Non solo Dalmazia

Martedì pomeriggio sono andata a vedere la presentazione dell’ultimo libro di Rigatti, e come è facile immaginare data la sua presenza, è successo di tutto.
L’evento si teneva alla sala del Circolo delle Generali, con fuori dalla finestra il mare che volgeva da azzurro a rosa a viola-nero.
Dado e il papi erano con me in prima fila, “siamo venuti in pompa magna” ho bisbigliato ad Emilio che ci salutava da dietro il microfono.
Sul Corriere c’era scritto che la presentazione sarebbe avvenuta ad opera di Edi Canzian, il cantante dei Pooh. In realtà in cantante dei Pooh si chiama Red, per cui Emilio ha portato in regalo un cd dei Pooh al suo amico Edi che presentava. L’evento era dedicato a bici e poesia, e sono stati suonati pure alcuni pezzi di fisarmonica da un musicista di strada. Io mi ispiravo con le danze irlandesi, mentre Dado storceva il naso.
Alla fine della presentazione, in fondo alla coda per gli autografi, c’era il papi con un pacchetto per Emilio. “Ho portato qualcosa per te”, gli ha detto. Ed Emilio: “Cosa sarà, un mobile?”… eh eh… Era l’ultimo libro del papi direttamente con la dedica, per uno scambio di libri tra scrittori! (Una scena che mi ha ricordato lo scambio di libri avvenuto a Mantova tra papi e Yuri Druznikov!…).
(p.s. auguri per la festa del papà!).

papi ed Emilio I canti di Leopardi

Ovviamente, questo non era abbastanza.
Mi sono attardata chiacchierando con Franco, il libraio della Italo Svevo – Fenice – Joyce, che aveva portato i libri di Emilio sul posto. Mi sono fatta raccontare un po’ com’è messa l’editoria a Trieste, e lui mi ha detto di sentirsi un panda, l’ultimo baluardo, accerchiato dalla grande distribuzione. Ha raccolto una mia sfida. Andrò a trovarlo, a caccia di saggi scientifici di autrici donne.

Poi, mi sono auto-invitata.
Dopo l’evento, mi sono aggregata al gruppo degli organizzatori che andavano a bere qualcosa, in veste di amica di Emilio (e non è la prima volta che uso questa scusa!…).
Ci siamo fermati in un bar presso il Canale, e ho ricevuto un regalo: Edi mi ha dato un libro quasi d’epoca, una edizione dei Canti di Giacomo Leopardi della Biblioteca Classica Hoepliana, edizione 1924! Che personaggio, Edi!

Ho salutato Emilio e gli altri, mi sono avviata verso casa. Lungo la mia camminata, ho attraversato la stazione.
Lì ho ritrovato di nuovo Emilio sulla sua bici (beh era facile prevedere che passasse anche di là), e già che c’ero l’ho aiutato a fare il biglietto treno-bici dalla macchinetta automatica. In fondo, su quella macchinetta, il menù per fare il supplemento per la bici lo so a memoria…
E mentre aiutavo un secondo ragazzo a farsi il biglietto tutto in inglese, Emilio è volato via con queste ultime parole: “Sai che sono arrivato secondo ad un concorso di fotografia sulla bici? …mi hanno regalato una tuta per la bici completa!”
“Mitico” gli ho detto io, e la parola si è persa nel vento dei pedali…

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Una serata a Milano

Lunedì sera ho avuto un paio d’ore libere da passare a Milano.
Era tardi e c’era una lieve parvenza di pioggia, ma ho vinto la pigrizia e sono andata a fare due passi fino a un ristorante suggerito da Diego, il fratello di Emilio. Ho attaccato un po’ bottone al proprietario, che era stato avvisato del mio arrivo, e ho fatto una cenetta proprio piacevole. Insalata di arance e finocchio: da ricordare! E minestra di zucca appena fatta, tutto gusto. Come compagnia aggiuntiva, ho scambiato un po’ di messaggi con Domenico e Dado:

PAOLA: ciao DadoAleBibiDodo, sto mangiando la minestra di zucca!
DODO: anche noi mangiato minestra di zucca!
PAOLA: non ci credo! non è possibile che stiate mangiando la minestra di zucca all’interno di una zucca come me!
DODO: nella tua zucca vuota? (by dado). anche noi nella zucca, con il mestolo di legno, e le fiepe roste 😉

finocchi e arancio minestra di zucca rovello 18 oltre la terra

Per chiudere la serata, ho trovato proprio quello che ci voleva. Una mostra fotografica all’aperto, in via Dante, dedicata al cosmo e alla cooperazione che porta avanti la ricerca astronomica: nome della mostra, “Oltre la terra”.
Tra i corpi celesti fotografati, c’era persino, udite udite… il buco nero supermassiccio!

