Cosa ci lascia il 2008

Oggi sono andata a trovare Franci, prima della sua partenza per la festa di capodanno a Verona. Mentre lei preparava la valigia, la gatta Gigia si piazzava nell’occhio di bue del raggio di sole che entrava dalla finestra rotonda.
Abbiamo contato le tessere della tombola: i numeri c’erano, tutti.
Mentre posizionavamo le tessere sul tabellone, le ho chiesto: raccontami una cosa che ti è piaciuta del 2008.
Allora Franci ha cominciato così: “Il mio lavoro come tirocinante in ospedale mi dà delle soddisfazioni: mi permette di aiutare le persone. Ti ricordi di quel paziente che, a causa delle lesioni al cervello, non poteva più parlare? E’ migliorato molto, può ricominciare a condurre una vita normale. Ora parla di nuovo, a meno di alcune imprecisioni, grazie agli esercizi di riabilitazione. Le aree del cervello circostanti erano in condizioni abbastanza buone da poter portare ad una compensazione.
Per analizzare questi casi, somministro test neuropsicologici; quando ascolto gli errori e i risultati positivi compiuti dal paziente durante il test, posso fare un’analisi linguistica che è più precisa della immagine delle zone del cervello coinvolte. Sono meglio di una TAC”

Cilla e Palla

Cose di classe

Ieri sera c’è stato il ritrovo natalizio con i miei compagni di classe, organizzato in occasione dei rientri a casa per le feste. Quando si è con loro, si possono vedere cose che voi umani non potreste immaginare.
Ho visto Renzo che parlava col pesce dell’acquario nel suo stesso linuaggio muto, per completare la performance di una giornata intera a cammninare sulle ciaspole. Ho visto Ambra che correva leggera con le scarpette a punta e il cappello a pon-pon gigante, sfidando Borat, il dio Kazako della Bora. Nel frattempo Fabio e Davide facevano slalom in salita, schivando il mattone abbandonato sul buco (quello della serie “pezo el matton del buso”). Giolo non ha pianto sull’acqua versata (anche se abbiamo tentato di punirlo non dandogliene più) e Manuel ci ha raccontato dell’impresa in cui ha bevuto per scommessa sei litri d’acqua in un colpo solo: dove l’avrà messa, tutta quell’acqua? ghe xè entrada l’acqua fin nei pei?

a tu per tu col pesce

L’ultima pedalata prima del freddo

Ieri siamo andati a fare un giro in bici su per le alte, Davide ed io.
Volevamo prendere il tram, ma ce lo siamo fatto sfuggire sotto il naso, e c’era anche un gruppo di ciclisti già in attesa del successivo: restava posto libero appena quaranta minuti dopo.
Decidiamo allora di partire per la scalata dell’altopiano direttamente da casa: su per strada del Friuli, quasi un’ora di pedalata per una lenta ma inesorabile salita. Il tempo totale comprende le pause per le foto: arrivati quasi in cima, si è dispiegato davanti ai nostri occhi il mare coperto da un tappeto di nuvole basse: sembrava di essere su un aereo, uno spettacolo mai visto.
Il percorso in bici successivo si è snodato attraverso il bosco Fornace e il bosco S. Primo: un breve tratto del Percorso Natura che collega Prosecco a Santa Croce; con premio finale: pranzetto in osteria.

Dado in bici bosco s. primo campetti del Carso nuvole basse sulla città
nuvole sul mare

In bici a Marano

Domenica scorsa, dopo settimane di brutto tempo, finalmente sono tornata in bici.
Ho seguito l’itinerario del libro “Bicicletta in FVG vol.3 cap.1: tra boschi planiziali e laguna, Muzzana del Turgnano e Marano Lagunare”. Per cui, treno fino a S. Giorgio… e via!
All’inizio del percorso, attraverso per un breve tratto la Selva d’Aronchi presso Muzzana. Ai lati del sentiero sono state scavate delle canalette in cui far concentrare l’acqua che, nelle zone ex paludose, si accumula facilmente.
Le pozze più all’ombra hanno il pelo dell’acqua ghiacciato, e le bolle d’aria vi danzano sotto formando arabeschi. Le zone acquatiche più al sole, sul sentiero, riflettono il blu del cielo, sono come occhi della strada.

bosco umido alberi ed acqua foglie d'autunno in bici nel bosco
sotto il ghiaccio bolle d'aria che danzano sotto il ghiaccio bande d'oro e blu uno sguardo sulla laguna

Cerco gli scorci sulla laguna, attraverso il canneto. Imparo ad evitare di camminare sull’acqua, scegliendo i rametti ghiacciati che scricchiolano più vistosamente sotto le scarpe, che sono comunque diventate color del fango.
Raggiungo Marano avvistando uccelli acquatici e affiancando zone di pesca presso riserve ittiche, e sento spesso ruomori di spari, o vedo cani da caccia che precedono i loro padroni.
Tappa obbligata al centro pedonale di Marano, dove pranzo in un’osteria tranquilla con lasagne ed insalata.

intrufolandosi nel canneto dritti nel plotch riflesso vibrante ci sono io ed un'anatra che scappa sull'acqua
arrivo a Marano riserve di pesca in laguna le nuvole nell'acqua il cielo catturato

