Via Sottomonte con la nebbia

E’ domenica mattina, le previsioni della giornata sono di pioggia a rovesci, e per la settimana successiva freddo giù di molti gradi.
Non sembrerebbe il momento migliore per prendere il bus, scendere prima di Opicina nella nuvola di nebbia, ed infilarsi nel sentiero scivoloso coperto di foglie bagnate, presso via Sottomonte, sperando che il tempo tenga.

E invece il bosco umido, che condensa gocce d’acqua sulle piante come cristalli, ha sempre qualche sorpresa da regalare.
Una collana di zucche appese in serie lungo il recinto di un campo.
Il tepore del sentiero tra Piscianzi e Scala Santa.
I contrasti dell’erba verde e delle foglie giallo rosse.
E viti americane a volontà, che incorniciano con le loro fronde i portoni in ferro battuto.

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Da Villa Giulia a via dei Baiardi

muschio e foglie secche Palla e PiQ del verde all'improvviso colori dell'autunno
secco e fresco sentierino sopra lo stagno io ci sono vista da via dei Baiardi
molte foglie cadute dalle viti all'orizzonte la vite americana dei giardini pedicelli di vite

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Giretto a Bosco Farneto (in discesa)

Dice Diego: “Che bello, stare nella fascia dondolandosi su e giù per il bosco, è così cullante, appisolante, zzz…
Però quando arriviamo in autobus, no, ora mi sveglio, e provo a stiracchiarmi, voglio agitarmi, spalancare le braccia, urlare, sto troppo stretto qui, fammi uscireee, AAAAAAARGH!”

(momento di pausa)

“Ah che sollievo, ora che sono fuori dalla fascia, posso di nuovo stare tranquillo, zitto e curioso, e sorridere al mondo, e al finestrino, e alla gente che mi circonda…”

Dice una signora, che guarda Diego, come tutte le altre persone che lo fissano nel bus: “Ha le idee chiare, questo bimbo, eh!

la discesa dal Ferdinandeo lobi bruciacchiati d'autunno margheritine di bosco arancio delle foglie
cosa sono queste? i sentieri del parco semi marroni appesi palla e diego
colori delle fronde colori delle quercie

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Sulla Napoleonica con PiQ nella fascia

Il sentiero sopra la Napoleonica vista dalla Napoleonica PiQ tutto nascosto nella fascia PiQ rintanato nella fascia

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Strada Stefania al tramonto

Sul sentiero, grossi tronchi caduti, una mantide religiosa, e luce d’oro che accende le foglie.

grande vista sulla città sentiero sassoso Palla sul sentiero sommacco arrossato
due tronchi caduti sommacco in controluce aghi di pino rossi mantide religiosa
tramonto in arrivo macchie di sole

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A caccia di fioriture

Domenica pomeriggio prendo il tram, e scendo sopra via degli Olmi.
Il mio piano è calarmi sul sentiero verso Piscianzi, collegarmi a Scala Santa sul percorso nel bosco isolivello, e poi giù alla terza fontana cercare la scaletta nascosta verso via Moreri di cui mi ha parlato papi.
Quindi, comincia l’esplorazione.
Appena attraverso i binari, subito la vista è riempita da una nuvola di fiori di pesco. I giardini espongono gli alberi da frutto, sbircio tra le reti.

Appena prendo la discesa, un rumore di foglie secche mi distrae. Guardo se c’è movimento da vento. E l’acqua mi colpisce le palpebre. Un po’ di pioggia! Ma ti pare, proprio all’inizio del giro?
Un pezzo di cielo è coperto, il mio cappuccio non è impermeabile… ma vado avanti, incoraggiata dal profumo del bosco.
Per fortuna l’acqua non continua, e la strada (più sconnessa del solito) mi porta fino alla piazza del paesino imbucato tra tre vie.

