Un’ora a Roma EUR

Ho appena mangiato delle linguine ai calamari con pesto, nocciole, menta. Il pesto e le nocciole non si vedevano.
Domani torno.

l'ala del museo dell'lato medioevo la mostra sull'EUR Palla in viaggio il colonnato del museo dell'alto medio evo
La stele al centro dell'EUR davanti al palazzo dei congressi verso il palazzo della cultura italiana il palazzo dei Congressi - ingresso

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Un’ora libera a Marsiglia: il borgo “le Panier”

raggi sui mattoni marsiglia di sera Marsiglia di giorno il motto della Francia
a Marsiglia, il sapone la cisterna ora galleria d'arte ed il gioco delle bocce un poco di bucato
il borgo Le Panier Colori sulla via scalinata un poco storta vasi alle finestre

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Una settimana in Grecia – 3

Domenica mattina torno sulle scelte classiche: visito l’Acropoli.

La prima sensazione che mi coglie durante la salita, e’ che da li’ si gode una magnifica vista sulla citta’: Atene si estende per tutto l’orizzonte.
La seconda idea che mi faccio, mentre incolonnata sul sentiero mi accodo ai turisti di tutte le nazionalita’, e’ che la visita al Partenone sembra una sorta di pellegrinaggio, un rito.
La terza cosa che noto, appena arrivata sulla sommita’, e’ il rumore continuo della bandiera greca schioccante al vento: uno stendardo orgoglioso.

Mi metto dunque, per un paio d’ore, a passeggiare tra le pietre antiche.
C’e’ scritto “non toccare i marmi“, e in effetti si vede che sono freschi di restauro. Nonostante questo, mi permetto di posare l’occhio della macchina fotografica a piacimento, sui quadroni delle travi, sui capitelli dorici (e talvolta ionici), sullo sfondo del cielo a squarci blu, a tratti nuvoloso incombente.
Venature di pietra, rocce numerate in codice, colonne in sequenza, quattro cariatidi, fiori tra i massi.
I colori della citta’ distesa a tappeto sembrano intonati a quelli dei marmi.
Le fitte intelaiature del restauro in corso tradiscono un continuo metter mano alla struttura, l’averci un rapporto intrusivo mai esaurito.

odeon attico di erode partenone and the sky la bandiera schioccante atene vista dall'acropoli
lavori in corso intravista sulla citta' pietre su pietre cariatidi
colonna svettante ingresso al Partenone il portale d'uscita le persone sul cocuzzolo

Quando esco dal portale monumentale, noto l’iscrizione che cita le parole di Pietro IV d’Aragona, datate 1380: “il castello di Atene e’ il gioiello piu’ prezioso del mondo“.
Mi volto indietro e rientro a vedere ancora una cosa. Faccio un secondo giro.
A quel punto, mi accorgo che le forme e le tinte mi sono diventate familiari. Le ritrovo e riconosco, ho instaurato un contatto col luogo, col suo ritmo, la sua vicenda storica.

Non pensavo che sarei rimasta colpita.
E invece anche per me il rito si e’ compiuto.

Partenone la colonna

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Una settimana in Grecia – 2

Sabato mattina ho girato per musei nel centro di Atene.
Come prima cosa, sono andata al museo nazionale di arte contemporanea.
Se avevo il dubbio che cominciare dal punto estremo del presente nella culla dell’antichita’ occidentale fosse una scelta originale, andando li’ ne ho trovato la conferma. Dal museo nazionale di arte contemporanea mi aspettavo che fosse il piu’ grande del paese nel suo genere, e invece mi e’ sembrato decisamente piccolo. Esponeva quattro tra autori e autrici, mi pare quasi esclusivamente greci, si ampliava solo nel sotterraneo, e non aveva esposizioni permanenti.
Eppure mi sono piaciuti molto.
Li ho visti giocare con l’incrocio tra presente e passato.
Ho scoperto che “arte” in greco si dice “techne'”.
Una fusione interessante.

E poi ho girato l’angolo, e sono andata al museo bizantino.
Mi domandavo, cosa ci sara’ nel museo bizantino.
E li’ ho trovato l’esplosione di una storia bimillenaria.
Tutta rivisitata dal punto di vista di una frontiera sempre in mutamento. Il nodo tra oriente e occidente, e in certi periodi della storia di Bisanzio, pure un cuore centrale pulsante.

