Nuvole basse a Lagolo

Anche quest’anno abbiamo passato la settimana di ferragosto in Trentino, a Lagolo, con i nostri amici Liviano Michele e Silvia.
Abbiamo trovato il tipico clima variabile del posto, per metà fatto di sole caldo che intiepidiva l’acqua del lago fino a ventiquattro gradi, e metà di pioggerellina fine che chiedeva maglioncino e giacchetta.
Dalle montagne attorno a noi salivano vapori che formavano nuvole basse, e le ricorrenti pioggie hanno innalzato il livello d’acqua del lago fino a quasi sommergere il pontile.
Diego ha apprezzato molto le passeggiatine quotidiane attorno al lago, che generalmente faceva in bici, durante le quali osservava le pigne da raccogliere, gli aghi di pino da regalare alla mamma, il muschio da accarezzare. Se faceva freddo, controllava che tutti avessero cappuccio o berretto. “Mamma ha il cappello! Anche Diego ha il cappello! Papà non ha il cappello! E la bici, c’è l’ha il cappello?”
In pieno periodo loquace, Diego ha chiacchierato con tutti, e ha animato i suoi giocattoli facendoli ballare attorno a sè. “O Diego come tu danzi, danzi danzi danzi ben“. Idem con le macchinine, con il panda, con le ciabatte e con la fetta biscottata, che salterellava nelle sue mani per ballare sul divano.

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Le foto di Lagolo

che bel pisolo in marsupio! una mattina alle Viote aperitivo biodiverso fiori d'orto botanico
Trento piazza giretto a Trento nuvole basse sul Bondone Diego sul pontile
ciau cipilo! un chilometro di giro del lago tragquardando Lagolo a passeggio attorno al lago
Dado e Diego sulla barca piante acquatiche nuvole e ninfee lo specchio del lago

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A Lagolo con Diego

Tecnicamente, Diego è per la prima volta a Lagolo. Ma già l’anno scorso, nel pancione di mamma, aveva apprezzato l’aria fresca e l’acqua del lago.
In queste ultime settimane, Diego ha imparato un sacco di cose. Per esempio indica col ditino le cose che vuole, e con una combinazione di “mò” e “mà” aggiunge precisazioni in merito.
E, grande conquista, ha imparato a dire “no” (anzi, è più un “gnà”) scuotendo la testolina per maggior chiarezza.
Con questi monosillabi, in aggiunta alle parole “mamma” e “papapà”, comincia a comunicare “come i grandi”, e la cosa ci diverte un sacco. Diego dimostra una sua propria personalità, e quando non raggiunge i suoi obiettivi, protesta anche vivacemente.
Per fortuna, siamo ancora in una fase nella quale basta una piccola distrazione per distoglierlo dalle cose proibite. Così, mentre cerca di mettere i ditini nelle prese di corrente, basta mostrargli la palla per spostare la sua attenzione…
Qui al lago, indica gli alberi e vuole toccare i rami più bassi. Sul pratone, gioca con l’erba e prova a mangiare le pigne. Cammina, accompagnato, tra i bagnanti che prendono il sole, e guarda curioso tutti i cani. E gioca contento con gli amici che sono venuti con noi, e quelli che abbiamo incontrato qui: Liviano, Michele e Silvia, Lisa, Francesco e la piccola Gaia.

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Storie di Lagolo – 3

Come fare delle foto al Lago di Lagolo senza ripetere le stesse inquadrature degli anni scorsi?
Come fare resoconto dei passatempi, senza confermare la tipica giornata di relax, mattina e pomeriggio al lago, con le partite di carte ad Asshole, l’aperitivo al Rosso e il gelato al Clandestino, il libro, il giornale, le olimpiadi di tuffi, le cene in sagra e la fiaccolata notturna di ferragosto?
A noi bastano i micro cambiamenti per fare di ogni stagione una nuova stagione.
Per esempio quest’anno Gaia era la più piccola che gareggiava al Ribalton dei Popi nella corsa coi sacchi… beh, possiamo dire che è arrivata fino alla linea del targuardo senza scomporsi!
E poi va segnalato il nuovo gioco dell’anno sul prato: le scomesse coi dadi a Perudo. Ottime per i millantatori!

la botte della casa delle botti Mik che fa pausa al pontile lago di lagolo canneto a bordo lago
la spiaggia è un prato il cielo sopra il lago Isaia un attimo prima di inseguire Gaia Palla al telaio tra i monti, che bel!
aperitivo al Rosso il mio bel Dado nuotatina al lago davidaola al lago
la fiaccolata di ferragosto i grandi alberi del parco vecchio davidaola al parco Liv, Mik, Lisa & brother al lago

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Storie di Lagolo – 2

L’attività organizzata in Trentino e sul Monte Bondone è sempre molto ricca di eventi, e noi quest’anno abbiamo approfittato della proposta culinaria organizzata dall’orto botanico Le Viote: l'”Aperitivo biodiverso”!
Questo giardino botanico si trova a 1500 metri di altezza e ospita 2000 specie botaniche provenienti da gruppi montuosi di tutto il mondo; noi lo avevamo già visitato gli anni scorsi; spesso è punto di partenza per varie iniziative ed escursioni.
Come farsi scappare una mattinata con la guida che ci illustra le specie delle erbe aromatiche, curative e commestibili, in modo da imparare prima a riconoscerle e ad apprezzarne il profumo, per poi gustarle poco dopo nei preparati sott’olio o nel pane o in marmellata?
Dopo l’olio mugo, lo sciroppo di resina di pino mugo con cui guarnire gelati e formaggi (nel nostro caso, la ricotta di pecora), uno dei pezzi forti è stato senz’altro il radicchio dell’orso: la notte successiva me lo sono sognato!

