Le vignette di Michele

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Pause

Messaggio mattutino da Palla:

“Ciao Dado, mi sono chiusa un pò in bagno a riposare con la testa sul braccio, e ora non posso uscire a farmi vedere finché non mi passa lo stampo delle trecce del maglione dalla fronte…”

il maglione responsabile dello stampo Fronte a righe

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Storia di un asteroide

Dagli alti piani della casa delle CiilaMeraviglie, Fra ci narra la sua ultima avventura.

Indovinate cosa succede a sbattere il piumino dai peli di gigiuzza…
MIAO, mi guarda la micia un po’ in disparte, mentre faccio del piumino una pallotta.
Mi sporgo appena dalla finestra, spingo il piumino verso fuori.
Apro la palla e vedo… un oggetto in caduta per sei piani…
NOOOOooOOOoooOOOOOO!!!
Per un attimo, spero che si tratti “solo” del telecomando.
Invece, la legge di Murphy ha colpito ancora.

Ops, ho lanciato il cellulare fuori dalla finestra……..

gigiabag

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Chiacchiere da giardinetto

Finalmente siamo tornati tutti e due.
Ci diamo appuntamento da Toni Lamponi. Portiamo il gelato in giardinetto.

Dado mi elenca le sue nuove punture d’insetto.
Col dito, mi mostra il centro della fronte. E dice: “Mi hanno beccato anche qui!”
“In fronte?”
Chiedo io.
“Sì! E mi hanno anche succhiato delle informazioni! Delle password!!!”

roseto del giardinetto l'arcobaleno tra le case Zaino da mare luce tra le foglie

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Strane ricerche

Giusto per curiosità, ho dato un’occhiata alle parole chiave usate nell’ultimo anno durante le ricerche su google, che hanno permesso al visitatore di arrivare su qualche pagina di davidaola.
Ce n’è per tutti i gusti:

– “a che punto è la pista ciclabile triestina?”
(per chi volesse ancora saperlo, lo abbiamo ribadito nel post precedente)

– “in olanda si mangia male”
(se lo dici tu… ah no, accidenti, se con questa ricerca sei finito sul nostro sito, vuol dire che almeno una volta l’abbiamo detto anche noi…)

– “si mangia bene in olanda?”
(ho capito, ci sono molti dubbi al proposito..)

– “panettone mortadellato farlocco”, “panettone mandorlato farlocco”, “panettone vongolato farlocco” e “panettone gorgonzolato farlocco”
(confermo: sono delle delizie promosse in radio su 610)

– “albergo bello viaggio di nozze a barcellona”
(ma ti pare questo il modo di fare una ricerca?)

– “domenica 21 febbraio 2010:posti per fare giretti”
(commento come sopra)

– “avvistamento tritoni periodo anno”
(sì, sul nostro blog si possono documentare degli avvistamenti)

– “basilico prima o dopo cottura pizza”
(vedi tu…)

– “botola pavimento piastrelle”
(questo ricercatore non deve essere rimasto soddisfatto, perchè la botola nel nostro pavimento è di legno…)

– “camminando sull’acqua percorso” e “bici che camminano sull’acqua”
(un miracolo!)

– “carretti di grattachecca”
(sì, abbiamo delle rievocazioni su questo tema)

– “catenelle di uova nello stagno”
(cavolo, non sono l’unica persona che se n’è incuriosita!)

– “clonella”
(ma questa è una parola che abbiamo inventato noi, come può esserci qualcuno che la cerca?)

– “cosa disegno?”
(vedi ti!)

– “disegnare dei girasoli al soffitto” e “ricamare disegno salame”
(ah ah ah!)

– “foto di due in bici sulle rive a trieste”
(e bon ah, ci avrà trovati!)

– “ho sognato una biscia lunghissima e nera cosa significa?”, “sognare ragni che mi attaccano” e “sogno un ragno che mi salta al collo”
(mamma mia!)

– “le nostre foto nozze”
(nostre di chi?)

– “paura dell’acqua cra cra era una ranocchia”
(ah ah)

– “guida con la ruota bucata”
(sei sicuro?)

– “a grasse in francia c’e’ il mare”
(falso!!!)

– “adulto in bicicletta con rotelle”, “bicicletta per adulti con rotelline”, “bicicletta con rotelle x adulti” e “bicicletta con rotelle posteriori per adulti”
(eh ho capito che non sapete stare in equilibrio!)

– “avvolgimento dei bigodini a tandem”
(ah aha ah!)

– “bellissime queste immagini della primavera”
(lo so, grazie!)

– “caduta nel cespuglio a barcola”
(chi?)

– “camicia bianca si rovina per colore come si fa”
(bù!)

– “collegare filosofia con la segregazione di genere”
(chiaro!)