“Distante circa 10-13 milioni di anni-luce in direzione della costellazione del Centauro, la galassia Centaurus A è una delle sorgenti celesti che ha più sorpreso gli astronomi di tutto il mondo. Un buco nero di massa equivalente a quella di 100 milioni di Soli si annida nel suo centro, brillando di luce a tutte le frequenze, dalle onde radio ai raggi X e Gamma. Dal buco nero centrale si diparte un getto di particelle ad altissima energia, che si muovono circa alla velocità della luce.”

E’ quello della foto in basso a sinistra. Dovrò dirlo a Elio!

centaurus A galassia vortice M51

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La seconda mostra di Rosa

Qualche giorno fa, abbiamo ricevuto l’invito per l’inaugurazione della nuova mostra di Rosa. Nonostante il poco preavviso, ci buttiamo, al salto. Uscita pomeridiana anticipata, biglietto del treno e bici. Arriviamo a Gorizia alla Biblioteca Comunale sotto una nebbia densa di goccerelline d’acqua, e scendiamo le scale verso il piano sotterraneo.

Entriamo così in un ambiente molto caratteristico. La biblioteca di Gorizia ha i soffitti a volta bassi, in pietra a vista; ha le teche in vetro con le cornici di legno, e Rosa ne ha usato gli spazi inserendo diari con disegni e installazioni create per l’occasione, secondo il filone dell’idea della sua mostra: il fidanzamento temporaneo e di finzione tra Rosa e l’attore Adrien Brody…
La sorpresa finale si raggiunge entrando nello spazio chiamato “la camera degli sposi”: si attraversa un’angusta apertura, ed eccoci a faccia a faccia con dei disegni giganti, troppo vicini perchè possano lasciare indifferenti, l’impatto è molto forte! Ritratti di Rosa e di Adrien si alternano, lei rappresentata in diversi momenti della vita mutevole, e lui sempre identico come un’icona mitica e di finzione…

i disegni di rosa

Dopo l’inaugurazione siamo andati di nuovo sotto la pioggerellina in bici. Nel buio della strada, con le piccole luci da bici, abbiamo seguito Emilio fino alla casa di Alba, un’amica di Rosa che ha messo a disposizione la propria casa per il rinfresco dopo la mostra. Una casa all’insegna dell’arte! Quadri di amici e di artisti riconosciuti si alternavano alle pareti, tappezzandole in ogni angolo. Alba ci ha regalato dei ciuffi di piante aromatiche del suo giardino: menta, salvia, erba luigia, che ho ancora qui sul tavolo e che mi pungono il naso come fosse limone…

rosa alla presentazione arancio e arancio rosa tra i suoi disegni rinfresco dopo la mostra

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Frammenti di Pordenonelegge – 3

Tornare a Pordenonelegge è come tornare in un posto che si frequenta da sempre. Ne conosco i meccanismi, le folle, e ormai riesco ad entrare in contatto ravvvicinato con autori e organizzatori.

Immaginavo che avrei incontrato Emilio: e infatti eccolo lì, col suo zuccotto decorato da bici ricamate, presso l’info-point, che si prepara per il suo intervento. Approfitto per accompagnarlo alla sala dove lo aspettano. Con lui ci sarà lo svizzero Claude Marthaler, che parlerà dei sui sette anni (!) di viaggi in bici in giro per tutto il mondo, da cui ha tratto un libro: Il canto delle ruote.

Dopo aver sentito la sua presentazione, ho chiesto a Claude come è cambiato il suo rapporto con la società civile, dopo tanto tempo di viaggi in bici in autonomia, spesso da solo: ogni luogo che visita è per lui un contesto sociale nuovo da cui ripartire da zero.
Mi ha risposto così: “Il momento più difficile è il rientro a casa. Passi in un giorno, con l’aereo, dagli orizzonti aperti dell’Himalaya, al tuo piccolo appartamento. E per quanto riguarda le persone: gli incontri fatti in viaggio sono la parte più bella, ma ho comunque pochi amici, come capita a tutti, e questi amici sono in Svizzera: sono i miei compagni d’infanzia”.

Volevo approfondire l’argomento con Claude davanti ad un caffè. Riesco allora ad unirmi, in quanto amica di Emilio, al suo tavolo post-conferenza in cui l’accompaganvano editore e traduttrici. Però ho dovuto lasciarli troppo presto, per passare al frammento di Pordenonelegge successivo, il reading di Michael Cunningham.
Se ne avessi avuto il tempo, avrei chiesto a Claude com’è stato passare dalla stanzialità che tutti noi conosciamo, e in cui i rapporti sociali sono consolidati in un certo ambiente, al nomadismo come lo vive lui, che è libertà, contatto umano minimale, e ogni volta allo stadio iniziale di scoperta.

