La festa di nozze di Principe

Oggi abbiamo ballato alla festa in osmizza per il matrimonio di Marco e Valentina.
E Diego ha giocato a “Lupo mangiafrutta” e “Un, due, tre… sorriso!”

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Sopra le nuvole

In questi giorni passati nella penisola scandinava, la cosa piu´strana e´stata la luce, che si e´fatta vedere dalle 5 di mattina alle 11 di sera.
Il momento migliore e´stato il pranzo con un vecchio amico, Principe, che non vedevo da tempo. In un´ora scarsa di tempo, abbiamo subito trovato degli argomenti in comune. Uno tra questi: “il bello del silenzio”.
Ora sono di nuovo in aeroporto, dopo l´attraversamento di un fitto banco di pecorelle di vapore, e mancano ancora due voli.
Finalmente si ritorna a casa.

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Una calma serata festiva

Lo scorso 25 dicembre, dopo cena, eravamo a casa tranquilli.
Suona il telefono che son passate le dieci. Dado risponde.
“Marco! Ciao! Quanto tempo! Come stai? Ora ti passo Paola, che è già impaziente di salutarti”.

Il nostro amico Marco è sempre pieno di aneddoti, ma non solo. Non posso fare a meno di annotarmi le sue lue lucide analisi delle cose, in cui mi trova molto spesso d’accordo.

“Lo sapevate che i cani finlandesi non abbaiano quando sono in casa, perchè fa rumore e disturba?”, ci racconta. Non è un risultato casuale, ma è frutto di addestramento. Per esempio, tramite l’uso di collarini che rilasciano sostanze odorose sgradevoli per il cane al momento dell’abbaiata. Sempre meglio dei collarini che danno una piccola scossa al cane che abbaia, penso io: addestramento “dolce”.

La migliore immagine che ci ha trasmesso è questa: “Provate a camminare sul pack (il mare ghiacciato dei paesi del nord), fino a raggiungere posti (tipo quel pilone che sporgeva dall’acqua) che d’estate vedevate laggiù verso un irraggiungibile orizzonte. Un’esperienza unica”.
Cerco di immaginarmi un equivalente impossibile: il mare dei topolini coperto da uno spesso strato di ghiaccio. Le boe e gli scogli al largo (che in agosto sbucano dal blu intenso, e che di solito ti guadagni a nuoto) raggiungibili a piedi, cammminando sul bianco. Un effetto surreale.

E per concludere: “Puoi fare un’analisi grande quanto vuoi, ma quello che conta sono i fatti. E l’esperienza. Sperimentare, sperimentare, sperimentare…”

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Visita a Principe in Finlandia

Era dalla scorsa estate che cercavo di organizzare un viaggetto per andare a trovare il mio amico Marco che da gennaio si è trasferito in Finlandia. Alla fine è stata una trasferta di lavoro a portarmi là, e così ho potuto combinare una visita in una serata tranquilla. Era ora! Ora che ho rivisto Ceci qualche giorno fa e adesso anche lui (entrambi espatriati di recente), ho la sensazione che andarli a trovare sia come fare un salto sotto casa. Le distanze fanno un effetto strano quando in fondo non sono così scomode da percorrere.
Marco mi ha ospitata a fine pomeriggio nella sua casetta di legno finlandese, con la stufa a legna che scoppiettava e i succhi di frutta del posto (strane bacche di cui non ricordo il nome) per farmi assaggiare qualcosa di tipico. A proposito di cose tipiche, ho mangiato quattro volte salmone in due giorni: credo che per un po’ sarò a posto (già, Marco, meno male che non l’ho preso anche la sera a cena fuori con te, altrimento arrivavo a quota cinque su cinque!).
Ma torniamo a lui: tutto fiero mi mostrava la chiave gigante della legnaia, e devo dire che la sua sistemazione aveva una tranquillità caratteristica. Proprio quello che cercava. E poi ci credo che alla mattina fa fatica a svegliarsi: luci tenui e rumori ovattati dalla neve, nessun camion dei rifiuti che sferraglia come sotto casa nostra…
Ciao Marco, alla prossima!

paola e principe la chiave di principe tappeto di pecorelle nubi neve e ghiaccio
tappeto di nuvole e scia la neve in finlandia laghetto ghiacciato con macchiette costa semi innevata

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Un rientro dalla Finlandia

Lunedì scorso, a metà cena, squilla il telefono.
E’ Principe, per una sera in Italia, che mi chiama per un saluto.
Tra una chiacchiera e l’altra, mi dice questo. “Per fare cose e raggiungere risultati, la dimensione analitica va bene. Per tutto il resto, non necessariamente. E il resto pesa per il 90%…”.

Le sue parole sono dense di significato, per me. Stavo proprio riflettendo sullo stesso argomento, in questi giorni. Il suo spunto casca bene nel mosaico delle mie idee.

