Non solo Bugo

E’ uscito un nuovo disco di Bugo.
Ne ho sentito qualche pezzo in un mini live che ho recuperato via streaming sul sito di radio Patchanka.
Ma non è quello il punto. Ascoltando l’intervista ho scoperto che Bugo si è trasferito a Nuova Delhi.

E non è in giro solo lui.

Ambra è appena andata a Milwaukee, negli Stati Uniti.
Barbara, la mia compagna delle medie, da settembre è a Losanna.
La coppia Carluca tra pochi giorni parte per la Scozia, effetto ricercatore errante.

Quattro anni fa era successa la stessa cosa: cinque nostri amici sono andati a lavorare all’estero in un colpo solo, di botto.

Ok, Bugo non è un nostro amico. Ma noi, oltre ad essere dei fan affezionati, ne avevamo visto un concerto al teatro Miela: a due passi da qua.
Devo dire agli altri di mettere la loro voce in streaming come fa lui.

3gemelli

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Lo stagno come luogo magico

Domenica pomeriggio c’era uno splendido sole.
Ambra mi ha mandato un messaggio tipico dei suoi, con un invito per una passeggiata di lì a pochi minuti. Ovviamente, era una proposta perfetta!

Il sole inonda le rocce e gli alberi cascatelle dopo la pioggia colonnine d'acqua per farsi baciare luci e ombre e rami riflessi
forme d'acqua e dei rami cielo blu della domenica Università vuota di domenica Tonalità di verde profondo

Abbiamo preso il tram. L’ho portata allo stagno di Villa Giulia, che lei non conosceva ancora.
La notte prima aveva piovuto molto, e così gli specchi d’acqua si erano riempiti al colmo. I quattro rivi che scorrevano dalla parete di roccia soprastante scendevano con un rilassante rumore di fondo. Ci siamo arrampicate fin sotto le colonnine d’acqua, a farci baciare dalle piccole gocce piene di luce.
Raggi di sole e ombre verdi attraversavano le pozze rendendole misteriose. Ogni tanto qualche tritone si tuffava in profondità. Non potevo fare a meno di immergere le dita tra acqua e fango, avvitando vortici di terra acquosa che poi girava autonoma, a forma di medusa.

La passeggiata è continuata fino alla casetta osservatorio di Biologia; l’Università domenicale pressochè vuota era per me un posto lontano nel tempo. Mi ha sorpeso vedere che il sentiero sterrato sopra Clivo Artemisio era così vicino alle aule studio, eppure per tanti anni non lo abbiamo mai attraversato. Basta alzare lo sguardo e cercare, gli angoli nuovi non si esauriscono mai.

Raggi magici sull'acqua Ambra che punta verso l'alto

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Rientro volante di vecchi amici

La scorsa domenica è stata piena di lavori ed incontri.
Dado si è trasformato nell’uomo del vapore, e ha pulito gli angoli più nascosti del nuovo appartamento.
Ambra è venuta a farci visita, ed ha visto per la prima volta i sotterranei misteriosi.
Icocla con Lolli e Marco sono tornati a Trieste per un giorno, e ci han fatto visita dopo tanto tempo.
Anche per loro era una sorpresa vedere il nostro nuovo spazio, e han giocato volentieri a brindar con l’acqua e a sedersi senza sedie (prove generali della posizione che assumeremo quando ci saranno tutti gli arredi).
Ci han raccontato storie della loro sistemazione inglese, in case per studenti arrangiate “alla Cambridge”. Presto anche loro staranno più comodi, auguriamo anche a loro buona fortuna per una nuova casa.

Dado col vaporetto Prove di brindisi al tavolo virtuale Naso per aria nella casa nuova Icocla

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Punto nave

Prima delle ferie, nelle mie fantasie c’erano cose tipo queste: “sarebbe bello avere le vacanze estive di tre mesi, come quelle dei tempi della scuola”.
Beh, devo dire che una settimana passata in città, tra mare, stagni e giardinetti a leggere sotto le fronde, mi ha restutuito un condensato di quella sensazione di una volta. La possibilità di rallentare il ritmo, se lo voglio. E’ incredibile che ci si debba impegnare per ottenerlo. Però poi occhio… che non si smetterebbe più…

Con l’occasione, ho rivisto amici che non sentivo da un po’ di tempo.
Ho incontrato Ambra, Renzo e Max G.; un drink, una pizza e una chiacchierata notturna: per scambiare delle notizie aggiornate.

