Spilimbergo dalla sera alla mattina

spilimbergo alla sera spilimbergo alla mattina colazione a spilimbergo il fuoco secondo Dado

Ho la sensazione di aver dimenticato delle cose a Spilimbergo.
Lo spazzolino da denti? Il sacco a pelo? Le foto nella Pentax-Sigma di Leo?
La luce della finestra sull’orto, che si riflette negli occhi durante gli esercizi di ritratto?
Il pandoro abbrustolito sulla stufa? Il rotolone al radicchio rosso ciuffo lungo e cespo tondo mescolati?
Devo tornare lì.
Se poi il luogo cambia, sono sicura che la sensazione resta uguale.
Quella di un posto dove al risveglio gli amici ci sono ancora.

clara manu

Prospettiva anno nuovo

Oggi abbiamo avuto pizza a pranzo. Siamo dunque a tre giornate di seguito a base di pizza.
Ieri sera abbiamo preso una pizza a casa con Michele e Federica, che non vedevamo con calma da un sacco di tempo, e che ci hanno regalato Neri Marcorè: grazie!!
Dibattiti seri e casalinghi appisolamenti: il clima giusto.
Federica ha tirato fuori una parlantina allegra e curiosa. La prospettiva di una casa nuova tutta per sè, che si rende ospitale proprio sotto capodanno, con la vista sul mare del 2008, deve averle elettrizzato i capelli.

fede mik e fed fotoboot telefono fotoboot mikele

Serata di classe da Davide

La definizione dell’identità di una persona passa per il suo riconoscersi in molti luoghi, gesti, gruppi. Uno dei miei gruppi di definizione è il gruppo dei compagni di classe, uno dei più longevi!
Proprio in questo periodo, in cui dico a me stessa che sto cambiando valori e punti di riferimento, ritrovarmi in mezzo ai miei compagni di classe è un modo per dare un orientamento a questo cambiamento.
Verifico i rapporti di forza e di genere quando sto in mezzo a loro, e li trovo ancora una volta, anche nella versione di oggi, equilibrati.
Una certezza rinnovata.

Tra i temi della serata: l’ateocefalo, che creatura è?
Dal topo all’uomo: in che capitolo del libro di storia era?
La TV: superflua al massimo o “l’amica di sempre”? (guardate qui cosa ne dice il web)
Perchè quando Giolo parla nessuno lo interrompe? (risposta: perchè non c’è Giolo ad interromperlo)

gruppo classe a natale 2007

Dal ritratto in poi

Per i disegni che ho fatto in questo periodo, il punto di partenza è sempre stata una foto, la cui autrice doveva essere rigorosamente una donna, anche conosciuta sul web, magari una mia amica che ritraeva le sue amiche. Uno sguardo di genere.

Io non mi ero mai cimentata col ritratto in fotografia prima d’ora, ma di recente ne ho avuta qualche occasione, con le luci giuste, che non è cosa da poco. Già: fotografare persone è più difficile che con gli altri soggetti, ma i criteri di composizione e illuminazione possono essere gli stessi.
Tutto questo, per avere delle foto mie da cui fare i disegni.
Ecco, devo dire che la sensazione è decisamente diversa.
Trarre disegni da foto fatte da me mi fa sentire il soggetto molto più vero.
teresa

Natale senza confini – Bozic Brez Meja

Lo scorso 22 dicembre abbiamo preso parte ad un’iniziativa dedicata alla caduta dei confini tra Italia e Slovenia: il giro in bici dei sentieri, dapprima interrotti e invalicabili e ora ricongiunti, atraverso l’ex confine di Gorizia, caduto da due giorni. Erano presenti rappresentanti delle associazioni Fiab – Ulisse – Ruotalibera di Gorizia, Trieste, Udine, Pordenone, Codroipo, Sacile, ecc. ecc.!!

Il giro è iniziato su stradine asfaltate minori e poi è continuato su sterrato e tra i campi. Alla prima discontinuità su un cavalcavia c’era chi chiedeva: “Era questo il confine?” oppure: “Ma il confine ora tolto, lo si vede da qualche segno rimasto?”. E invece il confine non era lì, non era ancora stato raggiunto. Parecchio più avanti, un segno: un cippo. Lì il confine c’era stato, ma ci sarebbe scappato se uno più esperto tra le guide non ce lo avesse indicato. Quello è stato il luogo adatto per una lettura di rito da parte di Emilio Rigatti: “Confini blu”. Poi, continuando a pedalare in terra slovena, sono venuti: campi nel sole, un gelso ultracentenario, e tutto sommato la continuità del paesaggio.

