gennaio 6, 2012 at 15:29
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Dopo le recensioni di film letti secondo un’ottica di genere, ho avuto il privilegio di leggere lo studio realizzato da Francesca e Iolanda, per la Scuola di Specialità in Psicoterapia Sistemico-relazionale, del film “THE TREE OF LIFE“, letto secondo un’ottica orientata sulle dinamiche famigliari.
Ne cito di seguito un estratto.
“Il film da noi scelto sembra essere una riflessione sulla vita, sull’amore e sulla vita familiare. La trama ruota attorno alla storia della famiglia O’Brien – padre, madre e tre figli maschi – che vive in Texas negli anni ’50 e conduce un’esistenza tranquilla nelle classiche villette con giardino cui ci hanno abituati i film americani.
L’intento dello studio è quello di fare un’analisi del film in chiave sistemica, osservando le dinamiche relazionali e gli stili comunicativi, evidenziando i comportamenti che si verificano più spesso, contestualizzando l’ambito familiare in quello sociale, fino ad un livello di astrazione superiore, sfruttando il concetto di mente immanente e di sistema proposto da Bateson.
Bateson considera tre tipi di sistemi: l’individuo, la società in cui l’individuo vive e l’ecosistema. Questi sistemi sono reti cibernetiche complesse, anelli collegati da una catena di processi causali. Essi sono formati al loro interno da sottosistemi, ad esempio l’uomo e gli altri animali sono sottosistemi dell’ecosistema, le cellule sono sottosistemi degli individui. Tali sistemi sono considerati un mondo di relazioni “possibili” e dinamiche, entro le quali i sottosistemi si aggregano creando ritmi biologici propri per effetto dei quali la stabilità dell’insieme è maggiore di quella delle singole parti.
I sistemi sono regolati nel loro funzionamento da un modello comune, ossia possiedono delle caratteristiche che si possono considerare ricorsive; esistono retroazioni e ridondanze.
Tendenza fondamentale dei sistemi è quella di preservarsi mantenendo equilibrio e coesione tra le parti, e contemporaneamente avere una certa flessibilità, caratteristica necessaria all’evoluzione e alla ridefinizione delle relazioni. Un sistema cioè autocorrettivo che opera per prove ed errori e ha carattere creativo.
Anche l’idea di base di questo film è che vi sia un tutto (cosmo, universo) in relazione armonica con l’essere umano (microcosmo).
Il padre è una persona affettiva e aggressiva allo stesso tempo, che cerca di insegnare ai figli a crescere come dei duri perché possano diventare qualcuno nella vita. Il contesto sociale è ridondante nei suoi modelli, si alternano ricordi di famiglie con padri autoritari e madri sommesse.
La ridondanza della supremazia del più forte sul più debole, è impregnante in tutto il contesto sociale; La ridondanza per eccellenza viene espressa in leggi evoluzionistiche darwiniane, dove si apprende ad apprendere la supremazia del più forte sul più debole.
Vige l’idea forte di come ci si debba comportare nel mondo: il padre incita i figli a non farsi mai sottomettere, sottomettendoli.“
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dicembre 27, 2011 at 19:58
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ottobre 1, 2011 at 06:56
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Ieri sera siamo stati alla cena di raccolta fondi per Emergency.
Maura Zottar ha presentato il programma di Emergency per l’Italia. Ci ha raccontato di essere una ginecologa che, dopo essere andata in pensione, ha riscoperto quel piacere di lavorare – stavolta però da volontaria – che aveva agli inizi della sua carriera professionale.
Colpisce molto di più sentire quali sono le situazioni presenti anche qua da noi.
Per esempio tra i coltivatori di pomodori. Uno su due dei pomodori che mangiamo è stato raccolto così. Da stranieri in condizioni di vita e di lavoro precarie e debilitanti.
I due ambulatori mobili di Emergency che operano in Italia, i “Polibus“, sono attrezzati per la prima accoglienza con medico, infermiere, mediatori culturali e autista tutti volontari, e hanno dei nomi che Maura adora: “Questo” e “Quello”… In quell’ambiente, c’è spazio anche per un rasserenante motto di spirito.

