Olanda bucolica

Oggi siamo arrivati in un posto bellissimo. Da utrecht siamo partiti per arrivare a
Ede (col treno). Poi con la bici abbiamo pedalato alcuni chilometri in mezzo ai campi nel sole fino al b&b vicino al parco nazionale Hoge Veluwe, che domani esploreremo pedalando tra i boschi. Durante il tragitto siamo finiti su una ippovia dal fondo sabbioso che ci frenava continuamente con effetti piuttosto ridicoli. Appena potremo inviare le foto ve ne accorgerete. La sera abbiamo mangiato al paese più vicino, Lunteren, e il ritorno in bici di notte al chiaro di luna ci ha messo in contatto con la natura.

Una tappa a Utrecht

Sabato mattina siamo arrivati, con una splendida pedalata nel sole lungo il fiume Maas e con il treno da Maastricht, alla cittá di Utrecht. Per qualche strano motivo, ci siamo arrivati proprio il giorno 30 maggio, momento in cui la cittá é in festa! Che fortuna!
La sera infatti si é svolto l’evento chiamto “la notte dei musei”, in cui tutti i musei non solo sono aperti fino a tardi, ma ospitano anche spettacoli di teatro, musica, danza e altro, il tutto in uno stile itinerante. Quindi noi, insieme a tutti gli altri, abbiamo passeggiato nella tiepida notte da un parco all’altro, da una sala espositiva ad una ex stazione ferroviaria, per godere delle varie iniziative.

In particolare ci hanno colpito i numeri di danza. Uno di questi si é svolto sul tetto di vetro di una sala che dava sul cielo blu notte: le ballerine, illuminate in modo particolare, volteggiavano sul vetro che spariva alla vista, in modo da far sembrare che le ragazze volassero. Che effetto!
Un altro spettacolo di danza é stato realizzato all’interno del museo di arte aborigena: i quadri ricchi di colore realizzavano delle splendide scenografie, che erano intonate ai costumi e allo stile dei ballerini.

Manca sempre il racconto della passata tappa alla ventosa e piovosa provincia dello Zeeland… seguirá appena possibile!

Pioggia vento e sole

Rieccoci qua, con una precaria connessione wi fi che richiede molta pazienza per la scrittura del post. Siamo al sole in terrazza col té caldo, presso il nostro bed and breakfast situato nella bucolica provincia di Maastricht. Per arrivare qui ieri le nostre capacità di orientamento sono state messe a dura prova. Il navigatore di Dado ci aveva portato all’indirizzo omonimo della frazione di paese sbagliata. Quando telefonavamo alla proprietaria del B&B per delucidazioni, le sue direttive ci risultavano incomprensibili (“prendete la via sgrrrchtl, poi dirigetevi verso la località di chrrrllktt…” il tutto con impronunciabili indirizzi olandesi che per noi era impossibile ripetere); alla fine è dovuta venire lei a prenderci, dopo la cortese mediazione di una commessa che le ha spiegato al telefono in che parte del mondo eravamo, in olandese forbito.

Dopo l’arrivo abbiamo visitato il centro di Maastricht, che stranamente non ha canali ma solo un fiume.
E così oggi siamo stati a Maastricht al museo di arte contemporanea, a girellare per il centro e a mangiare waffels che a Dado piacciono tanto.

L’altro ieri abbiamo fatto tappa nello Zeeland, a Middelburg, solo per un giorno piovoso del quale parleremo la prossima volta. La connessione è difficoltosa.

Dentro i mulini a vento

Ieri mattina abbiamo fatto una visita al sito di Kinderdijk, patrimonio dell’Unesco, che ospita una ventina di mulini del 1700 ancora funzionanti. In questo momento il sistema di pompaggio dell’acqua dei canali é affidato a motori diesel Stork e a pompe elettriche. I mulini sono in ottime condizioni e possono ancora funzionare come soluzione di emergenza, se necessario; occasionalmente vengono azionati semplicemente per i visitatori. Abbiamo potuto ammirare dall’interno i meccanismi, molto semplici, affidati a delle ruote dentate di legno, che sono state riparate solo per la sostituzione di alcuni denti, mentre altre parti, come l’asse di trasmissione principale (un bel tronco di quercia dal diametro 400 mm), erano ancora originali.