All’inizio del tratto isolivello, mi saluta il consueto cartello che ricorda che si stanno attraversando fondi privati.
Nei vigneti c’è un po’ di rumore di lavoro, alzo lo sguardo.
Sul colmo del terrazzamento, sopra la collina, vedo incombere quattro sagome in controluce, di persone panciute con i cani a fianco. Sono fermi e fissano qualcosa, forse proprio me che passo là di sotto. A ‘sto punto, alzo un braccio in segno di saluto. E loro ridono. Si prendono in giro: “bella figura, qua, omini e birre…” E ci scambiamo un “buona giornata“. Comunque uno dei loro cani decide di saltar giù nel bosco, e di correre abbaiando verso di me, e di inseguire un mio polpaccio… Allora rallento, comincio a camminare con aria flemmatica, rilassata. E il trucco funziona: il cane smette di seguirmi, decide che posso allontarnarmi e andar via.

La luce ritorna e filtra tra le foglie del bosco: sul fondo scuro, i germogli luccicano in aria.
Sbuco in Scala Santa, e scendo pensando a qual è il punto con la terza fontana.
Alla prima laterale a sinistra, occhieggio dubbiosa, e un tipo mi vede: “cerchi una strada corta?“. Vuole suggerirmi la via per la scaletta che arriva fin sopra il Ricreatorio: proprio quella che cercavo!
Hai visto che sapevo qualcosa?“, si vanta, aggiungendo che troverò 285 scalini, con una scritta alla fine che ne ricorda il numero.

il primo pesco del sentiero giardini in fiioritura e un po' di fiori in mezzo all'edera Chiome di vario colore
Rami bianchi sulla collina questo è un fiore selvatico ilpesco e la luce sul mare germogli verdi e lucenti
Sentiero segnato col color della pietra? Direi ciliegio La scorciatoia da Scala Santa a via Moreri fiori di maggio che sbucano

Eppure ho dei dubbi: alla fine della laterale ci sono tre biforcazioni, e io provo quella più in fondo di tutte. Apro un cancellino che è seguito subito da degli scalini in discesa, dritti nel bosco. Epperò poi il sentiero si rompe, scende in mezzo ai campi, e mi trovo sempre più in graia… Mi sa che sto finendo tra gli orti di qualcuno, la via scompare!
Saluto pervinche e fiori d’ortica, e risalgo tutto il tratto fino al cancelletto, col fiato un po’ corto.

Allora riprovo: la variante due o la uno?
Imbocchiamo la uno: quella che vanta dei numeri civici ulteriori con la freccia.
E infatti un po’ più in basso la scaletta comincia, e non resisto all’idea: mi metto a contare tutti gli scalini.
Arrivo a quota centoquarantatre: un gatto mi guarda da sopra l’entrata di una casetta. Ma chi abiterà qua proprio in mezzo alla scalinata?
Quota duecentotrentotto: ecco la fine della via, siamo sul rio Montorsino. Orto di fiori gialli e fiori rosa, staccionate, poca acqua nel rivo.
Cerco cerco sulla via e sul palo, ma nessun numero conta gli scalini. Suggeritore millantatore!

Le casette ormai si accostano una dopo l’altra e i graffiti marcano qualche muro.
Prima che la strada si allarghi sul traffico e il giro finisca, noto ancora un portone che espone questa targhetta: Bed and Breakfast “alla casa ‘sconta“.
Giusto nome per un angolo come questo!

è più bianco il fiore o il cielo? Pervinche di sottobosco

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Il laghetto di Percedol è ancora ghiacciato

Come arrivare allo stagno di Percedol a piedi.
Prendere il tram fino al capolinea; imboccare la strada per Prosecco fino alla chiesetta; tagliare a destra per via degli Alpini; percorrerla fino in fondo, fino allo sterrato; attraversando la strada, lo sterrato continua, verso la Foiba; seguire il sentiero 43 e attraversare tre volte le rotaie del treno (due in sottopassaggio, e una con il ponte); uscire brevemente sulla strada per Monrupino; rientrare al segnale della comunella: lì inizia la discesa che porta giù allo stagno.