Cito dai pannelli espositivi i riferimenti a due dei tanti momenti di transizione.

“Atene, con le sue scuole di retorica e filosofia, rimase un centro della cultura classica e una fortezza del paganesimo per almeno due secoli dopo il riconoscimento ufficiale del Cristianesimo (AD 313).
Come parte di un processo di decontaminazione dei luoghi dove idoli venivano precedentemente adorati, molti templi antichi vennero convertiti in chiese cristiane.
La prevalenza del Cristianesimo attraverso le province dell’impero prese piede quando il mondo antico e le sue strutture religiose avevano gia’ cominciato a mostrare segni di cedimento, i templi cominciavano ad essere abbandonati dai loro precedenti praticanti e questa debolezza veniva esacerbata ulteriormente dagli sforzi dello stato di sopprimere l’idolatria.
Il Partenone, il simbolo preminente del mondo antico, ha vissuto la trasformazione in basilica, con tre corridoi, una galleria e un battistero. Questo avveniva nel sesto secolo. Danni significativi sono stati portati alle decorazioni scultoree del Partenone dagli aderenti della nuova fede. La chiesa divenne un importante santuario della Vergine, attranedo pellegrini da lontano.

La conquista graduale del territorio Bizantino dai Veneziani (tredicesimo e sedicesimo secolo a Creta, Cicladi, Cipro, Peloponneso e isole Ionie) fu un fattore che contribui’ all’emergere di una nuova realta’ politica nel Mediterraneo. Esercitare controllo sul Sud-Est Mediterraneo era enormemente importante per scopi commerciali, e per l’immagine internazionale e il prestigio della Serenissima.
Nei primi secoli di questa fase il controllo veneziano era stato duro per la popolazione greco-ortodossa, e quindi ci furono reazioni violente (ad esempio, la serie di rivolte di Creta del quattordicesimo secolo). Successivamente, le differenze furono appianate. Dalla fusione risultante, emerse un sistema misto di governo e una cultura composita greco-veneta, che si posizionava tra il mondo greco ortodosso e le culture occidentali.
Le biblioteche veneziane fecero proprie raccolte di volumi gia’ accumulate nel mondo orientale e, tramite questi, acquisirono conoscenze tecniche e immaginifiche
.”

Mentre leggevo questi testi, nella parte dedicata ai libri miniati potevo ammirare un antico tomo dal testo greco, decorato con carta pavonata fiorentina, riprodotto da un editore della repubblica di Venezia.

La transizione che mi ha colpito di piu’ e’ stata quella della fase di crollo politico dell’istituzione bizantina, in cui pero’ la sua cultura era al massimo della fioritura e influenzava ampiamente il pensiero successivo.

Non c’e’ che dire: a volte e’ molto piu’ interessante puntare gli occhi sulla frontiera dove passano i flussi della contaminazione, piuttosto che al centro di una categoria monolitica.

il lusso della Golden Hall cena serale in terrazza ingresso alla Golden Hall sottopassaggioo verso la Golden Hall
fotocopie dirette da materiale il pittore dei rapporti umani Palla al museo l'immancabile capitello
Icona del profeta Elia e scene della sua vita. Corfu, seconda metΰ del 17esimo secolo. libro antico grecoveneto museo bizantino, Atene autoscatto Palla

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Una settimana in Grecia – 1

In questo momento sono in albergo in Grecia, ho passato qua una intera giornata di lavoro (la prima di una lunga settimana che spendero’ “incastrata” ad Atene).
Gia’ ieri sera al mio arrivo avevo scoperto che nell’albergo non c’era una postazione pc accessibile al pubblico: tristissima condizione, se la settimana davanti a me doveva continuare cosi’: gia’ sentivo arrivare la crisi di astinenza!
Ma poi la ragazza alla reception, mossa da pieta’, mi ha prestato il suo laptop, e mi ha permesso di portarmelo in camera, dove c’e’ la connessione wireless… “Tiello quanto vuoi, io sono di turno qua fino alle unidici di sera“, mi ha detto.
E cosi’ ora sono di nuovo on-line, che pacchia!

