In cucina con Chini

pranzo con ceci

Sabato scorso, dopo il giro in bici sul lago Lemanno con Chini e con la neve, siamo tornate a casa a farci il pranzo, mentre Jean era fuori fino a sera. Il bello è stato che Ceci ed io non abbiamo avuto bisogno di parole: senza bisogno di lunghi preamboli sugli ingredienti, abbiamo fatto scambio di persona davanti ai fornelli durante la preparazione. Quando era il mio turno della doccia, Chini preparava l’insalata con le mele e tagliava il pollo a pezzetti; poi ci siamo scambiate di posto e io ho continuato rosolando il pollo con la salsa e cuocendo la pasta, da servire poi col sugo di carne e pomodoro. Pranzetto semplice e gustoso come l’intesa delle cuoche.
Al pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro di Losanna, poi una tappa per un caffè con le amiche del luogo, e dopo cena siamo andate a sentire musica jazz nel teatro sotto casa: concerto dei Gadjo.

Domenica mattina è venuto fuori un sole stupendo, ma per me era già ora di prendere il treno per tornare a Trieste. Durante il viaggio, i monti svizzeri sfilavano innevati davanti al mio finestrino; sullo sfondo, il cielo blu intenso.

tappa da starbucks cenetta da chini e jean Gadjo autosatto prima della partenza
disegno per ceci alpi e nuvole la svizzera dal teno le alpi dal treno

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In bici in Svizzera con la neve

Sabato mattina mi sono svegliata a casa di Cecilia e Jean, e ho fatto colazione con la vista sul lago Lemanno. Poco dopo il mio risveglio, ha cominciato a nevicare, e a mattina più inoltrata é arrivato il sole. Quindi perché non inforcare le bici per fare una pedalata lungo il lago dalle pendici montuose imbiancate?Cecilia ed io non ce lo siamo ripetuto due volte: pronte… via!

colazione con spremuta e torta di noci vista sul lago di prima mattina pioggia sull'altra sponda del lago pendici innevate
vigneti innevati colonna di neve in bici con Ceci casette svizzere

Il percorso ciclabile lungo lago era tutto per noi: a destra l’acqua che rifletteva i colori del cielo, grigio o verde e blu; a sinistra le pendici coi vigneti già spogli, dai colori giallo rossi leggermente imbiancati di neve appena caduta. Ogni tanto durante la pedalata si faceva vedere qualche raggio di sole, e le dita intorpidite dall’aria fredda si scaldavano un po’ alla volta.
L’aria di montagna é molto mutevole: durante la pedalata vedevamo pioggia all’orizzonte, o nuvole scure che calavano sul lago. Mentre procedevamo in bici da Pully a Vevey (per un totale di 15 chilometri) il cielo aperto sul lago ci ha offerto tutti i tipi di spettacolo. Ad un certo punto, abbiamo visto che cominciava a nevicare sulla sponda opposta alla nostra: non una semplice colonna d’acqua scura come nel caso della pioggia quando si vede da lontano, bensi’ una colonna bianca e vaporosa che scendeva davanti alla montagna freddolosa.
Per fortuna il nostro tratto di percorso é rimasto sempre al sicuro dalle intemperie, e alla fine quando il vento freddo ha cominciato e levarsi anche presso di noi abbiamo deciso di prendere il treno per tornare indietro, un treno che partiva di li’ a due minuti, che abbiamo acchiappato veramente al salto!

nevica sul lago

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Arrivo in Svizzera

Venerdi’ pomeriggio, con solo quattro ore di treno da Milano, sono arrivata in Svizzera da Cecilia e Jean, che avevano in programma di ospitarmi per un paio di giorni. Appena sono uscita dalla stazione di Losanna, loro sono arrivati con l’auto con perfetto tempismo.

Il programma della serata era il seguente: cena a base di fonduta in un tipico ristorante svizzero, con vari amici dal mondo. Le nazionalità rappresentate erano le più varie: nel corso della serata passavamo a metà frase dall’inglese all’italiano al francese allo spagnolo, in quanto in mezzo a noi erano rappresentate Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Ungheria, Argentina e cosi’ via…
All’uscita dal locale, l’aria dei monti svizzeri si é fatta sentire nel modo più tradizionale, con una bella nevicata a fiocchi grandi: potevo osservare ad occhio nudo i cristalli di neve che si fermavano sui guanti. La neve, magica compagna, ha fatto capolino a più riprese anche nei giorni successivi.