– “come si presenta la berlina di gelato, sotto va la panna poi gelato?”
(sì!)

– “la centrifuga di mele si ossida” e “quanto si conserva una centrifuga?”
(a questo proposito abbiamo suggerito di aggiungere nella centrifuga un po’ di kiwi come antiossidante naturale, sufficiente perchè resista una notte in frigo senza diventare scura)

– “esiste il nome carluca”
(ah ah, secondo il nostro blog, sì!)

– “le doglie di una mammut”
(cosa avremo scritto mai per rispondere ad un quesito del genere?)

– “le presine di davidaola”
(siamo diventati famosi!!!)

– “malattia geranio rinsecchimento” e “perche i gerani da qualche anno a questa parte si ammalano”
(sì, su questo abbiamo delle informazioni utili)

– “non vedo bianco dall’occhio sinistro”
(aiuto!)

– “personaggio femminile cattivissimo”
(eh eh eh…)

– “una frase che mi descrive”
(puoi trovarla sicuramente qui!)

– “ta ta ta tar tara ta”
(eh bon, ah!)

– “tre mendicanti incidi tremendi canti in cd”
(allegria!!!)

– “pizza tetta”
(tutta colpa del Dado che fa le forme strane con la pasta della pizza!!!!)

tutta colpa del dado

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Scenette quotidiane

Oggi ero con Dado alla fermata dell’autobus. Nell’attesa, ci siamo messi a guardare la vetrina del fioraio. C’erano degli oggetti fatti a mano, degli animaletti di legno, dei cactus…

Ad un certo punto passa un tipo dietro a noi.
“Scusè, muli”, ci dice. “Voi che sè più giovani… ve domando una roba. Ma quele piante cossa xè, supposte per el raffreddor?”
E se ne va.

cactus in vetrina

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Che bello tornare da un viaggio e trovare la Cilla

Franci: “Ma non potremmo convincere quell’un per cento di donne che non ha la cellulite a passare dalla nostra parte?”

Palla: “Eh, ma tu preferisci vendere creme a novantanove donne o a una?”

cillainsieme

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Carretti e clanfe

Dopo la storia del gelataio de Campanelle raccontata da Giordano, molti altri carretti sono seguiti. Ha cominciato a raccontare prima Luisa, poi Rita, e poi Franco… ed ecco fatta una collezione di scenette d’altri tempi.

“Nel ’63, Luisa iera ‘ndada a abitar in Borgo San Sergio.
Iera un signor col carretto de gelato, che andava a Muja, con l’ape, e faseva l’ultimo giro a Borgo. El se fermava per ultimo sempre là del piazal de Luisa, e tuta la mularia zigava… “El xè rivà Mòcolo!”
Venti anni dopo, iera picio Davide, e ancora girava Mòcolo, e tuti i lo ciamava cussì.
Perchè el suo gelato no vegniva sempre ben, certe volte iera i tochi de iazo che colava zo pel secio, e quei tochi de iazo ai muleti ghe sembrava come un mòcolo…”

“E in Cavana? Iera el castagnèr, el baracchetto de le castagne.
E quel dei mussoli? Quela volta iera la bancarella che vendeva i mussoli, sì perchè quela volta se podeva! E dopo te se netavi la man su una straza unta, che gaveva tuti i colori meno che neto…
E poi iera el baracheto de la menta: una ioza de menta, nel bicèr de acqua (che iera quel del quartìn, sempre quei iera i biceri), e via.”

“E a Roma? Bancarelle con i blocchi di ghiaccio grandi così, che venivano grattati: ce facevano la grattachecca, e ce facevano le granite con gli sciroppi Fabbri, che costavano un bianco e un nero, meno del gelato.”
“Perchè el gelato iera roba de ricchi!”

“E a Trieste? di fronte alla pescheria, iera una rivendita de stanghe de iazo, i le becàva co la clanfa, un ganzo fatto a “U”, perchè no te rivavi a ciorlo co le mani. E cussì se inganzava el toco co la clanfa, e se lo faseva sbrissar zo pel mucio. Cussì chi lo comperava lo meteva in iazèra. Le iazère funzionava cussì, iera un contenitor dove che te metevi el iazo, e po’ bon.”

“E oggi a Barcola ghe xè i campionati de tuffo a clanfa (la seconda edizione è questo sabato, n.d.r.), che i vien spiegadi anche in lingua facile a questo link!”
From our observations, the clanfa is performed by jumping from a rock or from whatever you want and viva là e pò bon and exposing your panz to the sea with arms and legs wide open and body arcuated back. A moment before the contact with the sea, you have to close yourself with the shape of horse’s zoccolo (the clanfa) and then, just after you are inside the water, you have to reopen yourself to produce a pression wave and to not go down like a pampel against the bottom. A famous triestin baskettar explain the technique on his website (Pecile, 2008). A clanfa not well performed is called panzada and the performer will abbronz his front side immediately (Fig. de merd).