La sera siamo andati al teatro Lantaren Venster, dove si svolgeva lo spettacolo-workshop che ci era stato segnalato la mattina dai compagni di bed and breakfast: Roland, Agnes e Dianne. Un evento interessante! Contributi vocali e canori di una ventina di partecipanti, che si susseguivano emergendo da cori o danze di gruppo, con un effetto sfumato che nasceva dalla composizione, realizzata il pomeriggio stesso, dei pezzi di assolo di ciascuno.

davidaola a Kinderdijk Le ruote dei mulini sono di legno mulini di kinderdijk zoccoletti ancora in uso
occupare lo spazio coro in cerchio presso il pianoforte rapper solo

Oggi invece é stata una giornata di pioggia, come previsto, dunque ci siamo dedicati ai musei di arte contemporanea. Innanzitutto il Witte de With, dove abbiamo potuto apprezzare ad esempio le opere di Reineke Otten, “World Skin Color Maps”. La Otten rappresenta in modo astratto i colori della pelle presenti nei vari paesi su base statistica, e per il suo inventario ha usato dati tratti dal World Fact Book, da Internet, dai dermatologi e dalle ditte di cosmesi… l’effetto é illuminante!
Al Museo della fotografia di Rotterdam invece siamo andati a vedere, tra le altre, le foto di Ed van der Elsken, autore olandese di scene cittadine ambientate nella Parigi degli anni ’50.

Con queste mostre, oggi ho potuto trarre un sospiro di sollievo: nelle gallerie di arte contemporanea le autrici donne sono presenti almeno al cinquanta per cento, con lavori estremamente interessanti. Non come al museo di pittura classica Mauritshuis, dove la presenza femminile era zero (zero = 0!), quando invece c’erano pittrici dell’etá dell’oro olandese che avrei voluto vedere rappresentate, con le loro dettagliate nature morte che sconfinavano negli studi di botanica… Leggere “Women, art and society” di Withney Chadwick per approfondire!

Classification World Skin Color Maps Museo della fotografia di Rotterdam Parigi 1950

Da l’Aia a Rotterdam

Ieri ci siamo finalmente trasferiti, con una piacevolissima pedalata lungo i canali olandesi, per restar intrappolati nella nuova tappa olandese, quella di Rotterdam. Infatti mi sa che anche qui ci fermeremo per qualche giorno, in modo da visitare con calma i musei (chiusi di lunedí – e oggi é lunedí – quindi li aspetteremo fino a domani); in modo da aspettar che vada via la pioggia (attesa per domani); e soprattutto in modo da veder andar via la tosse da vento olandese!!!

Tra gli aneddoti citiamo: il traghetto a catena, per attraversare il canale con le bici (la catena andava manovrata a mano per trascinarsi dall’altra parte); il wafel con tanta tanta panna per il pranzo dolce di Davide; l’abbondanza di grattacieli a specchi nella cittá che ospita il piú grande porto d’Europa (e il secondo porto al mondo) che é Rotterdam; le signore che gestiscono i B&B, che sono tutte un poco strambe (attualmente siamo ospiti di una cordiale russa che ci ha preparato abbondanti palacinke per colazione); e le persone che si incontrano ai B&B. Oggi a colazione abbiamo fatto conoscenza con un gruppo di artisti, che la sera saranno impegnati in un teatro della cittá per delle perfomance musicali e canore. Probabilmente, giá che ci siamo, andremo a vederli anche noi.