Emilio e Claude zuccotto ricamato reading

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Ritorno a Ciclomundi

Ieri, nonostante la pioggia, abbiamo passato la giornata a Portogruaro a Ciclomundi, festival del viaggio in bicicletta. E’ la seconda volta che ci andiamo, e la spinta a tornare è stata la voglia di ritrovare degli amici.
E così è stato.
Se penso che l’anno scorso ci ho incontrato Emilio Rigatti quando ancora non lo conoscevo bene, e gli ho buttato lì un’idea: “facciamo una mostra fotografica insieme?”, mi rendo conto che un sacco di tempo è passato da quel giorno, perchè poi la mostra l’abbiamo realizzata eccome, e ancora molta strada è passata sotto le ruote…

Durante gli incontri con gli autori di libri e storie di viaggio in bici, ho (ovviamente) potuto movimentare il dibattito con domande e aneddoti (Ambra lo sa: mi butto sempre!). E’ stata un’occasione per fare bella scorta di idee per viaggi in bici lunghi e corti, e qua sotto mi segno link e spunti a promemoria.

collezione di biglie Emilio e Max Portogruaro le biglie di una volta

  • Eurovelo 6: dall’Atlantico presso la Loira, al Mar Nero
  • La voies vertes in Borgogna, strada dei vini, una pista ciclabile di 20 km ricavata sul sedime di un’antica ferrovia tra boschi di querce, aceri e noci
  • Da Bordeaux a Toulouse in bici (il comune di Bordeaux si è proposto di destinare 50% del suo spazio a ciclisti e pedoni!).
  • La ciclopista del sole, un progetto FIAB per attraversare l’Italia: attualmente è ben percorribile il tratto Brennero – Lago di Garda – Firenze (Adige, ex ferrovia Rovereto-Mori-Riva; percorso Mincio-Po, ciclabile Modena-Vignola; solo che Bologna-Firenze si fa in treno).
  • La ciclopista del Sile
  • La ex ferrovia Treviso-Ostiglia ancora in corso di recupero (ci sono iniziative in corso al proposito…)
  • Le piste ciclabili in Italia non hanno una segnaletica stradale unificata a livello nazionale come in altri paesi, perchè dipendono dalle (scollegate) iniziative locali di comuni e provincie…
  • L’Istria si sta organizzando per ospitare il cicloturismo: si possono anche scaricare i dati gps dei percorsi…

La sera lasciamo il festival sotto la pioggia battente, per andare a prendere il treno del ritorno. Ho la sensazione di avere qualcosa di prezioso con me, un bagaglio nascosto. Le cartine del trentino in bici? Il nuovo libro di viaggi sugli oceani? E’ qualcos’altro, qualcosa di più caldo… Sta tra le mie carte, sta tra alcune delle piccole note a penna…
E’ l’insieme degli indirizzi. Contatti e link con autori, o persone nuove con cui ho parlato. La possibilità di scambi futuri, da aggiungere a questa giornata già ricca.

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Itinerari ciclabili d’Italia

Se si vuole fare una esplorazione dell’Italia e del centro Europa sfruttando le piste ciclabili esistenti o gli itinerari consigliati, insomma i percorsi pronti, basta aprire la finestra e mettere il naso fuori: si comincia a guardare qualche sito delle sedi locali fiab (federazione italiana amici della biciletta), e un giro tira l’altro!

Ancora meglio, è l’approccio del nostro amico Emilio Rigatti (cito liberamente a memoria da Italia Fuorirotta): “non contano solo gli itinerari noti, ma anche la scoperta di quelli che non stanno su nessuna guida turistica. Non sappiamo cosa c’è nel nostro territorio! Come si fa ad arrivare all’altrove senza passare per le solite arterie (auto)stradali? Provate a descrivere a mente la strada alternativa – si va di qua e si gira di là – e a dare le indicazioni al ciclista, se non ci siete stati…”
L’unico modo per saper dare queste indicazioni è battere il territorio palmo a palmo in prima persona: conosco il posto nascosto se me lo sono conquistato da me.

