Il sentiero Piscianzi – Scala Santa

L’altro sabato, mattina nebbiosa, avevo un paio d’ore a disposizione. Giusto il tempo di esplorare un sentiero che avevo visto sulla cartina, e di cui non avevo ancora trovato l’inizio. Mi sfuggiva, come un mistero del bosco: un percorso vicino a casa, ed irraggiungibile nello stesso tempo… com’era possibile! Bisognava trovarlo!

E così ho preso il tram, portando ago e filo con me. Chissà cos’avranno pensato gli altri passeggeri, mentre vedevano che durante il tragitto mi rinforzavo i bottoni un po’ allentati del cappotto…

Scendo poco sotto l’obelisco.
Il primo tratto da percorrere è il sentiero parallelo a via degli Olmi: un’ampia discesa che porta fino a Piscianzi. Foglie gialle rosse e verdi sulla strada, piccole gocce di condensa, aperture panoramiche su colline e vigneti. Chi l’ha detto che col tempo bigio non si possono apprezzare le meraviglie dell’autunno? Il sottobosco è più profumato, gli alberi vicini scacciano il freddo e i colori vincono lo stesso.

Mi fermo a sbirciare un campo coltivato sulla sinistra, metto il naso nella rete che interrompe il muro alto. Silenzio, filari dorati di viti. Sembra che non ci sia nessuno, eppure… FLUFF FLUFF FLUFF! L’aria si sposta sopra di me. Passa uno stormo di uccelli, un lenzuolo sopra la testa, un suono che è una sorpresa. Devo venire in questi angoli nascosti, per riscoprire il rumore del volo?

l'imbocco sotto via degli omi la rugiada sul sottobosco l'ingresso al sentiero vista sulla collina d'autunno
castagne nel bosco Piscianzi Dado sotto la pergola piccola servitù

Arrivo a Piscianzi, i lavori alle tubature vanno a rilento. Chi vuoi che venga quassù con la macchina per l’asfalto?
Il sentiero che cerco inizia qua, tra le case, in via delle Robinie. Ecco l’ingresso, su un tratto privato, sembra un rito di passaggio: una galleria coi pampini d’uva mi dà il benvenuto.

Il collegamento tra Piscianzi e Scala Santa fa il giro della collina senza scendere di livello. Quanto sarà antico questo tratto? Il bosco è avvolgente e luminoso, si vede il fondo tappezzato di ghiande. Il giorno dopo non resisterò e dovrò tornarci, per mostrare la mia scoperta anche a Dado.

A fine sentiero si sbuca in Scala Santa, più o meno a metà altezza, resta solo la discesa.
Molte foglie ai lati della strada, vedo a terra delle castagne, provo a muoverle con la scarpa. Ma la scarpa mi fa SPLACH, accidenti, non erano castagne! Riparo al danno tra le foglie, vedo altre “castagne” nei dintorni, però queste sono rosa, rosse, gialle… aha, ho capito, sono prugne, ora mi stanno più simpatiche!

Il giro è quasi concluso, la discesa punta al mare. Da dietro un’auto salta fuori un gattino scatenato. Ha deciso di farmi un agguato! E’ carino col suo collare rosso, cerco di fargli una foto. Poso il ginocchio del fotografo, e lui mi salta sulla spalla… Gratta il muso sull’obiettivo, non sta fermo un momento! Sì, lo so, anche io voglio giocare. Però il pranzo mi attende. E allora ciao, ci rivediamo quando ripasso di qua!

i colori del bosco le foglie a manina il sentiero di ghiande sembrano castagne, e invece...
il gatto giocattolone il gattino scatenato ciao gatto sei sulla mia spalla la mappa dei sentieri nascosti

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