L’esperienza è stata tutta nostra: il confine ineffabile. Se non ci sono altri che te lo posizionano, vedi che non c’è.


senza confini - Brez Meja

Una storia che è una partita a scacchi

Oggi ho finito l’ultimo libro della Harris che, grazie ad Ambra, avevo sentito recensire dalla diretta voce dell’autrice un anno fa, quando siamo andate a incontrarla al pordenonelegge. Ambra, che le aveva chiesto un autografo, avrebbe potuto conservare una foto ricordo del momento, se la sua macchina fotografica nelle mie mani non si fosse scaricata proprio in quel momento (batterie infide).
Effettivamente, questa lettura meritava. Era palese, l’insight, l’occhio da esperta dell’ambiente, che l’autrice aveva: la storia era ambientata in quello che era stato il suo luogo di lavoro per dodici anni, una scuola maschile. “Gentlemen and Players“, l’ho letto in lingua originale (la traduzione del titolo in italiano è spaventosa: “La scuola dei desideri”), ed ecco cosa dice l’autrice di quell’ambiente sul suo sito:
“Women teachers were few; political correctness was at a minimum.
For a writer, it’s a perfect environment. It’s invigorating; intensely sociable; riddled with the unexpected.”

Buono per potercisi identificare.

Monte sei busi in bici

Venerdì mattina, dopo molti giorni di attesa, è finalmente tornata fuori una buona occasione per una gita treno bici. Giornata fredda (temperatura in discesa sotto i dieci gradi), ma cielo lipido e sole: perfetto.
Stazione, biglietto, macchinisti Furio e Ciccio che mi attaccano bottone, e arrivo a Monfalcone. Passo a salutare Rosa che smonta la mostra con l’ultimo mandarino in mano, attraverso un corteo di bandiere sindacali in sciopero, e vado a comprare la cartina Tabacco del Monfalconese, meditando un itinerario Ronchi – Doberdò. Il libraio mi suggerisce un percorso: strada statale 15, dopo la prima curva con la piramide si va a sinistra nello sterrato. Seguo il suggerimento: inizio il giro tra i sassi e i saliscendi della via lungo il metanodotto. Il primo tratto non è bello, pieno di antenne, ma poi si arriva al Monte Sei busi e alla Trincea dei Bersaglieri, postazione che permette di vedere da un lato il mare e dall’altro le alpi. Da lì lo sterrato si fa più largo e dolce, e mi permette di arrivare (involontariamente!) fino a Doberdò, che era quello che avevo in mente, risbucando sulla SS15 da utilizzare poi al ritorno.
Come la dritta sull’itinerario, anche il suggerimento su dove trovare la carta Tabacco (che a Trieste non era reperibile) l’ho raccolto tra gli incontri casuali. L’esplorazione contiene anche questo: la raccolta sulla via di informazioni altrove introvabili.

monte sei busi

In bici senza confini

Ricevo e pubblico: diffondete! Noi ci saremo!!

Carissimi, queridos,
Il 22, sabato, ci sarà una pedalata sconfinata tra Italia e Slovenia per strade secondarie, per celebrare la caduta del “muretto”, attraversando per la prima volta tutti quei sentieri tagliati dal fil di ferro o da una sbarra con finanziere\granicaro a guardia dei rispettivi sacri suoli. Si parte alle 14 dalla stazione FS italiana di Gorizia e i km sono 24, tutti in pianura. Mi sembra una cosa molto bella e storica, io ci vado con molta emozione. Ho spedito la mail anche a chi non potrà venire perché vive lontano, così approfitto per fare gli auguri di buon natale a tutti. Ecco: buon natale a tutti! Felices pascuas!
Emilio Rigatti

itinerario senza confini

Questo in figura è in linea di massima il percorso di km 24.
Treni di ritorno dei partecipanti che partono da Gorizia: alle 16.50 per UD-PN,
alle 17.15 per TS. L’importante è non perderli!
Se noi partiamo dalla stazione alle 14:00 – 14:30 ce la facciamo in due ore? Credo di si! C’è un po’ di sterrato e quattro scalini, di numero, da farsi sotto il muro di cinta dell’ospedale civile di Gorizia per raggiungere la ciclabile in Slovenia.
E’ molto interessante il pezzo da Peci – Rupa a Sempeter sia per l’ingresso in Slovenia a Miren che per la presenza della struttura museale più piccola al mondo! Se dovesse piovere il giorno prima, dovremmo modificare il tratto dalla Campagnuzza – Sant’Andrea a Savogna, passando per strade asfaltate.
Ciao a tutti.
Nevio Costanzo
Alberto Deana

MovieMesh

Quando il grande cinema incontra la grande musica…
Si scopre da dove nasce il nome dei Jennifer Gentle.
Jennifer Gentle è un personaggio citato nel pezzo dei Pink Floyd, “Lucifer Sam”.
Sulla musica di Lucifer Sam, sabato pomeriggio, è stato girato il materiale per il video di Miry, opera prima per la sua seconda laurea in Musica e Nuove Teconologie.
Nell’attesa dell’uscita del lavoro di Mirella, ecco a voi le foto del cast, e un po’ di backstage nel video: “On the set of Lucifer Sam”.

mirella teresa annalisa roberta
adriana the fatal blonde il cast matteo