Probabilmente, mentre voi starete leggendo queste righe, noi saremo già in viaggio: ecco il programma.
– mercoledì 18: treno + pedalata Peschiera Mantova (ciclabile del mincio)
– giovedì 19: Mantova Ferrara (con le anse del fiume, fanno 100km in un giorno?)
– venerdì 20: Ferrara Adria (ciclopista riva destra po)
– sabato 21: ritorno da Adria in treno

Ed ecco la probabile mappa.
A presto per le recensioni!

mincio po itinerario

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Ciclopista del Brenta – parte 2

Il primo giorno di pedalata sulla ciclovia del Brenta abbiamo percorso 60 km. Ci siamo fermati per la notte oltre la metà del nostro tragitto perchè non avevamo trovato altri posti dove pernottare.
Il panorama lungo la strada del primo giorno è stato riempito dai colori della natura di montagna: blu del cielo tra le nuvole di zucchero, e azzurro-verde del fiume che scorreva quasi sempre alla nostra sinistra. Verde scuro degli abeti e verde nuovo dell’erba baciata dal sole; giallo o azzurro dei fiori piccoli che tappezzavano le distese dei prati; bianco dei meli e delle cime dei monti.

Pergine_Bassano_17

Il mattino del secondo giorno è stato caratterizzato dalla scoperta a sorpresa del laghetto carsico di Ponte Subiolo. Un luogo ovattato dalle rocce muschiate e protetto dai fichi attraversati dai raggi di luce, in cui l’acqua di risorgiva sotterranea riempie uno specchio di sfumature trasparenti con tutte le tonalità dei colori freddi e chiari come di pietra preziosa.
La sera del secondo giorno è stata resa affollata dal clima di pre-raduno degli alpini a Bassano del Grappa (che si popolava già in vista della festa della settimana successiva), e dalla cena in pizzeria alla Favorita con gli amici Emilio e Bughi, contattati telefonicamente in quanto li sapevamo in zona (hanno percorso lo stesso nostro itinerario in metà del tempo!).
Certo che a noi, questi giorni sul pedale, hanno fatto venire voglia… di continuare così sempre più!!!

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Com’è andata la mostra

Per chi c’era e per chi non c’era…
Ecco qua un paio di scenette dall’inaugurazione della mostra fotografica di Paola ed Emilio.
Nel video potrete vedere la sequenza delle foto esposte, e la presentazione dell’evento da parte degli autori.
Grazie a tutti per essere venuti a trovarci!

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La mostra fotografica è arrivata

Invito ufficiale!
Dopo lunga gestazione, ecco finalmente l’evento creativo del mese di febbraio: la mostra fotografica di Paola ed Emilio SGUARDI DA QUA!
Il progetto è nato la primavera scorsa, al ritorno della luce di stagione, con la scoperta di un nuovo soggetto pieno di meraviglie: la superficie del mare, liscia o increspata, e dotata di un suo punto di vista tutto speciale.
Una marcia in più è stata data dall’incontro con Emilio del luglio scorso, che ha arricchito l’idea in numerose puntate virtuali e artistiche.
Ed ora l’evento è pronto e, grazie al nostro ufficio stampa ca.fe.news, è già noto al mondo! (link 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12)
Dunque annunciamo:
invito alla mostra

Inaugurazione:
sabato 16 febbraio, ore 18:30, Atelier della casa
via Raffineria 4/C
(presso piazza Garibaldi), Trieste.
Vi aspettiamo!!

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Ogni giro di ruota una storia

Domenica scorsa, non avendone avuto abbastanza della pedalata di sabato, sono tornata in bici per proseguire il giro a partire dal punto in cui ero arrivata il giorno prima.
Ci metto dunque un’oretta per percorrere la tratta Monfalcone-ponte sull’Isonzato, e da lì proseguo per una strada per me nuova, fino al mare, verso la laguna di Punta Sdobba. Devo dire che la pedalata è stata anche stavolta monotona, appesantita dal cielo grigio, dalla foschia all’orizzonte e dal freddo sulle dita (avevo dimenticato i guanti a casa), per un totale di 40 chilometri di pianura andata e ritorno.
Però, com’è d’obbligo per i giri in bici, che promettono sempre di raccontare delle storie, anche stavolta ho trovato il premio finale.

Giungo infatti alla riserva naturale del Caneo, di cui non sapevo l’esistenza. Trovo il bar chiuso, e decido di mangiare il panino-pranzo restando sulla sella, perchè se mi fermo prendo freddo. Attraverso i canneti con uccelli acquatici, e nel canale sulla mia destra trovo un dettaglio che mi cattura l’attenzione. È lei! Questa immagine la conosco già! È la stessa che ho già visto in una delle foto di Emilio tra le mie preferite, che faranno parte della nostra prossima mostra di febbraio! Una barca di legno, semisommersa dall’acqua, ricoperta di muschio. Lui l’ha ritratta in bianco e nero, due volte, con diversi livelli di marea. Io a colori, ieri, come se fossi entrata nel mondo delle sue foto.
Aveva ragione, Emilio, a dire che facciamo gli stessi giri. E pensare che questo tour l’avevo scelto su google earth…
(continua…)

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IMG_4041 IMG_4042 IMG_4055 l'angolo dei pescatori

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