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luglio 7, 2011 at 06:12
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Ieri pomeriggio sono andata a trovare Franci…
ma lei non c’era, doveva ancora arrivare.
Mentre l’ho aspettata fuori dal portone, mi son lasciata incantare dai disegni dei voli di rondini. Che fischiavano, facevano vibrare le ali, volteggiavano rapide sopra tetti e giardini!
Che meraviglia.
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maggio 22, 2011 at 21:14
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Questa mattina abbiamo appeso i primi due quadri in casa nuova.
Mi piaceva vedere le pareti bianche, libere, facevo fatica a comiciare a ingombrarle.
Però ora con i quadri mi pare che stia meglio.
Il tempo vola, per le ciliegie.
Quelle che qualche giorno fa erano acerbe, ora, tirate giù dall’albero, sono così rosse che sembrano nere.
Stasera sono andata a cena da Franci.
Grigliata di verdure di Enrico e Marina, funghi e formaggio.
Ottimo. Si mangia sempre bene da Fra.
Adesso sono pronta per la nanna. Sta per iniziare una nuova settimana.
E ho fatto di nuovo la valigia.

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aprile 17, 2011 at 14:06
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Ieri sera ero seduta in prima fila. Andrea e Serena, sul palco. Pensavo ai miei giorni di adesso, stretta, circondata. Nel nodo piccolo di una clessidra. Però, nel frattempo, la loro musica scaldava l’aria. Mi ha fatto sentire una corsa sui prati. Una grande pioggia, acqua da attraversare, sulla nave nello spazio aperto.
Oggi ero da Franci, mi ha ospitata a pranzo nella sua casa sull’albero. Ha aperto l’abbaino, un quadro azzurro di cielo e nuvole, ha messo la testa fuori. Il vento le ha fatto vibrare i capelli, il sole scaldato il viso. Gigia faceva le fusa, impastando la coperta, tirando fuori i fili con le unghiette. “Potrebbe fabbricare asciugamani“, ridevamo, “quelli con tutti i fili tirati fuori. Gigia ha il lavoro assicurato…”
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ottobre 29, 2010 at 22:31
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La voce di Francesca, che ha cantato questa sera, è bellissima.
E tra non molto, tutti in Atelier!

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ottobre 9, 2010 at 20:48
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L’altra sera, mentre ero sola a casa sul pc, ha suonato il citofono.
Drìn, drìn!
Ho guardato dalla finestra. Sapevo chi poteva essere a quell’ora: papi! Con dorfi, bau, che faceva una passeggiata.
L’ho invitato su, giusto un saluto.
Tra una cosa e l’altra, mi ha raccontato questa storia:
Sai cosa mi ha detto Francesca stamattina?
<<Papà, stanotte ho fatto un sogno. Ho sognato che tu avevi preso la moquette, la stuoia per la stanza sotto il tetto. E a me non piaceva, buu! Non mi andava bene! E allora, avvisami, quando vai a prendere queste cose, devo venire anche io! Devi avere la mia approvazione! Andiamo assieme!>>
Io a quel punto le ho detto:
<<E’ incredibile, Franci, quello che mi racconti. Ora, senti questa. Anche io ho fatto un sogno. Andavo per i negozi a cercare una moquette per il tuo sottotetto. Andavo da Marchi Gomma, da OBI a Capodistria, guardavo i rotoli… Ma non ero soddisfatto, non me ne andava bene nessuna. E questo sogno è durato diverse puntate! Io mi svegliavo, andavo al bagno, e poi tornavo a dormire, e il sogno riprendeva! Vedevo rotoli di tutte le misure, di alcuni metri, grandi e piccoli… Non è possibile, proprio questa notte!>>
Che roba, guarda che coincidenza.

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settembre 20, 2010 at 08:43
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Alla festa di Fra, le noci del giardino sono cadute in gran parte sull’erba. Se le apri, sono ancora morbide. Hanno quasi, quasi il gusto dell’inverno davanti al fuoco.
Al concerto dei Déjà, Serena chiude gli occhi quando canta, e immagina di avere un grande spazio sconfinato davanti a sè. E si fida.
Mentre suona Andrea, mi sembra di essere seduta più vicina, subito sotto il palco, stretta tra la gente che, come me, si lascia trasportare in un solo ritmo.

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settembre 2, 2010 at 20:51
· Filed under disegni, storielle
Dagli alti piani della casa delle CiilaMeraviglie, Fra ci narra la sua ultima avventura.
Indovinate cosa succede a sbattere il piumino dai peli di gigiuzza…
MIAO, mi guarda la micia un po’ in disparte, mentre faccio del piumino una pallotta.
Mi sporgo appena dalla finestra, spingo il piumino verso fuori.
Apro la palla e vedo… un oggetto in caduta per sei piani…
NOOOOooOOOoooOOOOOO!!!
Per un attimo, spero che si tratti “solo” del telecomando.
Invece, la legge di Murphy ha colpito ancora.
Ops, ho lanciato il cellulare fuori dalla finestra……..

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