Non so quando ci risentiremo, talvolta passano mesi. Non è come ai tempi in cui ci vedevamo ogni giorno in mensa. Però, una cosa è evidente. Anche a distanza di un secolo, potremo riprendere un discorso da dove lo avevamo interrotto.

alberi onde e ombre

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Ritorno a casa in allegria

Stamattina ci siamo svegliati in mezzo alle seguenti impressioni: io sognavo di avere il treno per partire di lì a mezz’ora, solo che sarei partita con un gruppo di amici; Dado si è svegliato dicendo: “Stavo sognando di cambiare la ruota bucata della bici”. In realtà durante in viaggio in Svizzera non abbiamo bucato mai, e siamo tornati a casa ieri sera.
Come prima piacevole sorpresa, il papi ci ha portato delle pizze per asporto dato che sapeva che avevamo il frigo vuoto. Come seconda piacevole sorpresa, poco dopo ci ha chiamato Marco dalla Finlandia, e siamo rimasti una buona mezz’ora a chiacchierare su Skype.
Questi erano proprio i segni che ci volevano per sentire che eravamo tornati. Quando abbiamo deciso il giorno del ritorno, che non era stato fissato a priori, ci siamo detti: torniamo a casa che abbiamo ancora qualche giorno di ferie per stare con gli amici. Che si sono puntualmente fatti vivi al nostro ritorno.

Marco su Skype

Gli svizzeri invece sono stati piuttosto riservati e non è stato facile fare amicizia con loro. Come ci aveva detto Fabio, una delle loro caratteristiche è l’amore per la privacy. Ad esempio, quando al ristorante ho chiesto ad una tavolata di ragazzoni con una sola donna se erano studenti, mi hanno detto: “Perchè lo chiedi?”; poi ho saputo comunque che erano effettivamente all’ultimo giorno di corso di ingegneria. Però in prima battuta la loro preferenza è stare tranquilli per i fatti loro. Lo dimostra una serie incredibile di cartelli molto variegati e comunicativi, relativi alle indicazioni per il mantenimento della quiete, la conservazione degli spazi pubblici, il comportamento a modo. Anche l’educazione stradale è spiccata: proprio nei giorni del nostro viaggio c’era il ritorno a scuola (così presto!) e tutti i cartelli del tipo “attenzione ai bambini che attraversano le strade, inizio della scuola” erano stati tirati fuori.

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Tutto questo porta anche dei vantaggi: lo si vede dalla serie dei cartelli relativi alle indicazioni per le bici, che da loro sono molto strutturate. Il percorso per la bici da passeggio è indicato in modo diverso dal percorso per la mountain bike; la rete ciclabile è effettivamente molto fitta, anche nelle grandi città, e noi abbiamo potuto navigarci sopra con molta tranquillità. E’ bastato un minimo studio del percorso prima di partire, e poi lì abbiamo trovato tutto quello che serviva. Dunque, per fare viaggi in bici, la Svizzera ha sicuramente gli spazi giusti e in sicurezza.

tutti i cartelli per le bici cicloturismo e mountain bike pannello per viaggiatori in bici fitti segnali per le bici

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Flash preziosi

Venerdì scorso è tornato a trovarci un salto, in trasferta dalla Finlandia, un amico che a me viene in mente sempre col suo primo soprannome nato tra noi, cioè Principe (eh eh!).
Dice che non si trova bene con l’insalata dei paesi del nord: le “verdure asfittiche, tutte fibre, bianche, che fanno sempre cric-croc”. Nel descriverle, piegava a forma di foglia d’insalata il tovagliolo della gelateria: rigida, in effetti, mi pareva quella verdura…

madison

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Friends

Molte cose so sugli amici.
Un amico è quello che, quando hai un problema, ti offre aiuto pratico e concreto.
Un’amica è quella che ha i tuoi stessi piccoli sogni con cui giocare con te appena se ne crea l’occasione, anche per quindici anni.
Un amico ti permette di passare improvvisamente dal registro delle ca**ate a cose serissime su cui ci si capisce al volo.
Un’amica ti dà opinioni che tieni come punto di riferimento per mesi nei periodi di cambiamento.
Ci puoi litigare con gran divertimento sulla vera storia della fine dell’isola di Pasqua, mentre gli altri guardano scettici, e noi continuiamo il dibattito sapendo che possiamo andare avanti all’infinito ridendo sotto i baffi.
Puoi all’improvviso metterti a parlare di cose private senza che gli altri se ne accorgano, senza neanche far scattare l’avviso dell’inizio del linguaggio in codice: che intesa.
Un’amica si ricorda di te nei momenti speciali dopo anni di poco contatto, e ti combina cose che fanno la differenza.
Un amico un anno fa mi aveva detto: “quasi quasi emigro in Belgio”; e io mi sentivo male, perchè non era ancora arrivato il matrimonio a cui avrei voluto invitarlo… ma alla fine quella volta non era partito, e al matrimonio ci era venuto; per questo, ora che è passato un anno ed effettivamente va al nord, sono più tranquilla: i nostri giorni e pranzi li abbiamo avuti.
In questo periodo sono molti gli amici che hanno trovato o stanno trovando lavoro in un altro paese, non sto qui a farvi la lista, non mi preoccupo tanto, so che li andrò a trovare. Il mondo non è così grande da non riuscire a contenere tutti i festini internazionali che possiamo fare.

fiori di chini&jean

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