Lago di Percedol a marzo vista sul lago bolle d'aria ghiacciate foglie di lago
un po' ghiaccio un po' acqua riflessa specchio di cielo bucaneve attorno al lago io sono una creatura preistorica

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Piccole varianti

Il sentiero isolivello Piscianzi – Scala Santa si può prendere anche arrampicandosi su per via Moreri.
Ovvio, no?

a cosa serve quel buchetto? Dado su per la riva segni a piscianzi imbuchiamoci sotto le fronde
le foglie sono ancora rosse bacche rosse per te.... sbuco dal sentiero da mezza scala santa

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La manutenzione dei sentieri

inizio del sentiero cos'è il segnale fisso di mira segnale fisso di mira trasparenze di quercia
il mare, oltre ancora incisioni strane incisioni il sentiero 12

Sul sentiero numero 12, che dalle scalette dell’obelisco di Opicina porta fino alla cattedrale di Monte Grisa attraverso il Bosco Bertoloni e il Bosco Bidischini, c’è un piccolo pezzo di storia. Io l’ho scoperto oggi.

Il segnale fisso di mira, una colonna con foro da traguardare alla sommità, fu realizzato nel 1883 sulla cresta del monte in prossimità di Opicina. Venti anni prima l’Osservatorio Astronomico aveva messo a punto la specola presso l’Accademia di Commercio e Nautica, e due anni prima si era dotato di nuovi telescopi. Il segnale fisso di mira fu aggiunto per segnare con esattezza il nord geografico rispetto alla specola, e fungeva da punto di riferimento per le osservazioni astronomiche dedicate alle esigenze di navigazione.
Si ipotizza che il suo danneggiamento sia avvenuto cinquant’anni fa.

Mi ha colpito come ancora adesso si possa essere in tempo per ritrovare delle cose da valorizzare, dato che il segnale fisso di mira è stato restaurato in anni recenti, cioè nel 2009.

Da quelle parti, inutile dirlo, si possono anche osservare caprioli in corsa.

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Sentieri di mezza altezza uniti

e qui si inizia una casa a Piscianzi bacche nere bacche rosse e cielo
il ponte basso sul rio Bovedo il ponte alto sul rio Bovedo l'imbocco numero 39 il quadrivio del rio Bovedo
la radura con pozzanghera pigne mangiate? dal costone al mare fiore di salvia?

Finalmente l’ho percorso tutto, dall’inizio alla fine! Erano due anni che ci provavo! Un insieme di sentieri che permettono di attraversare le colline di Roiano, di Gretta e di Prosecco, tutto di filato in un’unica passeggiata di tre-quattro ore.
Le due estremità le conoscevo bene, fatte tante volte.
E nel mezzo, il nodo: il quadrivio del rio Bovedo. Che era come un luogo del mistero, oggi quasi irriconoscibile perchè praticamente mancava l’acqua del ruscello! Per fortuna alcuni tratti della sua vista mi erano familiari. E non li ho più confusi.
Eppure, questi bivi nel bosco, queste alternative appena percepibili che oggi ho fissato nella memoria, tra qualche anno saranno ancora gli stessi?

percorso unito dei sentieri di mezz'altezza

Itinerario: da via degli Olmi alla discesa per Piscianzi alla isolivello in collina per Scala Santa, e poi si attraversa Scala Santa rimanendo alla stessa quota e prendendo la prima a destra nel bosco: solo così (seguendo le marcature rosse e blu del sentiero sugli alberi) si attraversa il rio Martesino usando il ponte superiore, e poi (se ai vari bivi si va sempre verso l’alto) si arriva fino a via Bonomea sopra l’antenna, proprio all’imbocco di via Terstenico. Là dentro si prosegue verso il palo che porta il numero 39, e poi nel bosco attraversando due guadi minori, fino al guado maggiore col quadrivio del rio Bovedo: lì, dei quattro, si prende il sentiero verso l’alto. A quel punto si sale, attraversando una radura con pozzanghera e salendo ancora (tenendo la destra nei due piccoli bivi): così si raggiunge la strada Stefania, da percorrere tutta fino alla fine della Napoleonica

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