Torno a Muzzana. Mi dico: chissà se riesco a trovare Marco, un mio vecchio compagno di università. Comincio così una caccia al tesoro: non ho nessun riferimento a parte il suo cognome, ma comincio bene, perchè già al primo incontro riesco a farmi indirizzare verso i suoi parenti.
Di domanda in domanda, passo da un capo all’altro del paese, fino ad arrivare davanti a quella che dovrebbe essere casa sua, col cane che abbaia, quando inaspettatamente… il cancello si apre davanti a me! Le chiacchiere girano rapide in paese, e la voce del mio arrivo mi aveva preceduta!
Trovo dunque Marco, che fortunatamente in quel momento era a casa, e vengo accolta con gubana e tè caldo. Gli rimando i saluti anche da qua, fino alla prossima occasione.

Il momento di Ambra… e i suoi retroscena

Sabato scorso c’è stato un bel ritrovo di classe allargato. Rientro di compagni espatriati, arrivo di pupetti e consorti… Eravamo tutti assieme per l’occasione della laurea di Ambra. Un evento in cui lei si è dimostrata disinvolta come ai tempi in cui era capoclasse, stando a quanto si dice nel suo cartellone.

Nella settimana precedente, per preparare gli scherzi, i regali e i collage di foto dedicati all’occasione, c’è stato il tipico scambio di mail e telefonate dalle varie parti del mondo (con Lalla super attiva da Monfalcone, chè Monfalcon xè una nazion).
La sera della composizione cartellone, Daniel Poltergeist ha collaborato pisolando tranquillo sul lettone di Davide; Erica ci ha descritto la sua posa nel sonno come modalità “Cristo di Rio de Janeiro”, braccia allargate e palmi verso l’alto… (altrimenti c’era la variante “cactus”, con i braccini all’insù).
Nel frattempo Renzo, ai pennarelli, mi dava della “scimmia”, quella di 2001 Odissea nello spazio, irosa di fronte al monolite nero che era il mega schermo gigante TV del prof Dave Martins…

il momento della laurea La neo laureata Ambra e i cartelloni Amba ben conzata

Erica alle forbici Ambra da piccola nella pancia della sua mammina Paola al collage daniel poltergeist
ritrovo di classe

Il mondo visto attraverso una lente

La scorsa domenica ero al mercatino di piazza S. Antonio.
Alla bancarella dell’Ungheria, Dado mi passa uno strano oggetto cilindrico, una specie di cannocchiale.
Provo a guardare e… l’immagine davanti a me si frammenta in mille tessere lucenti!
Era un teleidoscopio: un oggetto fatto a mano, secondo il principio del caleidoscopio, cioè dell’immagine moltiplicata grazie agli specchi disposti a triangolo. La cosa bella è che attraverso il tubo si poteva guardare il mondo esterno… sì, il mondo catturato nel tubo di specchi, fatto a pezzi di cristalli di neve!
Irresistibile.

immagini del teleidoscopio

Contributo uguale da entrambi i generi

nuvole cucite nuvole infiltrate luce radente nuvole voraci

Torno stasera da una trasferta di tre giorni a Helsinki.
Helsinki è bella, mi sarebbe piaciuto visitarla. E invece no. Chiusa in un albergo vicino all’aeroporto, dovevo sorbirmi riunioni fiume e colazioni o cene di lavoro sempre con la stessa comitiva. Fuori buio, neve, e niente margine di tempo per raggiungere il centro città. Stavo come su un’astronave. Franci mi ha detto: “Pensa che quell’astronave sono io, e che tu sei un’astronauta…”. Questo mi consolava. La sera, prima di dormire, giocavo alle ombre cinesi con la lampada da tavolo.
Ho fatto solo un po’ di foto dall’aereo durante il viaggio d’andata.
E ho avuto conferma d’essere effettivamente sbarcata in Finlandia quando, presso i bagni dell’aeroporto, ho visto che c’era il servizio fasciatoio per accudire i bambini anche nel bagno degli uomini.

servizi

Domenica d’inverno

Domenica scorsa c’era vento, ma la voglia di stare all’aria aperta era troppo forte.
Dado ed io, stringendoci nei cappotti, siamo andati a passeggiare a Barcola e a Miramare.
Siamo andati a trovare il papero: al laghetto dei cigni il nostro amico adottivo era in piena forma, ciarliero, col piumaggio elegantissimo e cangiante. Per chi non lo conoscesse, l’uccello acquatico più bello e minuto del laghetto dei cigni, di specie orientale, è stato portato a Miramare da noi (l’ha consegnato Davide in persona) dopo ritrovamento da parte di Francesca per la strada, e dopo una sua breve permanenza in una piscinetta gonfiabile a casa dei miei.
Tornando indietro a piedi in attesa del bus, vedevamo il mare che cambiava colore col passar delle ore. Grigio metallo, verde spazzato dal vento, blu del tardo pomeriggio… Sempre ampio, alla nostra destra.

in volo il mare a miramare il mare d'inverno
dado d'inverno Dado al calduccio nella cabina davidaola rossogialloblu
il nostro amico adottivo