vista sull'orto botanico la guida ci mostra il radicchio dell'orso mappa delle Viote in fondo si vede la segale
pane di segale, formaggio con pepe, peperoncino ed erbe radicchio dell'orso sottolio cin cin vista sui monti dalle Viote
zona delle Viote ad arboreto belli i pascoli a nardo lo stagno delle viote pianta che dovrebbe essere nota anche a Luisa

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Storie di Lagolo – 1

Rieccoci qua, siamo tornati a Trieste, su in montagna praticamente non c’era la connessione internet, e uno potrebbe dire: bene, così vi siete disintossicati. Proprio per questo Dado stamattina mi ha detto: ora che sei a casa, non passare tutto il giorno sul computer! E invece eccomi qui, a recuperare subito gli arretrati.
In cui ovviamente vi racconterò la stora dell’orso.
Che è davvero la storia dell’orso!
Infatti sul Bondone negli anni si sentono spesso storie di avvistamenti di orsi, e anche quest’anno i resoconti non sono mancati mentre noi eravamo a Lagolo.
Gli indigeni lagolensi hanno visto verso maggio un orso che faceva il bagno nel lago. Poi, ad inizio agosto è stato visto sia nella zona del parco vecchio che nella zona nord, vicino alla casa che avevamo preso negli anni scorsi.
Sul giornale “Adige” di mercoledì si raccontava che la sera prima un’auto, nel paesino di Vezzano (dove noi siamo andati a mangiare la pizza una sera con Mik, Liv, Lisa e Carlotta), a valle di Lagolo, aveva colpito una mamma orsa, che dopo lo shock, comunque si è rialzata ed ha proseguito. Il giornale aveva una foto dell’anno scorso, più o meno nella stessa zona, e fatta da una turista, che riprendeva mamma orsa che attraversava la strada con tre cuccioli, uno dei quali albino.
Comunque, l’avvistamento in zona Lagolo è frequente, e di sera si fa sempre attenzione…
Infatti il giorno dopo, mentre Lisa tornava alla sua magione di sera tardi e col buio, in mezzo agli alberi ha sentito dei rumori, dei fruscii… troppo forti per essere solo dei passi… aiutooo! Che cosa ha pensato bene di fare Lisa prima di rientrare a casa dal fratello? Ha registrato questi rumori con il cellulare! E così, a testimonianza della storia dell’orso, ci siamo attrezzati con i suoni dell’orso, raccolti direttamente dalla montagna!

una delle varie storie dell'orso pranzetto a casa con gli amici quanto mi è piaciuto questo risotto davidaola al parco vecchio
il lago di Lagolo al tramonto Dado sul pontile nuvole rosa all'orizzonte semplici riflessi

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Considerazioni sulle pance

Quest’anno a Lagolo la pancia più grande è quella di Paola. Ma abbiamo visto che anche quelle di Liviano e Michele, oltre alla mia, sono cresciute… Bei tempi quelli della “tartaruga”… Ma Michele, saggio come un vecchio osservatore, sostiene: “a cosa serve la tartaruga sulla pancia quando si hanno i criceti nella testa!?!!?!”

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Pronti alla partenza…

Mancano poche ore allo stacco degli stacchi, e ovviamente la nostra meta di tutto relax non può che essere Lagolo!
Mik e Liv sono già su e ci hanno detto che la casa prenotata per quest’anno (“la casa della botte”) è bella e fornita persino di lavatrice.
Che lusso, che benessere!!!

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…e chi vede una stella cadente gridi “Lagolo!”

Quando siamo arrivati a Lagolo, una settimana fa, mi sono detta: è come se non fossi mai andata via da qui!
In quei giorni con gli amici, sul pontile davanti al lago, mentre guardavamo le stelle, contavamo i punti-Lagolo accumulati da ciascuno. “Sette“, dice Dado; “Ventinove!“, Ciano Panza; “Trentuno“, Lisa da record: “mai saltata un’estate a Lagolo, ho anche visto il lago pieno di girini a primavera!“.

Ma non è stato solo questo.
La sera del ritorno a Trieste, giù per Scala Santa anche se non si dovrebbe, è improvvisamente apparsa la città, il mare molto più grande di un lago, con tutte le luci delle case.
E mi dicevo.
Cosa ci fanno tutte quelle luci sull’acqua.

Incredibile.
Mi aspettavo, nel tornare a casa, di vedere ancora il lago…

l'una di notte sul pontile

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Ritorno (d)a Lagolo: le foto

Lagolo non d'inverno le carte riflesse Palla riflessa Dolomiti tra le nuvole
Marco in arrampicata Cristina sicurezza volante Palla in equilibrio Mick a Lagol
increspature La luce sul lago Mick controluce Livius super Seventies
Doppio ritratto Segni del lago Dado aquilone Aquilone nel cielo
Paola e Cristina fiori attorno al lago Michele in tuffo Dado tuffo a Lagolo
Pucceus all'ombra Tchai tchai tchai.... il cielo sopra il lago mini ranetta che attraversava la strada...

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