Dado pedala sul canale bike forever palacinke russe Colazione affollata di artisti
Rotterdam verso il cielo I grattacieli di Rotterdam riflessi a Rotteerdam luce riflessa dalle finestre

un altro buon motivo per venire in Olanda

Il primo é che l’Olanda é il paese delle bici.
Il secondo é che ci sono i fioretti che piacciono a Palla.
Il secondo (per Dado) é che in Olanda si gioca molto bene ad hockey.
Oggi, siamo andati a vedere la partita Bloemendaal – Amsterdam, “gara due” di finale campionato (su tre).
Siamo arrivati con tre quarti d’ora di anticipo, e il campo era giá preso d’assalto dai tifosi. E per tifosi intendo famiglie al completo, dai bambini piccoli ai nonni. Tutti i bambini con il proprio bastone e la pallina, la maglietta della squadra e qualcuno con la sciarpa da sventolare.
Riusciamo a trovare gli ultimi posti liberi in un angolo della tribunetta. Ci saranno state circa tre-quattromila persone, direi un migliaio sulla tribuna e gli altri tutto attorno al campo, sui balconi della club-house e dietro le reti.
La partita, per la cronaca, l’ha vinta l’Amsterdam 3-2, con tre gol su corto del famoso Taeke Taekema, con il quale, dopo la partita, ho fatto una foto e mi sono fatto autografare il poster della partita.
La partita é stata molto combattuta e anche Paolina l’ha apprezzata facendo il tifo per l’appassionata squadra di casa.
Domani lasciamo finalmente Scheveningen e ricominciamo a pedalare verso Rotterdam.

Bloemingans riscaldamento Dado e Santi Freixa Dado e Taeke Taekema

Alla ricerca dell’orecchino di perla

Mentre Paolina lotta contro il raffreddore e la testa piena, siamo ancora a Scheveningen – nome impronunciabile anche per i tedeschi, tanto che la Resistenza olandese lo usava come parola chiave durante la guerra.
Ieri, giornata di festa olandese, erano tutti in spiaggia. Qualcuno in acqua. Ci sono anche giganti castelli di sabbia.
Da qui peró é facile arrivare al paese di Delft, semplicemente prendendo il tram urbano, che attraversando L’aia da est a ovest, arriva appunto al paese natale di Vermeer. Costui, famoso pittore del quale ieri abbiamo ammirato alcune opere tra le quali la celeberrima ragazza dall’orecchino di perla, é appunto il piú famoso cittadino del paese.
La sua fama oscura quella di una persona altrettanto importante, che é stato sepolto nella Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk). Si tratta di Antoni van Leeuwenhoek, padre della biologia contemporanea, contemporaneo di Vermeer, famoso per aver inventato il primo microscopio.
Dico a Paola: “in pratica sei davanti alla tomba di quello che ti ha dato il lavoro!”
Dopodiché giretto per Delft e per L’aia e ritorno al b&b.
Aneddoto: abbiamo ordinato, golosi, i poffertijes (o un nome del genere), una specie di frittelline, fatte con una pasta simile alle palacinke, in una brasserie di Delft. Checco ci aveva messo in guardia con la famosa inefficienza del servizio dei camerieri olandesi… e pure la guida Lonely Planet lo diceva. Ingannati dall’avvenenza della cameriera, ci siamo preoccupati solo dopo una mezz’ora che i dolcetti non erano arrivati. Ai quaranta minuti Paola é andata gentilmente a reclamare. Ai cinquanta é tornata e il cuoco ha fatto una faccia tipo ”ah sí, volevate i dolcetti, sí… quelle robe tonde, sí…”
Alla fine sono arrivati dopo 57 minuti dall’orario dello scontrino. Per fortuna erano buoni. Ma non abbiamo lasciato la mancia!
I canali di Delft I canali di Delft 2 ristorante tipico Poffetrejis
Oude Den Haag Nieuwe Den Haag riflessi Castello di sabbia
Nota: siamo parecchio a Nord. In questo momento sono le 21.15 e il sole non é ancora tramontato. Ci sará luce ancora fino alle 22 (e come dicevo a Fabiana ieri “ció, con tuta sta luce, ma chi paga el conto?”).
Il cielo é azzurro, gli uccellini fischiettano, e come sempre c’é vento. Poco, ma costante, non a refoli come la bora. Quella roba che ti fa venire il brividino quando passi dietro l’angolo dal sole all’ombra.

