Beccata

Sabato scorso sono tornata da Francesca alla mostra di videodanza.
La mia compagna delle medie è riuscita a svelare uno dei miei trucchi.
Dopo aver guardato i miei disegni, ha detto così:

“arancio, verde …piano col viola… mi sembra che ami decisamente i colori secondari”.

Che strano, essere colta sul vivo.
carla pensosa

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Leggero cambio di punto di vista

Il disegno con il carboncino non è come quello a matita.
Innazitutto, ci sono almeno due tipi di tratto: quello che ha la dimensione della punta polverosa, e quello ammorbidito che rivela il colpo delle dita.
E poi, è più veloce.
Mi ricordo, alcuni anni fa, quando avevo iniziato col carboncino: arrivavo a fare anche tre, quattro disegni al giorno.
Staremo a vedere…

carboncino

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Donne alla riscossa

Ho da poco concluso la lettura dell’ultimo libro di Lilli Gruber, Streghe – la riscossa delle donne in Italia. Il Giovane Holden diceva che un libro che ti è piaciuto è quello che ti fa venir voglia di parlare con l’autore. Allora ho mandato un’e-mail all’autrice con le mie impressioni: e Lilli Gruber mi ha risposto, dicendo che i commenti del pubblico offrono sempre spunti preziosi.

Il pregio principale di questo libro, secondo me, è che si colloca in uno spazio che prima era relativamente vuoto. In Italia negli ultimi tempi non si era ancora visto un lavoro scritto da un’autrice avente un nome e un curriculum come il suo, che fungesse da prima lettura di avvicinamento, da richiamo per un pubblico più ampio nei confronti del tema trattato, un anello di collegamento verso approfondimenti ulteriori.
Di questo, c’era bisogno.
La posizione ricoperta dal dibattito italiano sulle questioni femminili è minoritaria. Lo si è notato anche nel discorso di Napolitano di fine anno: le donne sono comparse solo due volte (la crisi, invece, 13 volte), una come “italiane”, e l’altra come “mamme di tre figli del sud che fanno fatica a trovare lavoro”. E nei libri di filosofia del liceo? Quante sono le donne filosofo citate? Zero!!

Ho apprezzato nel suo libro la presentazione di interessanti casi di carriere al femminile: queste devono essere portate alla visibilità, come modello.
Anche io mi espongo su questo in prima persona, per la diffusione del tema “rosa” nel settore tecnico. Mi piace presentare la mia esperienza positiva alle studentesse delle scuole superiori, prima dell’iscrizione all’università. La scelta del percorso formativo è il primo momento in cui si verifica il crollo della partecipazione femminile al settore tecnico, per motivi culturali. Quando leggo i curriculum vitae dei candidati che cercano lavoro, vorrei trovare un numero di donne ingegnere che si rivolgono all’industria che non fosse infinitesimale…

Intanto, da Washington, arrivano segnali positivi. E’ dedicata alla parità salariale e ispirata a una lavoratrice di nome Lilly la prima legge che porta la firma del presidente Barack Obama: il testo mira a facilitare azioni legali da parte delle persone discriminate sul lavoro. In media infatti le donne negli Stati Uniti sono pagate il 23 per cento in meno degli uomini; e quelle appartenenti a minoranze etniche ancora di meno.

aria fresca

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Lavarsi i capelli la sera, prima della nanna…

…non giova alla messa in piega: ecco l’effetto al risveglio al mattino!

buongiorno

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Possiedo un mondo autoconsistente

Sì lo so, gli affezionati lettori che erano abituati a vedere un aggiornamento al giorno (fino al 31 dicembre scorso) ultimamente sono rimasti un po’ all’asciutto.

In questo momento avrei potuto essere a Pordenone, Venezia, Milano, tutte cose di cui avevo già dettagliato i piani… Ma fuori piove, e non si riesce a combinare niente.
Mi ero anche preparata delle nuove foto per poterle disegnare, ma la stampante non funziona.

Sì cari DeJa, non preoccupatevi, le opere per voi sono in lavoro, anzi, ho delle sorprese. Che tengo ben nascoste.
Per ora, qua sul blog, esce solo una di quelle foto che sembrano fatte con le luci al neon… e invece sono semplicemente quelle del bagno di casa.

self

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Verdearancio – l’equilibrio dei toni medi

Disegnare è come nuotare, l’ho già detto. Mi fa da indicatore dello stato d’animo.
Se sono affaticata e tesa, disegno piano, cauta, a piccoli tratti sfumati; il segno di matita è lieve e non si distingue, è come polvere.
Se invece sono carica, i segni corrono, si staccano come frecce, le matite mi volano via di mano, non smetto per ore.
Imparo a migliorare il metodo. Vado cauta col viola, non carico i toni scuri; distinguo le macchie dei colori, cercando di tenerle un po’ più indipendenti. Verde e arancio fanno da re e da regina: colori caldi, col sole dentro, per il controluce sulle spalle.

elena

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Molti disegni in pochi giorni

Mentre disegnavo la Ale (che si è riconosciuta dall’Australia) ascoltavo Freebird dei Lynyrd Skynyrd.
Il testo si può buttare, basta l’assolo, il secondo assolo di chitarra più famoso al mondo…
ale

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Amici in rete

Gianni è un amico conosciuto sul web.
Le sue foto hanno qualcosa in comune con le nostre, e in via del tutto virtuale (fino ad oggi) scambiamo pareri spesso affini.
Gianni si dedica, tra l’altro, all’auto ritratto.
Ecco fatto il suo ritratto da una sua foto di partenza!
E siccome si è trattato di un disegno su richiesta, credo che questo possa essere l’inizio di una lunga serie.

Se qualcun altro si vuole fare avanti, sono pronta!
xamad

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Disegno a tutte le ore

Mi sveglio presto.
Sono le sei.
Non so cosa fare, ma di sicuro non è aria di rimettersi a dormire.
Mi avanza un’ora, un’ora abbondante.
Cosa posso fare di veramente godurioso? Un buon inizio di giornata?
Trovato!
Ecco fatto un nuovo disegno…
fatima

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Dado ritratto

Quando ero piccola, facevo spesso ritratti al Dado.
La sera, in pizzeria, mentre aspettavamo la cena.
Le mani, in particolare, mi sono sempre piaciute.
Ora che ho ricominciato, non finisco subito di certo.
Come resistere alla tentazione di approfittare del mio modello preferito ogni due per tre??

superdado

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