Ieri durante il viaggio sono passata come al solito per l’aeroporto di Monaco. Ora lo conosco cosi’ bene che so anche dove posso trovare la frutta sfusa non a 2,50 euro al pezzo (come propongono nei bar piu’ centrali del terminal) bensi’ a un euro al pezzo (nella direzione delle porte d’imbarco piu’ lontane).
Dopo un po’, mi sono messa in fila per salire sul volo per Atene. Ho continuato a leggere il giornale in piedi, tanto c’era un po’ da attendere. Il mio quotidiano aveva, come molti altri giornali, i titoli della prima pagina centrati sulla crisi finanziaria greca. In quel momento, mi sono sentita in imbarazzo: le persone attorno a me parlavano prevalentemente in greco, e le loro questioni risultavano spiattellate davanti a tutti.

Oggi ho pranzato in una taverna tipicamente locale.
Moussaka, pomodori ripieni, feta e insalata greca.
Decisamente piu’ buoni di quelli che si possono trovare altrove.
Mi hanno ricordato le vacanze in Grecia di quindici anni fa, in un paesino in cui mi ospitava Joanna. La mamma del suo marito, capitano di nave greco, ci portava il feta fresco, appena fatto dal latte delle sue capre: sotto la pergola di vite, il formaggio arrivava che era ancora morbido e tiepido.

Mangiare della frutta all'aeroporto di Monaco tutti i giornali parlano di loro I colori della sera dall'aeroporto di Atene la vista degli edifici di fronte a me

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Di nuovo in volo (ma per poco)

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Oggi ho preso l’aereo, con destinazione Atene via Monaco, per una tappa di un giorno e mezzo. Erano sei mesi che non viaggiavo per lavoro, e probabilmente nei prossimi tempi la media delle trasferte non aumenterà.
In questo periodo il mondo attorno a noi sembra cambiare abbastanza velocemente. Forse si riescono ad osservare delle differenze già rispetto a sei mesi fa.

Appena arrivo in aeroporto a Ronchi faccio la mia consueta tappa al bagno delle donne per il trucco. Di solito incontro sempre diversi colleghi, per cui anche se mi muovo da sola preferisco mantenere uno stile formale. Questa volta, però, la precauzione trucco è risultata superflua. Appena entro nella sala d’imbarco, non trovo nessuno che conosco, neanche di vista. E devo dire che, come ulteriore differenza, mancano quasi del tutto i viaggiatori di tipo “business” (solitamente, sono la maggioranza in orari settimanali), quelli inconfondibili per l’abito scuro e le valigie leggere. E’ evidente l’impatto di recenti direttive aziendali (di cui ho sentito l’effetto anche io) che impongono la riduzione drastica delle spese di viaggio.
Questo però non significa che il volo sia vuoto. Molte persone vestite in modo informale sono presenti, e (ulteriore cosa insolita), più di metà sono donne, sole, o accompagante da bambini piccoli (una novità più marcata, fuori dal weekend).
Alcune fanno conoscenza tra loro. Una donna che sento essere perfettamente bilingue, dice alla vicina in un italiano appena segnato da un “duro” accento, che sta sta andando in Austria dai genitori.
Io mi domando quale sia il tipo di viaggiatori che ha fatto massa oggi, al posto di quello che tipicamente incontravo sei mesi fa.

Prendo due quotidiani, si decolla.
Leggo dati ISTAT su Repubblica. “L’italiano medio è donna“. “Nelle famiglie italiane, amanti della buona tavola, resiste una <<cucina di casa>> del tutto scomparsa in molti paesi d’Europa“.
Fuori dal finestrino, il paesaggio è imbiancato di neve. I laghi sono coperti da un foglio di ghiaccio che ogni tanto concede qualche crepa elegante.
Violenza in Egitto“. La foto sul Financial Times mostra carri armati, grosse pietre in volo sopra le teste di manifestanti. La didascalia le chiama “volleys of stones“. Fino a ieri, la parola “volley” per me era stata associata solo allo sport.

Sbarco a Monaco, controllo come prima cosa il pannello degli orari per il volo successivo. Ho due ore di attesa, posso stare tranquilla.
Un unico volo della lista lampeggia, diverso dagli altri, perchè cancellato. E’ quello che avrebbe portato al Cairo.