Arte olandese

Il quinto giorno di viaggio, giovedí, é stato caratterizzato da un grosso rafreddore per Paola. Ecciú! Evviva il vento dell’Olanda! (si fa per dire).
Dopo una colazione da re, abbiamo deciso di fissare il B&B presso L’Aia per un paio di notti, accantonando le bici per un po’.
É stato dunque il giorno dei musei: il Maurithuis (che conserva opere di Vermeer, Rembrandt, Rubens e Van Dyck) e il museo Escher (non solo rompicapi a incastro, ma anche grafica incisoria sopraffina). Una esperienza che fa venir voglia di essere a nostra volta artigiani creativi!

Colazione da re Mauritshuis La ragazza con l'orecchino di perla palla al museo Escher
Pineta Costruzioni di Escher Pond Escher

Fiori, dune e amici

Il quarto giorno di viaggio, mercoledi’, e’ stato ricco di tappe.
La mattina, al parco di Keukenhof. Anche se la fioritura era in versione ridotta (era il penultimo giorno prima della chiusura), a noi e’ bastata per sfogarci con le foto in quantita’. C’era la “esposizione di gigli piu’ grande del mondo”, e in compenso non abbiamo incontrato la ressa di gente dei giorni di apertura (che, ci hanno detto, arriva a formare file lunghe fino all’uscita dall’aeroporto).

tulipani screziati campanelle in quantitá la piú grande esposizione di gigli al mondo fiori esotici

Il pomeriggio l’abbiamo passato pedalando tra le dune di sabbia ed erba del lungomare tra Lissa e L’Aia, raggiungendo quota 100 km di viaggio in bici.
Ecco un tipico dialogo tra ciclisti in queste occasioni:
P: Devo dire che son piu’ comoda ora sulla bici, rispetto a prima che giravamo a piedi…
D: Ovvio, perche’ te ga el cul pozádo…

campi di ex papaveri il mare del nord Pedalando tra le dune Ritrovo da Fabiana

La sera l’abbiamo passata a casa della nostra amica espatriata Fabiana: un vero ritrovo tra triestini e olandesi, ottimo per raccogliere spunti su come proseguire il viaggio e su cosa vale la pena visitare. I suoi, in visita anche loro, ci hanno preparato una cenetta deliziosa. Slurp! E grazie!

Formaggio con le fragole

Il terzo giorno di viaggio, martedi’ 19, e’ stato dedicato al trasferimento e alla programmazione del viaggio. Quaranta chilometri di pedalata da Amsterdam a Lisse, a destra campi di patate e a sinistra nuvoloni incombenti che per fortuna non si sono mai fatti troppo vicini.
Pranzo veloce a meta’ pedalata, con fragole e formaggio recuperati a uno spaccio. Pernotto in un bed&breakfast delizioso e sperduto, tra le mucche, le pecore e gli uccelli numerosi.

Dopo cena, al ritorno da una visita al mulino vicino col tramonto della tarda sera, abbiamo fatto conoscenza col proprietario del B&B, un fotografo professionista di nome Martin. E’ sua la foto del primo invito al parco di Keukenhof, di sedici anni fa: una immagine di tulipani in gruppo, alcuni cadenti e altri che curvano verso l’alto; non come le solite foto di fiori disposti come soldatini super diritti, che gli vengono chiesti dai venditori di bulbi.

pranzo fragole e formaggio molti segni per le bici mucche vicino al B&B B&B in mansarda
il nostro primo mulino Tramonto a Lisse canali vicino al B&B Martin