dei campi DadoPao scritto con la neve Un piccolo anemone nella neve Il sole che filtra anche d'inverno