La fonduta lato donne Italia Irlanda e Ungheria all'attacco del formaggio Jean e il suo testimone di nozze Paola e la neve

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Losanna – Yverdon

Ieri abbiamo salutato Cecilia e Jean la mattina presto, mentre loro uscivano per andare a lavorare. Ci hanno permesso di restare a casa loro ancora qualche ora per finire di fare i bagagli, gentile ospitalità.
Poco dopo essere uscita, Chini è rientrata a casa a prendere qualcosa che aveva scordato. Aveva gli occhi truccati di nero, bellissima; io la salutavo con gli occhi rossi, stropicciandomi la faccia. “Ritorna a dormire”, mi ha detto lei. Ma io non sono andata di nuovo a letto. Stavo pensando: Chini non ritornerà a vivere a Trieste. Che pensiero assurdo. Perchè dovrebbe. Si sono appena sposati, e hanno già vissuto in Argentina, Francia, Giappone, Italia, e ora finalmente si sono assestati in Svizzera, dove resteranno almeno un paio d’anni. E poi chissà dove continueranno: il mondo è loro.

Dopo una mattina di visita dei musei a Losanna, siamo partiti sulla route-velo n.5, e abbiamo percorso 60 km tra boschi, campagne, campi arati a terra nera. Saliscendi in teoria piacevoli, in pratica pesanti perchè mi sono presa una mezza infreddatura, al super gelido museo Olimpico di Losanna; dopo numerose pause e riprese, siamo arrivati alle 9 di sera a Yverdon Les Bains, dove siamo rimasti anche oggi per una giornata di stazionamento e riposo. Tra poco andremo a vedere la festa “concerto dei lombrichi“… chissà come sarà?

bosco sulla route n.5 crepe Interno creperie segnaletica

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Da Geneve a Lausanne

Oggi la fortuna ci ha baciati.
La mattina siamo partiti per una tappa di 80 km sul lago Lemanno, e uno splendido sole ci ha illuminati per tutto il tragitto: Dado si é pure scottato le mani…
Fabio ci ha accompagnati in bici per i primi 20 km: viaggio in compagnia!!
Poi abbiamo proseguito tra i colli e lungo il lago fino a Losanna: un posto spettacolare con parchi sul lago e centro storico tutto in salita.
Appena arrivati ci hanno accolti Cecilia e Jean, di nuovo una serata tra amici! Aperitivo in terrazza, cenetta di pesce… yumm! W Chini super organizer e grazie per l’ospitalità.

con Fabio a Cully il segno della ruota le piante dei piedi Lac Leman
La via del tempo perso Dado Lago e Monti Davidaola sul lago Davidaola Chini y Jean

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Sapevo che ci voleva il rosso

Erano due mesi che aspettavo questo momento.
La foto fatta a Chini alla sua festa del 5 gennaio mi attendeva, sul tavolo, da un bel po’. Ma prima di tornare a disegnare, dovevo finire l’allestimento della mostra fotografica, e un paio di altri progetti creativi su richiesta, che mi hanno coinvolta per alcune settimane. L’anno scorso gliene avevo già fatta un’altra, di foto da cui avevo tratto un disegno, ma non mi era piaciuto il risultato… Sapevo che si poteva ottenere di meglio.
Finalmente, venerdì sera, dopo una giornata tranquilla, il momento per tornare a disegnare in libertà è tornato; ore 21:45… troppo tardi per cominciare? No, no, cominciamo, magari ne abbozzo solo un po’… (e poi ho disegnato fino a mezzanotte, fino alla fine).
Avevo messo da parte parecchie foto fatte alle mie amiche: sono ancora là, in coda, in attesa della continuazione di questa serie. Lo sguardo di Chini, che stava in testa al gruppo delle stampe di riferimento (gruppo che, ogni tanto, rimescolavo pure) era veramente quello che ci voleva: energia.

chinired

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Disegnare è possedere

Disegnare è far entrare la forma nella penna e nella mano, e così impararla definitivamente.
Eppure nella foto originale Chini era ancora più cinesina!

chini

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Hasta l’huego Chini y Jean

Domenica pomeriggio sono andata a portare del tè a Chini e Jean. La ricetta era la solita miscela di tre erbe dolci composta a mano da me. Loro erano alle prese con gli scatoloni: trasloco, per l’anno nuovo – vita nuova in Svizzera. Mi hanno dato dei biscotti francesi al burro presi a Mt Saint Michel, per Dado, che come potete vedere qua sotto li ha gustati poco dopo a casa, rientrato da Rovigo, per cui si potrebbe dire che c’era anche lui con noi per la merenda, anche se l’ho riunito in modo virtuale.
Ho imparato, dai nostri due amici cosmopoliti. Mi ricordo ancora la forte impressione che la loro comunità di amici da tutto il mondo mi aveva dato. Ho anche cambiato alcuni comportamenti, a seguito del loro esempio: andare, andare avanti.

il tè di paola chini y jean biscotti mont saint michel i biscotti arrivano al Dado

