ricette per mariti (temporaneamente) soli

Vostra moglie è andata a cena con le amiche? Oppure è in trasferta per lavoro e tornerà domani?
Non disperatevi (tanto so che non lo fate…)!
Come il buon Ugo insegna, ci si può mettere davanti al tv e allietare le vostre papille gustative con il vostro piatto preferito…

A me la frittatona di cipolle non va per niente, sull’abbigliamento possiamo discutere, la birra fresca non è male, il top ovviamente è che, con la moglie lontana, il rutto è anarchicamente libero.
Quindi, ora che sto cominciando la digestione, vi racconto del piatto che ho preparato (da solo) e appena mangiato (da solo), e un po’ di storielle, sul piacere di farsi da mangiare e mangiare da soli.
Essendo ricette per mariti (temporaneamente) soli, le dosi sono per una persona. Comunque partite da almeno un’etto e venti di pasta, che sennò vi perdete il gusto di spanciarvi senza che la moglie vi dica “ti viene la panza…”.

In principio era la pasta col tonno

Quando ero piccolo (e tutti mi scherzavano…) capitava spesso che, visto che i miei genitori lavoravano, dovevo prepararmi il pranzo da solo. Uno dei piatti preferiti (ancora adesso) è la pasta col tonno, che offre numerosi vantaggi: a parte la pasta, non c’è niente da cucinare, il tonno sta in comode scatolette e non c’è bisogno di lavare altre pentole, e il piatto è pronto subito.
La versione di pasta al tonno è quella base-base proprio, con il tonno buttato sulla pasta, con un po’ di formaggio. Posto che comunque è già un ottimo livello di partenza per quanto riguarda il rapporto gusto-soddisfazione-tempodipreparazione, passo a illustrarvi il livello superiore…

e poi arrivò la pasta col spin

Buono il tonno, ma si può fare di meglio. Il mare, o il supermercato, offre anche altri pescetti prelibati, le alici (o sardine che dir si voglia). Già qui bisogna dimostrare di essere un ometto per prepararsi questa mini-ricetta tradizionale triestina.
Preparate la pasta e in una padella a parte mettete qualche spicchio d’aglio tagliato fine, cinque o sei o più sardine e un po’ d’olio. Fate soffriggere il tutto, facendo disfare le sardine ma facendo attenzione a non bruciare l’aglio, che sennò diventa amaro; bastano pochi minuti. Scolate la pasta e saltatela in padella col sughetto preparato e una generosa grattata di formaggio. Se ce l’avete, metteteci anche su un cucchiaio di patè di olive.

che migliorò nella pasta “ot en solti” (“piccante e salada” per chi che no capissi l’inglese)

Quelle simpatiche bancherelle delle fiere offrono un sacco di cose buone. A me piace assaggiare salse e salsette, sottoli e sottaceti, olivelle di tutti i tipi. Ultimamente sono stato attratto dai peperoncini calabresi ripieni di tonno-alici-capperi. Sono fenomenali! Se li vedete prendeteli e fatevene una scorta. Sono utili in ogni occasione: ci si può divertire fra amici a chi ne mangia di più, o si possono usare per accendere un fuoco in campeggio, tanto sono forti…
La pasta che ho appena finito di mangiare e digerirò stasera, usa proprio questi peperoncini. Adesso vi spiego come fare e cosa serve: una cipollina, uno o due spicchi di aglio, un peperoncino ripieno (o due se vi sentite veri uomini), cinque o più alici, una scatoletta di tonno.
Se avete letto fino a qui, avrete già capito come si prepara, ma ve lo racconto lo stesso: soffriggete aglio e cipolla con un po’ d’olio per primi. Poi aggiungete le alici, il tonno e il peperoncino. Questo è meglio se lo tagliuzzate un po’ per disfarlo e amalgamarlo. Anche in questo caso bastano pochi minuti di cottura. Scolate la pasta e fatela saltare nel sugo, aggiungete la solita generosa grattata di formaggio (oggi ho messo il pecorino sardo) e dateci dentro.
Se la mangiate a pranzo, tenete a portata di mano una brocca d’acqua, per tutto il pomeriggio. Se di sera, preparatevi a rigirarvi parecchio nel letto e ad un paio di tappe alla canna del rubinetto, per bere a “gargaMella”.

Adesso scegliete cosa guardare: dovete ancora togliere dal cellofan il cofanetto con i divudì della prima serie di Ics-Fails per riguardarvi Schelli da giovane? Avete scaricato le puntate di I.AR. e volete rivedere come salvano il tipo che gli è entrato un grillo nel naso? Oppure c’è la partita dell’Italia?

Bene, adesso, così come siete, in mutande e canottiera, inserite il disco, premete “plei” sul divudì e cominciate a guardare il film o la partita. In queste condizioni e con la panza piena, vi addormenterete prima della fine del primo tempo.
Vi sveglierete al ritorno della moglie, che vi troverà stravaccati sul divano, con la bavetta sulla bocca, la cucina in disordine (perchè avete cucinato ma messo a posto niente). Come sempre vi rimprovererà e vi renderete conto che è stata comunque una bella serata di meritata libertà ma non avete capito niente di quello che avete visto, quindi agognerete la prossima volta che la moglie vi lascia soli per guardare la metà che vi manca.
Tranquilli, l’otto marzo è vicino…