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Un pomeriggio volante a Turku

Oggi mi sono svegliata alle quattro, ho preso tre aerei, ho fatto scalo a Monaco e a Stoccolma, e a meta’ pomeriggio sono arrivata a Turku.
Mentre mi avviavo all’albergo, vedevo i finlandesi di citta’ che mi pedalavano vicino.
E no, mi sono detta, anche io lo posso fare!
Ho liquidato i colleghi dicendo che non li raggiungevo per cena, e ho chiesto alla reception se potevo avere una bici.
Dopo tre tentativi, hanno trovato un servizio di noleggio bici ancora aperto.
Mi hanno fatto arrivare all’albergo una piccola bici senza cambi e con freno a contropedale, e mi hanno suggerito di visitare la riserva naturale dell’isola di Ruissalo.
Ben fatta! Giro acchiappato! Due orette di pedalata tra pecore, oche e canneti. E segnali che dicono: pericolo attraversamento renne…

aereo sas aeroporto di stoccolma pranzo in aeroporto spremuta e giornali
vista dalla camera d'albergo Palla in albergo occhio alci Palla in bici in Finlandia
isoletta verde di Russalo pedalare tra le anatre spiaggia a Russalo sabbia scura
dov´e´ Russalo angolino nascosto a Ruissalo chiesa di Turku bici con freno a contropedale

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I viaggi brevi della Palla volante

Un´ora di pausa ad Amburgo.
Mi fermo in albergo. Ascolto musica. Uscirò solo dopo, per cena.
L´attesa mi sembra sprecata.
A casa, i lavori i ristrutturazione procedono.
E vorrei usare il mio tempo libero là.

un tè anzi due solite luci solita pausa mix di moderno
piano superiore girando in aeroporyo lettere passando

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Ehl giornata 0

Stamattina sono partito da Trieste per arrivare a Rotterdam. Perché? Per vedere gli ottavi e i quarti dell’EHL Hockey, ossia la coppa dei campioni europea dell’Hockey. Dal vivo. Perché mi piace.
Adesso sono nel letto dell’ostello di Rotterdam (Paola da casa pubblicherà le foto man mano che gliele mando).
Sono partito solo ma ho già trovato compagnia: ho chiesto al tipo dell’ostello se sapeva indicarmi la strada dello stadio dell’HC Rotterdam. Mi risponde: “certo, l’ho appena spiegato a quelle ragazze lì…”.
Quindi sono andato ad intrufolarmi. Ho conosciuto tre di una ventina di tifosi dell’HC Reading (Londra o giù di lì), venuti a supportare gli amici giocatori. Una di questi, Mel, è la morosa del capitano. Gente importante! Insomma mi sono aggiunto al gruppo e domani mattina andremo insieme al campo a tifare Reading! Tra l’altro mi hanno detto che avranno tutti la maglia della squadra, le bandiere e una parrucca blu in testa!

Bon, a seguire, pensierini sparsi della giornata, con indicazione della zona di ispirazione.
Aereo Venezia-Amsterdam: Dove trovano hostess così belle?
Treno Schiphol- Leiden: Il navigatore satellitare segna come altitudine -8 metri. E probabilmente ha ragione.
Den haag: finestra-finestra (Paola ve la spiegherà)
Ristorante per la cena.
Menu:
Brian Adams – Everything I do
Lionel Ritchie – Johanna
Alan Parson – Eye in the sky
Roba scaduta negli anni Ottanta… Paola metti i video! A domani!

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addendum by Paola:
L’effetto “FINESTRA FINESTRA” è tipico delle casette olandesi visibili ai lati della strada. Chi volesse curiosare, potrebbe vedere attraverso la casa oltre-per-oltre, fino al cortile interno, grazie alla presenza di serie di finestre messe in parallelo sulle mura anteriori e posteriori. Di seguito è riportato un esempio.

casette di durgerdam

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Un’ora a Monaco Flughafen

Il breve viaggio a Parigi è finito.
Di nuovo levataccia, e sono in volo.
Mi ritrovo, come ai vecchi tempi, a Monaco aeroporto con tre ore di buco. Mollo il collega per un po’, e mi dirigo nella direzione più lontana. Mi domando: qual è l’anima di questo terminal? Giro per le zone più deserte… e dopo un po’ la vedo.
Quasi un bianco e nero.
E partono le foto.

simmetrie carrelli infiniti spazi vuoti e specchiati spazio bar quasi vuoto
l'ala più remota del terminal i cartelli dell'aeroporto bicchieri del tè in serie i bigliettini della Lufthansa
il bicchiere del tè Grafica a Monaco aeroporto seduto o in piedi Diversi colori in aeroporto

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