Gite naturalistiche

Ieri pomeriggio siamo stati a Carsiana, dove Annalisa con MiniW proponeva dei bei laboratori per bambini: acquarello con gli stampini di patate, e creazione di libri pop-up sulla catena alimentare.
nell’orto botanico ci siamo inebriati con il profumo della salvia officinalis e del lauro nobile.

La sera, dopo una cenetta in osmizza, abbiamo proseguito il giro con i Tutori degli Stagni.
Prima allo stagno di Banne, poi allo stagno di Repen, Gaia Fior ci ha spiegato il comportamento degli anfibi in questa stagione: tritoni, rane e rospi, che hanno cantato in un grande coro per noi sotto la luna.

Alla fine Diego ha detto: è stata una giornata molto avventurosa!

Repen di sera due rane

canti notturni a repen
(video con la registrazione dei canti della rana ridibunda)

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Lo stagno di Banne ghiacciato non lo avevo ancora visto

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L’uso del ghiaccio di una volta

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Nel giorno di Santo Stefano, siamo tornati allo stagno di Gropada, dopo otto anni che non lo visitavamo.
La giornata di sole invernale era calda, eppure la superficie dell’acqua si è rivelata ghiacciata, con lunghi cristalli a forma di stella.

Dal pannello del posto abbiamo letto che il ghiaccio sullo stagno si vedeva di frequente.
Oggi uno stagno rappresenta una risorsa ambientale, culturale, educativa e turistica. Un tempo però per gli abitanti del Carso gli stagni rappresentavano una risorsa economica diretta. Erano infatti fondamentali per l’abbeverata del bestiame domestico (mucche, pecore, capre, cavalli) e della selvaggina, per lavare i panni, per irrigare gli orti siccitosi e anche, se si asciugavano le cisterne, come risorsa idrica d’emergenza. Inoltre, gli stagni più vicini ai paesi fungevano da serbatoio d’acqua d’emergenza da cui far partire la catena umana di secchi per spegnere gli incendi. Ma erano anche piscina e luogo ricreativo per molti giovani che vi si rinfrescavano dalle calure estive.
Infine, date le basse temperature invernali, si formava negli stagni uno spessore di ghiaccio che arrivava anche ai 20 centimetri. Esso veniva tagliato in blocchi e poi conservato in cavità a forma di cisterna circolare, profonde dai 7 ai 10 metri, che prendono il nome di ghiacciaie (jazere o ledenice). Il ghiaccio non veniva venduto solo a Trieste, ma commercializzato in tutta Europa e caricato in botti di legno foderate con paglia su navi che giungevano sino in Egitto. Questo commercio fu però abbandonato agli inizi del ‘900 per la forte concorrenza del ghiaccio prodotto con i refrigeratori elettrici.”

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Lo stagno cambia sempre

Era più di un anno che non andavo allo stagno di villa Giulia.
L’ultima volta era in secca.
Ora sente le pioggie di quest’anno, ha riempito tutte e tre le vasche fino a un livello alto.

Nella quiete della mattina, non è passato nessuno.
Solo le libellule, il gocciolio del ruscello sulle rocce, i riflessi sui menischi d’acqua.

incroci d'erba il cielo di settembre molto verde sull'acqua lo stagno coperto di foglie
tappeto a luce riflessa foglie e acqua fino alla pietra occhieggia del viola acacie nel sole

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Molte farfalle al laghetto di Percedol

Anche lo stagno di Percedol ha la superficie d’acqua ridotta, diciamo di un terzo, in questo caldo agosto.
La zona di fondo scoperto si riconosce, secca in parte, e rivela un intrico di radici grandi e spezzettate.
Per arrivare ad una vista dello specchio, coperto da grandi foglie di ninfea, si deve attraversare il tunner di farfalle: flap flap! molte bianche cavolaie, e qualche grande paio d’ali punteggiate, del tipo marrone o anche arancio, ti passano davanti.
La conca stamattina era del tutto tranquilla: tutta per me, tra i segni verdi delle foglie che mosaicano il cielo, e le spazzolate orizzontali delle fronde ai lati degli alberi.

stagno di percedol piccola rete di radici nuvole gialle di fiori cavolaia in movimento
terra color caldo grandi foglie di ninfea il tronco del pisolo contrasti verdi

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Anche lo stagno ha caldo

Con un’oretta libera, sono tornata allo stagno di villa Giulia, giusto a far due passi, e mi dicevo: sarà sempre uguale, anche se è da tempo che non ci vado.
E invece no.
Il pelo dell’acqua era abbassato di trenta centimetri, la vasca piccola essiccata, e le piante acquatiche si intricavano troppo vicine, incurvate dalla calura.
Eppure, c’era sempre la brezza che scuoteva le foglie vibranti dei pioppi.
E il verde dell’erba, del bosco, delle bolle di schiuma nell’acqua.
Sarei rimasta ore sotto l’albero con la cicala incantata.

la frescura del bosco segni dei tronchi sentierino di sassi labirinti nei tronchi
geometrie naturali ceppo in riduzione occhieggia sulla pietra avvolto dall'erba
pelo dell'acqua tutto piante vasca piccola essiccata stradina del ritorno piante acquatiche in soffocamento

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Stanotte lo stagno di Banne me lo sono sognato

E stamattina, nella realtà, aveva un forte odore di erbe aromatiche.

lo stagno in primavera tante lumachine Allo stago di Banne con Diego giochiamo con l'erbetta!

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Diego è ormai un abitudinario dello stagno

Allo stagno di Villa Giulia, Diego si rilassa facilmente.
Con il cantilenare dell’acqua che goccia dalla cascatella.
Con il cadenzato rumore dei miei passi sulla ghiaia.

alla conquista del tetto vista d'insieme foglie acquatiche sullo stagno Diego in braccio a Palla

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Tornare a questo stagno è come tornare a casa

L’altro ieri allo stagno di Villa Giulia, oltre agli uccellini, le libellule e le ranocchie, c’era anche Diego!

cielo e alberi specchiati la ranetta sul sasso
la ranetta a mezz'acqua stagno di villa giulia
piedini di Diego allo stagno

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Stagno di Banne in autunno

Ieri pomeriggio mi sono presa un’oretta di libera uscita (così ha suggerito Dado).
Arrivata a uno degli stagni che conosco bene, non mi sentivo più la stessa, o almeno così mi sembrava.

Lo stagno invece non si fa problemi. Lui è tranquillo.
A prima vista immobile. Come sempre, placido, specchio delle nuvole.
Poi invece a guardarlo da vicino è tutto un brulichio: formichine, chioccioline d’acqua, foglie che galleggiano non immobili che formano minimi vortici e spezzano i riflessi.
La solita libellula gialla e blu fa il giro continuo delle sponde, e si ferma davanti a me ad ogni turno, ciao!
E poi arriva qualche goccia di pioggia a increspare la superficie, non occorre fuggire via, la pioggerella se ne va, e poi torna, e poi se ne va di nuovo, e per lo stagno continua ad essere tutto ok.

la pioggia picchietta sono tornata presso l'acqua
un fiore al centro riflessi e ninfee cerchi concentrici giornata plumbea
stagno di banne sì è un minimo di sentiero avvinghiamoci ma cosa mi dice questa forma?
un minimo di sentiero luci e ricci trasformazioni d'autunno rosa canina

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