Come dice Max, ci sono momenti in cui c’è bisogno di fare il punto nave, per prepararsi meglio al periodo successivo. E, dico io, ripensarci a confronto con amici che si conoscono da vent’anni è un’opportunità speciale. Si spalmano le idee sulla mappa, si fa ordine negli schemi. Ci sono punti di vista che non valgono più, preoccupazioni da destinare al cestino. Ci ritroviamo sempre d’accordo nel gusto per le piccole cose; sottoponiamo le idee importanti alla prova del tempo. Pulizia nei vecchi armadi, deframmentazione del disco che si ha dentro la mente.

ortensie come farfalle ortensie contro luce paola e max

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HSH Chapter 1 – ceralacca adventures

Questa domenica, durante il viaggio di ritorno in treno dalla montagna, ci siamo messi con calma a guardare assieme gli annunci su “il mercatino”. Lo spazio raccolto dello scompartimento ci evitava distrazioni, e così abbiamo avuto tempo per immergerci nella lettura, commentando insieme ogni annuncio. “Guarda qua!… leggi questo!” Ad un certo punto abbiamo adocchiato degli annunci relativi ad appartamenti che ci sembravano piuttosto interessanti… E da lì è improvvisamente partita una ricerca intensiva.

Già durante il viaggio in treno, Dado ha cominciato a usare a tutto ritmo la connessione internet sul telefonino per verificare i documenti.
Io telefonavo a casa per approfondimenti da parte degli esperti di famiglia.
Le ricerche procedevano in tempo reale (tornando a casa abbiamo trovato un messaggio cartaceo del papi che, insieme agli amoli, ci portava ulteriori notizie).
Appena smontati dal treno, siamo subito andati in bici a controllare.
Abbiamo addirittura trovato una signora che ci ha aperto il portone cortesemente per farci visionare in anteprima il vano scale e la corte interna!
La sera abbiamo continuato a studiare l’argomento fino a notte fonda.
La mattina dopo Dado è partito in missione (che fortuna, per lui era un giorno di ferie!). Corsa a perdifiato per acchiappare il treno compresa!
Io mi sono immersa in una febbrile ricerca di numeri di telefono non più usati da tempo.
Nel frattempo, sono giunti vari contributi. Ambra aveva portato la ceralacca (che di lunedì mattina era un po’ difficile trovare avendo i minuti contati), Rossella aveva fornito delle spiegazioni sulla sovrintendenza ai beni culturali, e mamma aveva ricontrollato le sue esperienze simili.

Insomma, a quanto pare… in meno di due giorni ci siamo procurati lavoro per tutto l’anno prossimo! Staremo a vedere…

vendesi vano scale vano scale ceralacca

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Ho visto Topolò

Domenica scorsa, dopo anni che l’idea mi girava per la testa, sono riuscita ad andare a Topolò.
Alla mattina preparo tutto, studio la mappa, scelgo il percorso treno-bici, capisco che devo risalire buona parte del Natisone fino a Grimacco e poi andare a caccia di questo piccolo paese, sto per uscire, quando mi viene un ultimo dubbio: perchè sulle cartine non riesco a trovare Topolò?

Topolò sembra il luogo che non c’è. Su Google Earth la foto della sua zona è ricoperta da una nuvoletta. Intorno ci sono solo monti, e non capisco qual è la sua distanza dall’ultima tappa precedente. Finchè, ad un certo punto, lo trovo.
Per arrivare a Topolò, appena ci si stacca da Grimacco, bisogna improvvisamente arrampicarsi sui monti: c’è un ultimo strappetto in salita che ti porta in breve a fare trecento metri di dislivello.
Poichè il meteo chiama pioggia, decido di accantonare per una volta la bici. Incredibile ma vero, vado in auto.