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Friends

Molte cose so sugli amici.
Un amico è quello che, quando hai un problema, ti offre aiuto pratico e concreto.
Un’amica è quella che ha i tuoi stessi piccoli sogni con cui giocare con te appena se ne crea l’occasione, anche per quindici anni.
Un amico ti permette di passare improvvisamente dal registro delle ca**ate a cose serissime su cui ci si capisce al volo.
Un’amica ti dà opinioni che tieni come punto di riferimento per mesi nei periodi di cambiamento.
Ci puoi litigare con gran divertimento sulla vera storia della fine dell’isola di Pasqua, mentre gli altri guardano scettici, e noi continuiamo il dibattito sapendo che possiamo andare avanti all’infinito ridendo sotto i baffi.
Puoi all’improvviso metterti a parlare di cose private senza che gli altri se ne accorgano, senza neanche far scattare l’avviso dell’inizio del linguaggio in codice: che intesa.
Un’amica si ricorda di te nei momenti speciali dopo anni di poco contatto, e ti combina cose che fanno la differenza.
Un amico un anno fa mi aveva detto: “quasi quasi emigro in Belgio”; e io mi sentivo male, perchè non era ancora arrivato il matrimonio a cui avrei voluto invitarlo… ma alla fine quella volta non era partito, e al matrimonio ci era venuto; per questo, ora che è passato un anno ed effettivamente va al nord, sono più tranquilla: i nostri giorni e pranzi li abbiamo avuti.
In questo periodo sono molti gli amici che hanno trovato o stanno trovando lavoro in un altro paese, non sto qui a farvi la lista, non mi preoccupo tanto, so che li andrò a trovare. Il mondo non è così grande da non riuscire a contenere tutti i festini internazionali che possiamo fare.

fiori di chini&jean

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Castagnata in val Filzetta – 1

Premessa:

la mia oramai moglie Paola sta prendendo possesso completo del blog. Devo trovare una strategia per riuscire a pubblicare qualcosa tra un articolo e l’altro dei suoi. Qualche minuto fa sono riuscito a metterla a nanna, e con la scusa “le ultime robe le metto a posto io”, ho aspettato che cominciasse a dormire per passare al computer e scrivere…

Castagnata!

Da due anni, più o meno in questo periodo, io e Paola abbiamo organizzato una castagnata a casa nostra. All’inizio, due anni fa, l’idea era stata mia, propiziata a) dalla mia golosità per le castagne e b) dalla mia golosità per la ribolla gialla dolce, vino dolce che accompagna le caldarroste. Quest’anno le premesse erano un po’ strane, visto che alcuni amici mi avevano detto “non posso sabato” o “non posso domenica”… allora l’idea è stata “facciamo la castagnata per due giorni!”.
Via con gli inviti e oggi pomeriggio Federica è stata la prima ospite. Con Federica si chiacchierava di vita di coppia e le abbiamo mostrato le foto del matrimonio. Poi sono arrivati Chini e Jean freschi sposi, Federico, senza Clara che è in Argentina, ma con Graziano e la “timida” Ilaria; Cillona, Manuela con Marco, e ancora Domenico e Barbara (Alessandro compreso), Enrico e Liviano, Luca e Carla e, last but not least, Davide!

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Ho cominciato ad arrostire le castagne verso le 16.30, e tre ore dopo ne avevo fatte fuori tre chili! Ora che sono andati via tutti ne sono rimaste poco più di un chilo, quindi dei cinque di partenza è rimasto pochetto… e anche la ribolla è andata via liscia liscia, e non ne ho abbastanza per domani. Spero di trovare aperto lo spaccio vini dove l’ho comperata ieri.
Le castagne migliori erano quelle prese dal baracchino di Marina ed Enrico, sotto al ponte di Roiano (sì, facciamo pubblicità). Loro sono due simpaticoni, attaccabottoni con tutti i clienti; li avevo invitati a passare da noi dopo la chiusura del negozio, ma hanno declinato dicendo che a quell’ora sono molto stanchi e non vedono l’ora di tornare a casa, e li capisco. Allora ho preparato un sacchettino di castagne, due bicchieri di ribolla e Paolina glieli ha portati, e loro ne sono rimasti molto contenti!

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Comunque le chiacchiere tra amici sono state molto piacevoli, e uno dei nodi focali è stato il viaggio. A parte le nostre ovvie foto del viaggio di nozze, abbiamo visto anche le foto della vacanza nuziale di Chini e Jean in Francia, poi di Ilaria in Cambogia e India, e infine di Liviano in America per il suo tour con i Jennifer Gentle. È un peccato che i nostri amici siano “sparsi” dappertutto e che ci vediamo poco, ma è anche bello quando ci si reincontra, raccontarsi le cose come se avessimo interrotto solo un attimo la conversazione.
Domani altro giro, e ancora amici. Che bel!

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