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Dieci lire

Domenica scorsa, al pranzo di famiglia, abbiamo fatto una scorpacciata di funghi raccolti in bosco da Luisa e Giordano, accompagnati con la polenta.
Quando siamo arrivati al dessert, sono cominciati gli aneddoti sulla Trieste di una volta.
Nel ’57-’58, Giordano aveva dieci anni.
Ecco un suo racconto di quel periodo.

“I gelati, una volta, i costava dieci lire.
El gelatier vegniva de San Giacomo col carretto, sburtandolo a man fino a sotto la riva de via Campanelle, quela che ora xè dopo la fermata del bus, e che quela volta iera de strada bianca.
El gelatier el gaveva anca la corda. Quando i muleti i vegniva per cior el gelato, i li ciamava: cussì, in cinque-sei, i ghe dava una man per tirar el carretto su per la riva con la corda. Per ogni salita, el gaveva chi che lo iutava co la corda.
El gaveva almeno trenta chili de gelato, in seci de cinque-sei chili l’uno, e una cassettina che tegniva i coni.
Prima de la riva de via Campanelle, ghe iera un spaccetto, dove che el se fermava a bever l’ottavo, e el spetava che vegni i clienti. Ai fioi ghe prometteva un cono de gelato, se i ghe tirava el carretto su per la riva. Per ciò che no i se approfitti, alla fine el contava sempre i coni che i ghe gaveva consumado. Lui restava in spaccetto, e qualchedun ghe offriva un altro ottavo.
Co i muli iera rivadi su per la riva, e el gelatier iera ancora in spaccetto, lori i podeva ciorse soli el meritato gelato, solo che de sconto i ciamava le sorelle e le amiche (tutta la corte, cinque sei mule, fa conto che Giordano el gaveva tre sorelle…), che le vegni a ciorse el gelato anca lore, ma no col cono che poi se capissi: lore le se portava de casa el bicier. E cussì, la mularia iera orgogliosa de gaver ciolto più gelato de quel che i podeva!
El gelatier el saveva o nol saveva, o iera più importante che i ghe zuchi su el carretto?

Alla fine, anni dopo, el gelatier se ga comprà la moto Guzzi, col sidecar, e i vegniva su in due, non più a pie: lui co la moto, e el fio in sidecar. E cussì per la mularia xè finida la pacchia.”

porcini Giordano e Luisa la clanfa Giordano e Franco Rita e Luisa sotto il pesco

p.s. domani continua, con la storia della “clanfa”.

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Mini ritrovo di classe

Lo scorso sabato, in occasione del rientro di Siro, c’è stato un mini ritrovo di classe estivo, in versione classica: gelateria.
Ci siamo incontrati in seconda serata, all’uscita dal cinema del prof Dave Martins, e io pensavo che fosse troppo tardi per me, che già cascavo un po’ dal sonno. Invece mi sono divertita un sacco come sempre, e questo mi ha tenuta sveglia fino all’una. Ci si è messo pure Manuel, che cercava di far venire la “ridariola” al prof Dave, e ci riusciva benissimo, in piena apparizione della “vena umoristica” sulla fronte del prof…
Per esempio c’è stata la raccolta delle frasi ripetute in triestino, della serie “rèpete rèpete”, citate di recente anche in un articolo del giornale on line bora.la (su cui, by the way, segnalo il fatto che ha scritto anche Dado, e la sua recensione si è collocata in testa alle classifiche di visita!).
Giusto per capirci:

FE’ STA FESTA?

LASCIA L’ASCIA, ACCETTA L’ACCETTA!

MA LA GA MALAGA?
NO, CIOL LA NOCCIOLA!

LI’ DEL LIDL
COIN VOL GENTE COINVOLGENTE

e, per concludere in bellezza, eccone una meno nota gentilmente offerta da Manuel:
TRE MENDICANTI INCIDI TREMENDI CANTI IN CD!!!

compagni di classe

Il resto del discorso si è concentrato su temi più attuali.
Storie da esami di maturità: la versione odierna è un pout-pourri.
Come Faccialibro compete con Twitter: è emerso che tra i nostri contatti su Facebook è possibile trovare gente insospettabile, anche preti di una certa età…
Come funziona in realtà lo scarto dell’industria alimentare, per esempio destinato alla cosmesi. E lì mi sono detta, “cavolo, chissà quanti wurstel mi sono spalmata sulla faccia in questi anni?”…
Infine, come cucinare cose facili e veloci anche stando poco a casa. Mi sono annotata mentalmente la ricetta di Manuel, il rotolo di pasta sfoglia col porro, che al più presto proverò!

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