Dopo un mese di ruote quadrate per fermo al parcheggio, la mia autina si può concedere una botta di vita: siamo in autostrada, 120 km all’ora. Dato che il mezzo lo permetteva, per l’occasione ho rapito Ambra. “Ho visto che nelle previsioni c’era pioggia – mi ha detto Ambra prima di partire – volevo sapere se ci avevi pensato”.
Certo che ci avevo pensato. Come da previsioni, quando arriviamo a Cividale si avvicina una colonna di nubi nere, e un fulmine bianco si lancia sulla terra. E’ il momento di fare una pausa al bar, ci fermiamo a bere sotto una tettoia: non è necessario guidare sotto i rovesci.

Quando ripartiamo c’è un sole che spacca le pietre, e verso le alture la strada è fumante: dai tornanti bagnati che portano a Topolò vediamo salire i vapori dell’acqua, che si scostano come spiritelli mentre facciamo vento col nostro passaggio.

inerpicandosi a Topolò orkestar in piazza grande il confine di fronte a Topolò Le more rosse
Margheritine ritrose Installazione artistica a Topolò Case di pietra a Topolò vigneti d'alpeggio
Ambra a Topolò Ambrasciata d'Olanda a Topolò Cartolina artistica Regalo di compleanno

Dopo un parcheggio ai margini del bosco, ci arrampichiamo per l’ultimo tratto a piedi. Attraversiamo il centro di Topolò, che la banda attacca a suonare. Sembra che abbia atteso esattamente il nostro arrivo.
Sul programma c’era scritto “concerto dell’Orchestra in piazza grande”, e il nostro primo impatto con Topolò è un improvviso cambio di misura. Più che in piazza grande, siamo in un cortile di casa, e la gente sulle panche è già pronta a cantare come in sagra.
Cerco la stazione dei treni che non c’è, e il mistero di Topolò improvvisamente si fa fitto. Non capiamo dove si svolgono le cose, e per cercare spazio ci buttiamo in bosco.

I sentieri attorno a Topolò sono poco battuti, è difficile vederli tra l’erba alta, però cominciamo a trovare i primi piccoli tesori. More selvatiche, piede nel fango da lavare nel torrente, castagne schiacciate e farfalle a coppie sui fiori di campo.

Quando rientriamo nel centro del paesetto, gli enigmi si cominciano a sciogliere.
Lo spazio espositivo “in una stanza del paese” si nasconde tra le mura di una stalla. La sala per la cine proiezione è all’aperto tra le mura delle case, ha uno schermo che è un riquadro in calce bianca. Quando vedo la targa dell’ambasciata d’Olanda su una casa capisco finalmente qual è il gioco.
E’ come un piccolo museo personale.
Lo spazio è ben conservato, ci potresti fare quello che vuoi. Un mini concerto, una mini mostra. La lettura di poesie nella notte.
Chiunque nel proprio garage potrebbe fare un Topolò.

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Bosco imponente

Una delle parti migliori della visita ad Arboretum è stata la passeggiata nel fitto del bosco, un luogo fuori dal tempo.
Luisa ci ha fatto delle splendide foto, nell’occasione.
Grazie!

Pallafotografa a caccia di dettagli passeggiando nel bosco chiacchierando nel bosco
Ambra tra i tulipani Le bici di Lubiana Luisa ed Ambra nel bosco Paola ed Ambra a Lubiana

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Lubiana capitale vicina

Domenica scorsa, dopo la visita al parco di Arboretum, siamo andati a fare una breve tappa a Lubiana. Eravamo Ambra, Luisa, Giordano ed io, oltre a tutta la comitiva degli amanti di funghi che è sciamata per le vie del centro.
Siamo andati a visitare il castello appena ristrutturato: ottima impressione, giovane ed antico insieme!
A Lubiana abbiamo scoperto dei dettagli che ci ricordavano la Trieste d’altri tempi, come le cornici in legno per le vetrine dei negozi storici (che da noi sono rimaste quasi solo da Toso e Cesca) e le viuzze pavimentate in porfido, inerpicate per il colle. Il bello è stato trovare questi dettagli mescolati con il fresco rinnovamento di una capitale recente: le ragazze che scorrono in roller, gli infiniti portabici, e le soluzioni di riparazione del castello (cavi d’acciaio leggeri, anelli blocca pietra e altri dettagli che mi divertivo a scovare con Giordano).
Nei mei sogni, i cloni delle veline che si vedono sotto casa da “Zampega”, vengono improvvisamente trasformati da un vento d’Europa, che teletrasporta qua vicino il bar del castello di Lubiana con tutto il suo seguito: sotterranei in pietra e ferro battuto, mostre d’arte contemporanea e catenelle di margheritine…

castello di Lubiana Lubiana sul fiume vosta dal castello di Lubiana scritte a Lubiana
castello di Lubiana sotterranei castello di Lubiana scale del bar al castello di Lubiana cappella del castello di Lubiana
per chi non sapesse chi è Chapel soluzioni tecniche al castello di Lubiana collana di fiori al castello di Lubiana spazio espositivo al castello di Lubiana

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Compleanni di Aprile

La scorsa domenica ci siamo ritrovati coi compagni di classe per festeggiare insieme il compleanno di quelli di noi che sono nati in aprile. Con l’aggiunta di Betti, siamo ora in cinque: con Ambra, Renzo, Marco ed io. Ovviamente abbiamo colto l’occasione per rivedere Siro al suo primo rientro dell’anno (dato che il precedente era stato appena il 6 dicembre!). Ambra, ricordati che ora abbiamo in programma una gita a Terni per andarlo a trovare prossimamente! Anche senza bici va bene, per questa volta!

Marco sta proprio bene col cappuccio salumi vari succo di mele Paola ed Ambra

La serata si è svolta in osmizza sul Carso, con golose sbafate di salsiccia cotta nel pane, succo di mele ed altri salumi vari (a parte un appunto sulla illusione prodotta dalle palacinke che sono finite prima che potessimo ordinarle anche noi…). Ovviamente la regina del gruppo è stata la splendida Emmina. Come non restare ipnotizzati dai suoi dolcissimi occhioni? Marco ha probabilmente delle foto migliori, nel frattempo io catturo qua di seguito una scenetta di Manuel che fa ad Emma bu-bu-sèttete…

Bu-bu... bu bu sèettete!!

p.s. A questo link si può trovare il video dell’intervista di Rainews24 al nostro compagno di classe Spenna, dal Messico sull’influenza suina, come segnalato giustamente dal prof Dave Martins. Sono orgogliosa di vedere uno dei nostri nei panni dell’inviato speciale, e ancora meglio di leggere le interessanti inchieste pubblicate sul suo blog.

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Ancora sole al pomeriggio

Oggi sono tornata da Repen come promesso, e ho scoperto una nuova specialità dolce: i “bacetti del priore”, biscotti alle noci albume e zucchero. “Reggono il confronto con quelli di mia nonna”, ha detto Ambra quando gliene ho fatto assaggiare uno.

Il ragazzo che ha aperto il locale deve aver letto “Chocolat” perchè, come la protagonista del libro con la cioccolateria, anche lui sa rendere affezionati i clienti offrendo loro qualcosa. Infatti oggi (ed era solo la seconda volta che mi vedeva) mi ha detto per ben tre volte che “avanzo qualcosa”, e che appena ripasso mi regala una confezione di biscotti. Questo, per farsi perdonare il fatto che oggi mi ha dato i biscotti in semplice vaschetta e non nel pacchetto col fiocco, come avrei preferito per fare dei regali.

Beh non corre rischi, passerò sicuro a ritirare l’omaggio.

Bacetti del priore

Poco dopo ho continuato il giro in centro con Ambra, acchiappata per una mezz’ora.
Come dice lei, con questa luce è impossibile tornare a casa a fine pomeriggio, l’aria tiepida chiama al restar fuori.
Con lei che conosce la rete dei bus quanto me, posso fare cose un po’ strane, come prendere insieme un autobus appena lo si vede, anche per una fermata sola se ci fa comodo. Quando è passata la 6, buona per tornare a casa, mi ha esortata a prenderla: “corri, vola!”.

Tanto per tornare agli aneddoti che stanno nel mito, mi ha aggiunto degli altri dettagli all’episodio del salvamento che lei ha effettuato. Ad essere precisi, le quattro donne presenti erano lei, un’amica, una passante ansiosa e la donna salvata dall’annegamento. E poi mi ha raccontato che poco dopo è arrivata la polizia in massa. Anche con una pilotina dal mare, che ha puntato su di loro un faro gigante… scene da film!
(E poi dimmi se non faccio bene a continuare a citare questo episodio!)

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